Semestre Ue, il discorso di chiusura Renzi

A Strasburgo il premier fa il punto sui sei mesi a guida italiana. Critici Grillo e Salvini. Foto.

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12 Gennaio 2015

La nuova generazione che abita oggi l’Europa «ha il dovere di riscoprirsi Telemaco, di meritare l’eredità dei padri dell’Europa», aveva detto il 2 luglio Matteo Renzi a Strasburgo, nel suo discorso di inaugurazione del semestre italiano (guarda le foto).
Chissà se dopo sei mesi di presidenza di turno del Consiglio Ue, il premier pensa di essersi meritato quell'eredità. Dopo aver sfilato a Parigi insieme ai leader europei contro al terrorismo, per ribadire «la forte identità dell'Europa, che è più importante delle regole di bilancio», il 13 gennaio, Renzi è ritornato al parlamento europeo per presentare il rapporto finale del lavoro fatto a Bruxelles.
LA VITTORIA SULLA FLESSIBILITÀ. Davanti agli europarlamentari riuniti in sessione plenaria deve elencare i risultati raggiunti dalla guida italiana, consapevole che l'unica vera vittoria, per ora, è più che altro linguistica: «In Europa siamo riusciti a cambiare il vocabolario, ora aspettiamo le realizzazioni», ha ammesso riferendosi al fatto di essere riuscito a ufficializzare la parola flessibilità.
Ma è proprio il tempo che manca all'Ue. Come ha ribadito lo stesso ministro dell'Economia Padoan, che il 12 gennaio ha presentanto il lavoro fatto alla Commissione problemi economici e monetari (Econ) dell'Europarlamento: «Data la gravità della situazione, l'Europa ha bisogno di uno choc positivo». Quello che sinora l'Italia non è riuscito a dare.
IL VERO SENSO DELL'UNIONE. Per Renzi  l'importante è però aver cambiato almeno l'impostazione nelle politiche fiscali ed essere riuscito a ribadire a Bruxelles il senso vero dell'Unione: il volto umano dell'Europa, un'Europa unita. Un tema quanto mai centrale all'indomani dagli attentati di Parigi. E ad ascoltare le sue parole a Strasburgo c'è anche un ospite d'eccezione: Beppe Grillo.

 

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12.50 - SCAPPIAMO A FINIRE LE RIFORME. Dobbiamo «scappare a finire le riforme costituzionali in Italia, credo ci siano stati voti anche segreti che sono andati bene», ha detto il premier poco prima di lasciare Strasburgo e ripartire per Roma.

 

12.48 - RENZI SALUTA EMMA BONINO. «Un abbraccio a Emma Bonino e uso l'hashtag #forzaemma», dice Renzi. Il riferimento è legato all'annuncio di Bonino sulla sua malattia. «Emma Bonino è stata una grande collega. Mi associo alle parole di Matteo Renzi, incrociamo le dita». aggiunge Schulz augundo da Strasburgo pronta guarigione alla leader radicale.
Infine a una domanda sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica, «chi verrà dopo il presidente Giorgio Napolitano lo vedremo. Sarebbe prematuro parlarne ora», Renzi conclude: «Esprimo la gratitudine mia e del governo e di molti parlamentari auropei a Napolitano, un presidente che ha sempre immaginato l'Europa come un luogo per la politica con la P maiuscola e un luogo nel quale sconfiggere la demagogia»

 

12.45 - L'ITALIA SALVA LE BANCHE DI ALTRI PAESI. Sui risultati raggiunti con il semestre italiano in termini di politica sugli investimenti e la flessibilità Renzi conclude: «Fondamentale è che il passo in avanti di cambiamento oggettivo si è verificato. Non ho ancora letto la comunicazione sulla flessibilità, ma c'è. E l'Italia è pronta a fare la sua parte. Noi non veniamo in Europa per farci salvare», ricorda ancora una volta, «per il momento abbiamo salvato le banche degli altri Paesi con i soldi italiani. E questo deve essere chiaro».

 

12.40 - LA RESPONSABILITÀ SULLA LIBIA. «È fondamentale affrontare il dossier Libia», dice Renzi parlando di immigrazione. «Sono circa 150 mila le persone entrate in Europa nel 2014, oltre il 90% viene dalla Libia e non è libico. E credo che l'Occidente ha qualche responsabilità nei confronti di quel Paese. Senza un lavoro in Libia ogni valutazione corre il rischio di quello che guarda il dito e non la luna.
Sugli sbarchi in Italia il premier aggiunge: «Non siamo in condizioni di fare una verifica per vedere se gli sbarchi sono aumentati, anche se non credo lo siano». Infine, «Lasciatemi dire che sono orgoglioso di un Paese che interviene per salvare vite umane, che come ha detto Napolitano nel suo discorso di fine anno, c'è emozione pensando a una marines che fa partorire una donna sul barcone».

