Carlo Panella

RIFLESSIONE

Se Putin ha usato la forza la colpa è tutta di Obama

Il presidente Usa critica l'aggressività di Mosca. Ma a fomentarla è stato lui. Con la complicità dell'Ue.

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22 Settembre 2016

Vladimir Putin e Barack Obama.

(© Ansa) Vladimir Putin e Barack Obama.

Su quale nuvola vive Barack Obama?
La domanda sullo stato di confusione politica dell’uomo più potente del mondo è d’obbligo, alla luce del suo ultimo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu, il cui punto saliente è stato l’attacco a Vladimir Putin: «In un mondo che si è lasciato dietro l’età dell’impero, la Russia cerca di recuperare la gloria perduta attraverso la forza».
Non si sa da dove iniziare per elencare questi strafalcioni concettuali che hanno un solo pregio: spiegano perché il bilancio di politica estera del presidente uscente sia disastroso.
LA POLITICA DI FORZA DI OBAMA. Lasciamo perdere la prima parte del ragionamento: il mondo non si è affatto lasciato dietro l’età dell’Impero.
Proprio gli Stati Uniti di Obama stanno lì a dimostrarlo.
L’hanno ovviamente modernizzata, resa soft nelle sue manifestazioni di potenza, meno volgare. La politica conflittuale di accerchiamento, addirittura di strozzamento - a vantaggio esclusivo della potenza americana - messa in atto dal presidente democratico nei confronti della Russia, ne è la prova.
Due gli strumenti della “politica di forza” praticata da Obama, apertamente mirata a erodere la zona di influenza russa: l’espansione a est della Nato, intrecciata - grazie alla miope cecità dell’Europa egemonizzata dalla Germania - con l’allargamento della Ue.
LE COLPE DELL'EUROPA. Giorgio Napolitano, del cui acume e imparzialità non si può dubitare, l’ha denunciata senza mezze frasi: «Dopo il crollo dell'Urss, l'Occidente ha alimentato tra i russi frustrazioni e sospetti che hanno costituito la base per politiche reattive e di rivalsa, anche condannabili, decise da Putin, ma sorrette da forte consenso interno. La crisi in Ucraina non è nata con l'annessione della Crimea ma prima, e posso dirlo con personale cognizione di causa, con la deliberata esclusione della Russia da ogni consultazione in vista dell'accordo di associazione tra Ucraina e Ue».
Dunque, uno dei più acuti interpreti della scena mondiale dalla ferrea fede europeista e filo occidentale sostiene che la crisi attuale con Mosca è conseguenza diretta della sua «deliberata esclusione» dalle trattative per associare Kiev a Bruxelles.
Associazione che, come è sempre accaduto con i Paesi ex sovietici, precludeva con certezza a un ingresso dell’Ucraina nella Nato.
IL DISASTRO SIRIANO. In reazione a questa avventuristica logica da Guerra Fredda sviluppata dalla Ue, con la totale complicità, se non ispirazione, di Obama, Putin ha sviluppato (come non poteva non fare) la sua politica “di forza”. Anche su questo punto Obama mostra di non aver compreso molto del mondo.
È ovvio e naturale che una potenza conduca una politica estera basata sulla forza. Non sulla guerra, si badi bene, sulla “forza”.
È irresponsabile utopia basarla su una visione di multilateralismo pacifico e pacifista, per la semplice ragione che non funziona.
Peggio ancora, questa ricerca a tutti costi della “soluzione politica”, quando mancano le condizioni necessarie, può portare a disastrosi risultati.
Si veda la Siria, che macina decine di migliaia di vittime civili dopo ogni tregua, perseguita come unica soluzione da Obama.
BARACK HA FATTO IL GIOCO DI MOSCA. Dunque, Putin, in reazione a una politica espansionistica occidentale, ha reagito con la forza. E qui il secondo tragico errore di Obama e della Ue, che hanno reagito a loro volta appoggiando irresponsabilmente il governo illegittimo di Kiev convinto di potere pacificare i russofoni del Donetsk e del Donbass solo manu militari.
Ma poi hanno vergognosamente perso sul terreno, anche perché gli ufficiali ucraini vendevano i loro blindati ai ribelli. E Putin ha vinto in Ucraina.
Poi, l’arrendevolezza e confusione di Obama in Siria hanno regalato a Putin il ruolo di player a tutto campo.
Mai presidente americano ha favorito Mosca come ha fatto Obama.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

new zealand 22/set/2016 | 14 :45

Direi che Putin è piuttosto portato all'uso della forza
in politica interna quanto in politica estera. Tra l'altro dispone di una buona liquidità e di un controllo quasi assoluto di governo e parlamento, quindi può fare ciò che desidera

adl 22/set/2016 | 13 :22

OLIVER STONE: "Noi non siamo sotto minaccia. Noi siamo la minaccia".
Chapeau ad Oliver Stone, ma LO STROMBOLOQUALUNQUE italiano cosa ha visto in Tv quando in contemporanea erano successi due fatti:
1) Attentato di pochi giorni fa, non riuscito a Manatthan con 29 feriti
copertura TV: NUMERO INCALCOLABILE DI ORE;
2) Errore o definito tale dell'aviazione Usa in Siria che dice di "combattere" l'ISIS circa 90 morti dell'esercito siriano; Copertura tv: 0 minuti secondi.
IL FARLOKKISMO INFORMATIVO NON SI VEDE MA E' GRANDE !!!!!

The Untold History of the United States, a 10-part documentary series and a 750-page book, offers Americans an alternate perspective on US history from the Second World War through the Cold War to the present day.
Stone says he wants to counter the “educational crime” of misleading American schoolchildren.
“American exceptionalism has to be driven out of our curriculums,” he said.
“We’re not under threat. We are the threat.”

adl 22/set/2016 | 10 :56

TROPPO RIDUTTIVA
la descrizione del ruolo e delle responsabilità dell'Obama dei disaster. Sembrerebbe quasi un pasticcione messo per puro caso a fare il COMMANDER IN CHIEF, quando invece avrebbe dovuto fare ad esempio il pasticciere di periferia.
1) L'espansione della Nato è simmetrica ed inversa rispetto alla distruzione della UE;
2) La devastazione in medio oriente IRAQ/SIRIA/LIBIA è funzionale all'esodo biblico che sconvolge l'Europa e ne realizza il dissolvimento di fatto e tra non molto di diritto;
3) L'aggressione della Russia è cercata e voluta sia con i fatti di Kiev sia con la destabilizzazione siriana ad opera della Cia, per accontentare Arabia e Qatar.
4) 2 anni di guerra farlocca all'Isis rientrano alla perfezione nel quadro destabilizzante.
PUTIN SECONDO IL PASTICCIONE/PASTICCIERE AVREBBE DOVUTO ASSISTERE IMPASSIBILE AL MASSACRO DEI FILORUSSI IN UCRAINA ED AL MASSACRO DEL POPOLO SIRIANO FINO ALLA PERDITA DELLA BASE DI TARTUS ??????

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