Sms e pizzini, storia dei flirt politici finiti male

Il messaggio Cirinnà-Airola ''tradito''. Lo scambio Di Maio-Renzi messo sul blog. La gaffe di Franceschini per la compagna. Quando la figuraccia è nero su bianco.

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25 Febbraio 2016

Alberto Airola del Movimento 5 stelle.

(© Ansa) Alberto Airola del Movimento 5 stelle.

Galeotto fu quell'sms.
Il recente messaggio con cui il Movimento 5 stele dava il via libera al ''canguro'' Marcucci e che la senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili, ha deciso di pubblicare.
E così, mentre il dibattito sul disegno di legge si fa sempre più acceso, sotto i riflettori finisce il grillino Alberto Airola, senatore in prima linea nella battaglia per l'approvazione del provvedimento.
COMING OUT SOCIAL. Talmente in prima linea da dover fare coming out e ammettere su Facebook di essere stato lui l'autore del messaggio incriminato.
Non senza chiarire sui social come «quella non poteva in nessun modo considerarsi la posizione ufficiale e definitiva del Movimento».
COSA C'È DIETRO LE QUINTE? Il dato da registrare comunque è un altro. E cioè come la politica, oltre che di posizioni ufficiali, viva anche di dietro le quinte, non per forza da connotare negativamente.
È significativo, inoltre, come sull'altare della trasparenza finisca per essere sacrificato proprio un esponente del M5s.

Nel 2014 lo scambio di messaggi Di Maio-Renzi finì sul blog di Grillo

Lo scambio di messaggi tra Renzi e Di Maio.

Lo scambio di messaggi tra Renzi e Di Maio.

Della serie chi di pizzino ferisce, di pizzino perisce.
Proprio due anni fa, per l'esattezza il 25 febbraio del 2014, il vice presidente della Camera, il cinque stelle Luigi Di Maio, pubblicava fiero e soddisfatto lo scambio di messaggi intercorso in Aula tra lui e il premier Matteo Renzi.
L'ARTE DELL'INCIUCIO. Spiegando sul blog di Grillo le motivazioni della pubblicazione: «Il vero disastro degli ultimi decenni di politica è stato provocato dalla mancanza di trasparenza, dagli inciuci, dagli accordi segreti. Non sono metodi che ci appartengono: noi agiamo veramente 'alla luce del sole', perché non abbiamo nessun altro interesse da difendere se non quello dei cittadini».
La trasparenza, comunque, non è un cavallo di battaglia esclusivo del Movimento.
BARBATO E LE TELECAMERE. Come dimenticare le imprese, con tanto di telecamera nascosta, compiute in parlamento dall'allora Italia dei valori Francesco Barbato?
Fu proprio lui a raccogliere le confessioni di Antonio Razzi che nel giro di soli tre mesi, nel 2010, tradì per soccorrere Silvio Berlusconi: «Io te lo dico chiaro, il 14 dicembre ho fatto i cazzi miei... 10 giorni mi mancavano per la pensione», immortala la telecamera di Barbato, «e per 10 giorni mi inculavano... io c'ho 63 anni, dove vado a lavorare io? Cazzo me ne frega, tanto qui sono tutti malviventi, se non fai da solo ti si inculano loro».

Mussolini immortalò la «liaison» Carfagna-Bocchino: era il 2010

Italo Bocchino e Mara Carfagna.

Italo Bocchino e Mara Carfagna.

Se l'operazione dell'ex parlamentare Barbato ha un chiaro intento anti-Casta, la fotografia scattata da Alessandra Mussolini, il 10 novembre del 2010, al ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna e al capogruppo di Futuro e libertà, Italo Bocchino, diventò un piccolo affresco di una bega tutta interna al Popolo della libertà.
«Carfagna», spiegava Mussolini, «si deve vergognare per la liaison con Bocchino che sta mettendo a rischio il partito».
Di scatti e pizzini, comunque, sono piene le pagine politiche.
E molte volte raccontano tanto della vita nei Palazzi. E dei suoi protagonisti, svelandone magari ingenuità e scaltrezza.
PIZZINO LETTA-MONTI. Come nel caso del messaggio per il premier Mario Monti, vergato dal Pd Enrico Letta e mostrato all'obiettivo dei fotografi dallo stesso neopresidente del Consiglio durante la discussione in Aula sulla fiducia il 18 novembre 2011.
«Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!», scriveva Letta.
PECCATO DI INGENUITÀ. Forse peccando d'ingenuità, come in qualche modo ammise egli stesso su Facebook: «Aiuto! Sono da stamani oggetto di un numero crescente di telefonate di aspiranti vice ministri. Mai più letterine in vita mia».

Berlusconi re dei bigliettini ''galanti'' e politici

Nunzia De Girolamo con Silvio Berlusconi.

(© Imagoeconomica) Nunzia De Girolamo con Silvio Berlusconi.

Una cosa è certa: per le personalità pubbliche, soprattutto in contesti come un'aula parlamentare, è difficile avere diritto alla privacy.
Gli obiettivi dei fotografi non perdonano.
Ne sanno qualcosa Silvio Berlusconi, Nunzia De Girolamo e Gabriella Giammanco, protagonisti anche loro, nel lontano 2008, di uno scambio di messaggi.
Galeotta ancora una volta la discussione dopo la richiesta della fiducia alla Camera.
«MOLTI BACI A TUTTE E DUE». «Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, vi autorizzo ad andarvene», scriveva il Cav.
Prima di concludere sul retro del foglio con un «Molti baci a tutte e due!!! Il 'Vostro' presidente».
Ma il leader azzurro è stato immortalato dai fotografi del Senato in un altro scambio.
Questo sì molto più politico. Assieme a Piero Fassino (che era segretario dei Ds).
Era il 27 marzo del 2007 e la chiacchierata toccava un tema molto caldo: la legge elettorale, un evergreen per ogni legislatura.
FRANCESCHINI E LA COMPAGNA. Ma i messaggi riservati, oltre che forme di dialogo tra maggioranze e opposizioni (come nel caso Berlusconi-Fassino) possono accendere un faro persino su strategie più strettamente elettorali.
Come nel caso degli  sms che il dem Dario Franceschini, in occasione della campagna elettorale per le Comunali di Roma del 2013, inviò a una cerchia di amici per sostenere la candidatura della sua compagna:
«Caro Xxx, se voti a Roma posso proporti di dare la preferenza a Michela Di Biase, la mia compagna, che si candida in Consiglio comunale? Dario».
Un appello rimbalzato persino sul blog di Grillo. Inutile la richiesta di rispetto per la privacy da parte dell'attuale ministro della Cultura. D'altronde è risaputo: la riservatezza non è di casa in politica. 


Twitter @vermeer_

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