 

12.27- SIAMO AI LIVELLI DELLA GERMANIA. «Le famiglie si stanno impoverendo, dice il M5S», ripete Renzi, «ma l'Italia ha il più grande risparmio privato dell'Occidente e lo fa per paura, per timore». Ma soprattutto ricorda il premier, «in termini di surplus primario siamo sulla stessa linea positiva della Germania».

 

12.15 - RENZI: ABBIAMO FATTO PASSI AVANTI. «Molte cose sono andate bene in questo semestre? Oggettivamente sì e sono state riconosciute da tutti», dice Renzi in conferenza stampa. «Sono stati fatti dei passi avanti. Certo se quello che è stato fatto negli ultimi sei mesi fosse stato fatto negli ultimi sei anni non saremmo a questo punto».
Il premier aggiunge inoltre: «Non sopporto gli ipocriti che si dimenticano di dire anche le cose negative: ovvero il Made in», sottolinea ancora una volta Renzi.

12.05 - SCHULZ RINGRAZIA MATTEO. Schulz ringrazia Renzi per aver sottolineato «l'importanza della democrazia in Europa, che deve essere ancora più tangibile. Ringrazio la presidenza italiana per quello che qui mi manca in molti dibattiti», ha continuato. Dopo aver ricordato ancora una volta l'importanza del principio dello spitzenkandidaten, passa alla questione mediterranea: «Mi sono fatto un'idea, certo ci sono pareri divergenti circa il problema dei flussi migratori, ma una cosa è per me chiara: l'Italia è un Paese che ha una pretesa umanitaria e questo è una grande successo della sua presidenza».

 

12.00 - LA CONFERENZA FINALE. Inizia la conferenza stampa congiunta del premier Matteo Renzi e del presidente del parlamento europeo Martin Schulz.

 


 

11.30 - JUNCKER: NO AL DIBATTITO ITALO-ITALIANO. Dopo la replica del premier Renzi, Juncker sottolinea: «Non voglio prolungare questo dibattito italo-italiano», dice riferendosi al dibattito tra gli eurodeputati italiani che hanno criticato Renzi. «Ho promesso che non sarei mai entrato nelle politiche nazionali e quindi mi fermo qui», conclude.

 

11.20 - RENZI: RAPPRESENTO IL PARTITO CHE HA PRESO PIÚ VOTI. «C' è una distanza pazzesca tra demagogia e realtà, tra chi investe su un'idea di politica in grado di entusiasmare e chi invece scommette sulla paura. Oggi in Italia c'è il derby tra chi vede le difficoltà ma si alza in piedi e prova a risolverle e chi invece vedendo le difficoltà scommette sul fallimento, sulla paura, sul fatto che non ce la faremo. Un messaggio forse comdo a livello elettorale», continua Renzi. «L'Europa può avere un senso solo se riuscirà a mettere al centro la vita delle persone che non hanno paura. Questa è la differenza tra noi e tra chi vuole vivere come bruti».

 

11.15 - RENZI A SALVINI SU SCHENGEN. Al leader della Lega che parla di «sospensione degli accordi di Schengen», Renzi ricorda che il ministro degli Interni guidato dallo stesso suo partito, Bobo Maroni, diceva che «sospendere Schengen sarebbe la fine del'Europa e che l'Italia deve essere contraria alla chiusura».
«Salvini che sta cercando di svoltare a sinistra, dimostra che c'è una distanza impressionante tra demagogia e realtà», aggiunge il premier. Che conclude rispondendo anche ai rilievi del Movimento 5 Stelle sull'impoverimento delle famiglie italiane «cozza con la realtà dei fatti e dei numeri: in tempi di crisi le famiglie italiane hanno visto crescere i loro risparmi a 3,9 trilioni», dice Renzi, perchè «l'economia italiana vive una fase di terrore e le famiglie si arricchiscono perchè hanno preoccupazione e paura».

 

11.10 - LA REPLICA DI RENZI. Renzi conclude il suo discorso di fine semestre dicendo che «ha ragione Verhofstadt: non abbiamo concluso il Made in, il roaming, la net neutrality, tanti aspetti non sono stati portati a termine», ammette. Però trovo davvero strano che i deputati eurpei che rappresentano l'Italia evidenziano con cura certosina le debolezze...nessuno però sottolinea che l'Italia ha visto aumentare i propri risparmi e i propri denari».
Rispondendo poi all'onorevole Giuliana Moi del M5S che ha parlato di mafia e corruzione, Renzi ha ricordato i passi avanti fatti per contrastare il fenomeno, come per esempio la nomina del magistrato Raffaele Cantone a presidente dell'Autorità dell'anticorruzione.
A Salvini riconosce l'aver sottolineato il vuoto della aule parlamentari: «Quando Salvini sarà in campagna elettorale chiederemo a lui che cosa ha fatto in 15 anni a servizio dell'Europa».

