Siria, raid del regime su Aleppo: «almeno 90 morti»

Secondo Al Jazeera, tra le vittime ci sarebbero molti bambini. Dopo il breve cessate il fuoco, Assad ha ripreso a bombardare con «una violenza che non si vedeva da mesi», riferiscono gli abitanti della città.

23 Settembre 2016

Un quartiere ribelle devastato dalle bombe.

(© Getty Images) Un quartiere ribelle devastato dalle bombe.

Da due giorni ormai Aleppo è sotto un bombardamento che i residenti descrivono come uno dei più devastanti degli ultimi mesi. Almeno novanta persone, tra le quali molti bambini, sono state uccise in oltre 150 raid aerei governativi nella seconda città del Paese e nella sua provincia, secondo la televisione panaraba Al Jazeera. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) afferma che in uno di questi raid, sul villaggio di Beshqati, ad Ovest di Aleppo, sono stati uccisi 12 membri della stessa famiglia, tra i quali 6 bambini o adolescenti.
COLPITI QUINDICI QUARTIERI IN MANO ALL'OPPOSIZIONE. Secondo un reporter dell'emittente qatariota presente in città, almeno quindici quartieri della parte orientale di Aleppo, in mano agli insorti, sono stati colpiti nei raid. Abdul Rahman al Hassani, un responsabile degli operatori della difesa civile conosciuti come 'gli elmetti bianchi', ha detto che tre dei quattro centri dell'organizzazione sono stati bombardati. «Due di questi sono ora fuori servizio», ha aggiunto Al Hassani, sottolineando che negli attacchi sono stati anche distrutti cinque veicoli, tra i quali un'ambulanza.
«LA RUSSIA SIA SERIA». «L'unico modo per rilanciare la tregua in Siria è che la Russia sia seria», ha detto il segretario di Stato Usa, John Kerry, dopo la riunione del Gruppo Internazionale di Supporto sulla Siria, nel corso della quale non è stato raggiunto un accordo sul cessate il fuoco.

 

  • Lo stato dell'assedio ad Aleppo (fonte: Guardian).


Secondo l'Onu, tra i 250mila e i 300mila civili rimangono ad Aleppo Est, assediata dalle forze governative e dalle milizie iraniane. Il governo di Damasco, che considera 'terroristi' i miliziani ribelli, ieri aveva annunciato l'avvio dell'offensiva su Aleppo e da ieri si registrano raid aerei con bombe incendiare e cluster bombs, armi proibite dalle convenzioni internazionali e particolarmente letali per la popolazione civileIn un'intervista rilasciata all'Ap, Assad ha dichiarato che la guerra continuerà, addossando tutte le colpe agli Usa, negando ogni sua responsabilità per i bombardamenti sui civili e arrivando a negare che la parte orientale di Aleppo sia sotto assedio
ASSAD: «HANNO INIZIATO GLI USA». Il dittatore ha respinto anche tutte le accuse riguardo al raid su un convoglio di aiuti umanitari che lunedì sera nei pressi di Aleppo aveva ucciso 21 operatori umanitari. Mentre è tornato sul bombardamento compiuto, e ammesso, dalla Coalizione internazionale a guida Usa sabato su una base delle forze siriane nella provincia orientale di Dayr az Zor, che ha provocato oltre 62 morti.
Per il 'rais' l'attacco è stato «sicuramente intenzionale», ed ha avuto lo scopo di fare fallire il cessate il fuoco. Accuse «ridicole», le ha definite il portavoce del Dipartimento di Stato John Kirby.
NESSUNA NO-FLY ZONE. Sulla stessa lunghezza d'onda, come sempre, le affermazioni che vengono dalla Russia: «Gli Usa non possono garantire la realizzazione di una serie di elementi» dell'accordo per il cessate il fuoco, ha affermato il vice ministro degli Esteri Serghiei Riabkov. Il quale ha poi respinto, definendola «non attuabile», la proposta fatta dal segretario di Stato Usa John Kerry di vietare le azioni dei velivoli in specifiche aree per garantire la distribuzione degli aiuti umanitari.

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