 

10.50 - GARDINI CHIEDE CONCRETEZZA. Ci saremo aspettati qualcosa di più concreto sull'economia e lo sviluppo, dice Elisabetta Gardini, capo delegazione di Forza Italia, che ha sottolineato come «sarebbe stato meglio discutere in aula i punti del semestre invece che ricevere un altro documento da leggere a posteriori».

 


 

10.45 - GUALTIERI DIFENDE IL LAVORO. «Questo semestre ha posto le basi per un cambio di rotta, di indirizzo. Per questo è stato uno straordinario successo politico», ha detto il presidente della Commissione economica del Parlamento europeo, Roberto Gualtieri. A un'esponente leghista che lo ha contestato, citando le attuali difficoltà economiche, ha replicato: «Pensare che una comunicazione che uscirà alle tredici possa avere effetto retroattivo sarebbe impensabile, nemmeno superman ci sarebbe riuscito».

 

10.30 - LA LEGA NORD BOCCIA RENZI. «La degna fine di sei mesi di chiacchiere è quest'aula deserta», così Matteo Salvini della Lega Nord commenta il semestre italiano, «non c'è nessuno ad ascolarla, nemmo i suoi deputati, questa è la migliore risposta di chi ci ha dato 80 pagine sei mesi fa e ora ci dà altre pagine. Ma cosa ci ha dato davvero questo semestre italiano? Nulla, dice Salvini che conclude dicendo: «Evviva la Lettonia che sicuramente ci darà qualcosa di più».

 

10.26 - I GRILLINI CONTRO MOGHERINI. «Il suo è stato il semestre delle occasioni perdute», così secondo Marco Zullo del Movimento 5 stelle. Ha insistito per un ruolo di facciata quando avrebbe dovuto insistere per un portafoglio più importante. E invece Mogherini, noin è ancora riuscita nemmeno a portare a casa i marò.

 

10.25 - IL SARCASMO DI GRILLO. A rincarare la dose è Beppe Grillo che ha seguito l'intervento di Renzi dalle tribune dell'aula plenaria di Strasburgo: «In questo semestre il debito pubblico italiano è aumentato di 74 miliardi, questo semestre è stato fantastico».
Il leader del Movimento 5 stelle ha poi continuato: «La disoccupazione è quasi al 13,5%, i nostri titoli sono stati declassati a leggermente migliori che spazzatura, l'unico miglioramento che c'è stato è questo, ci manca l'aspettativa di vita che si accorcia: questo è il nulla».

 

10.23 - BERGAMINI PARLA DI VUOTO PNEUMATICO. «Renzi chiude semestre incolore: deserto in aula #Strasburgo dimostra indifferenza per esperienza che non lascia segni. #vuotopneumatico'», ha scritto su Twitter, la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini.

 


 

10.20 - MALTESE: RENZI L'ILLUSIONISTA. «Sei mesi fa ci aveva illuso, cosa che le riesce bene», ha detto Curzio Maltese della Gue, «ha promesso di impiegare coraggio, energia, ma sono rimaste parole. Non ha avuto l'ambizione di rivendicare un ruolo diverso per l'area Mediterranea, non ha avuto il coraggio di chiedere la fine dell'austerità».
Infine secondo Maltese, questo è stato «un semestre poco europeo e molto italiano: sei mesi fa Verhofstadt ha detto chesi erano persi 10 anni  dietro alle sciocchezze di Berlusconi, oggi siamo a 10 anni e sei mesi».

 


 

10.16 - I LIBERALI RINGRAZIANO RENZI. «Abbiamo bisogno dell'Italia al centro dell'Ue», dice Guy Verhofstadt, leader dei liberali dell'Alde, che sottolinea come ora bisogna andare avanti: «Abbiamo bisogno di questo piano di investimenti Juncker e confidiamo del suo sostegno nel prossimo Consiglio Ue», dice a Renzi, «tutti gli Stati membri devono dare il loro contributo».

 

10.10 - L'ANIMA DELL'EUROPA. Secondo il capogruppo dell'S&D Gianni Pittella «l'anima dell'Europa era a Parigi domenica in piazza». Dopo l'11 settembre gli Stati Uniti decisero di costruire più prigioni che college, non commettiamo lo stesso errore», dice. Pittella invita poi ad ascoltare i cittadini: L'austerità cieca e sorda ha aumentato la precarietà», ricorda. Infine Pittella paragona Renzi a Don Chisciotte, perché spesso beffeggiato a Bruxelles per aver provato a parlare di flessibilità. Un paragone che viene contestato in aula.

 

10.00 - WEBER DEL PPE ENTUSIASTA. Il capogruppo dei popolari europei, il tedesco Manfred Weber ringrazia Renzi per avere permesso una maggiore stabilità grazie alla chiusura del bilancio europeo.

 

9.58 - JUNCKER RINGRAZIA RENZI. Dobbiamo molti risultati all'entusiasmo della presidenza italiana che ha ispirato il lavoro della Commissione europea», così Juncker ringrazia Renzi. La presidenza italiana ha fatto in modo che riuscissimo ad adottare il bilancio, il meccanismo di risuluzione unico, la volontà della presidenza italiana per fare passi da gigante sul tema degli investimenti. Senza l'incoraggiamento del premier italiano avremo avuto difficoltà», conclude Juncker, che aggiunge, «Via l'Italia».

 

9.55- RENZI LEGGE DANTE. «Fatti non foste per vivere come bruti ma per seguir virtute e conoscenza», leggendo un passo del Ventiseiemo canto dell'Inferno di Dante Alighieri, Renzi conclude il suo discorso al parlamento promettendo che l'Italia lavorerà per un'Europa che sia sempre più dei popoli e meno della burocrazia».

 

9.54 - LIBRI: LA POLEMICA CON SALVINI. «Leggere più di due libri è difficile per alcuni di voi, lo capisco», dice Renzi rispondendo alle critiche che Matteo Salvini della Lega Nord gli ha rivolto dai banchi dell'aula. Salvini è intervenuto più volte durante il discorso del premier, urlando frasi del tipo: È il deserto, non ti ascoltano neppure i tuoi».

 

 

9.53 - LO SPAURACCHIO DELLA DEMAGOGIA. Il contrario di integrazione è disintegrazione, rottura, distruzione. Per questo dobbiamo avere la forza di dire che quando si pensa di difendere la nostra identità chiudendoci in fortezza, dobbiamo dire che non c'è sicurezza possibile senza libertà in questo mondo. E che i nostri nemici non potendoci uccidere puntare a cambiare il nsotro modo di vivere. E noi non possiamo permetterlo. Lo spauracchio della demagogia può portare solo qualche decimale di voto in più.

 

9.51- IL NEMICO E LA RELIGIONE. Il nemico non è la religione ma l'ideologia. Il nemico è il fanatismo, ma il rischio grande non è di non vedere il nemico ma il pensare che la paura ci possa fermare, bloccare. Alzare i muri non è essere europei. Qualcuno oggi sta andando oltre, siamo arrivati a dire che la parola identità è contraria a quella di integrazione.

 

9.45 - L'ANIMA DELL'EUROPA. Siamo riusciti oggi a dare un'anima all'Europa? chiede Renzi riferendosi alle parole di Papa Francesco, «non dobbiamo rannicchiare i nostri valori dentro una picccola cornice, una fortezza. Il luogo dell'Eurpa non è la fortezza ma la piazza. La parola chiavae non è conflitto e scontro ma dialogo e incontro

 

9.40 - PRESENTA IL DOCUMENTO. Renzi elenca velocemente i risultati raggiunti durante il semestre e consegna un documento che contiene tutti risultati raggiunti. Renzi elenca i successi del semestre ma anche le sconfitte: sul Made in è incomrpensibile la resistenza che alcuni Paesi stanno facendo.

 

9.35 - LA VITTORIA DELLA FLESSIBILITÀ. Se non ci fosse stata la flessibilità la ricostruzione in Gemrania non sarebbe stata così semplice, ha detto Renzi, la politica sarebbe cabncellata da quest'aula. In questi sei mesi abbiamo visto un cambiamento profondo della posizione ma non dei fatti.

 

9.30  APPLAUSO PER NAPOLITANO. Renzi chiede un applauso per un «grande e convinto europeista: Giorgio Napolitano, che proprio in queste ore lascerà il proprio incarico avendo compiuto un lungo percorso di cambiamento e avendo affrontato le difficoltà in Italia con l'intelligenza e la saggezza».

 

9.29 - SODDISFATTI O RIMBORSATI. Siamo stati in grado di tenere fede a questa sfida? si chiede Renzi parlando del semestre italiano.
Chi fa politica non è mai soddisfatto, dice, anche perchè si guida un semestre pensando a come l'Europa può avere una chance per il futuro. La nostra sfida non è qui, ma a casa nostra. Non è solo evocare il clichè delle riforme strutturali.

 

9.28 RENZI: L'ITALIA CREDE NELLE ISTITUZIONI UE. «L'Italia ha concorso a salvare non solo Stati amici ma anche banche, non per generosità ma perché crede nelle istituzioni europee. Lo ha fatto senza chiedere neanche un euro a beneficio dei propri istituti di credito», ha continuato Renzi, «che perciò al momento degli stress test hanno dovuto ricapitalizzare. L'Italia non viene per chiedere un aiuto ma per offrire una grande storia, iniziata non nella Roma della firma del trattato ma molto prima».

 

9.27 . L'ITALIA HA FATTO TANTO. «In questi mesi abbiamo fatto tanto», sottolinea Renzi ricordando che «ogni anno diamo alle istituzioni europee circa 20 miliardi, ricevendone non più della metà. Lo ha fatto perché crede nell'Europa. L'Italia non viene per chiedere chiedere un aiuto. La nostra idea di Europa è quella di un luogo di speranza per le nuove generazioni e i problemi li staimo affrontando a casa nostra, animati da una visione europea ed europeista.

 

9.22 - LA CRITICA DEI VINCOLI. «L'Europa, costruita in questi anni, troppo spesso ha dato l'idea di essere troppo basata su economia, su vincoli e parametri: è stato un errore e il cambiamento della commissione Juncker negli ultimi sei mesi andava immaginato negli ultimi 6 anni».

 

9.20 - RENZI SU AUSCHWITZ: UN'INFAMIA. «Assicuro l'impegno del governo e del popolo italiano per combattere quella terribile infamia», così Renzi inizia il suo discorso nell'aula del parlamento di Strasburgo, riferendosi all'Olocausto, «per un debito che abbiamo nei confronti del passato e un investimento che dobbiamo fare per le nuove generazioni».
«Essere eredi, per noi l'Europa non è solo un ricordo, ma una speranza, ha il calore e il colore dell'opportunità più che della preoccupazione».

 

 


 

 

9.15 - SCHULZ SU AUSCHWITZ. A 70 anni dalla liberazione del campo di concentramento di  Auschwitz oggi ancora ci sono ebrei che temono per lo loro vita, la loro incolumità e questo dovrebbe sconvolgerci. Dovremo lottare difendendo la libertà di tutti e proteggendo la dignità di ogni individuo.

 

9.15 - JE SUIS CHARLIE. Mentre l'aula di Strasburgo inizia a riempirsi in attesa dell'arrivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi, sul banco dove il premier deve parlare è già visibile il cartello Je suis Charlie.

 

9.00 - JEAN CLAUDE JUNCKER. Il primo ad essere arrivato nell'aula per ascoltare il discorso di Renzi è il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

adl 13/gen/2015 | 13 :24

CREDEVO..............................
......CHE L'UE FOSSE MORIBONDA, A CAUSA DEI 30 MILIONI DI DISOCCUPATI CHE SUBISCONO E SOPPORTANO PAZIENTEMENTE IL DANNO ESISTENZIALE DEL NULLISMO CIARLATANO DI CAXXONI E JUNKAXXONI, STRAPAGATI PER IL DOLCE PENDOLARISMO SCARTOFFIANO INCONCLUDENTE E PAROLAIO.
MI SBAGLIAVO, LA PASSEGGIATA DEI CAPI DI STATO UE A PARIGI CHE HA FATTO SEGUITO ALLA STRAGE DI CHARLIE EBDO, MI SUGGERISCE IL MOTIVO CHE CAUSERA' LA FINE DELL'UE.
PUO' MAI UNA UE SGANGHERATA ED INCONCLUDENTE SU TUTTO DALLA LOTTA ALL'INFLAZIONE INESISTENTE, ALLA DIFESA COMUNE ASSENTE, ALLA FISCALITA', AL PROBLEMA DELL'IMMIGRAZIONE, ESSERE IN GRADO DI FRONTEGGIARE L'ENORMITA' DI UNA IMMINENTE GUERRA DI RELIGIONE DICHIARATACI DALL'ISIS DA BOKO HARAM DA AL KAHEDA ????
COME, CON LE PASSEGGIATE FORSE ????

Canoi 13/gen/2015 | 10 :16

Conclude il semestre italiano, il solito discorso a braccio del bischerello che, more solito, doveva fare sfracelli. Ora ammette che ha cambiato il vocabolario, e basta. Le parole di Renzi bisogna "pesarle" e sono "fuilles mortes".

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