Spagna, il re dà l'incarico a Sanchez

Partono le consultazioni. Da tre settimane a un mese per le speranze dei socialisti. Ma con Podemos è subito scontro.

02 Febbraio 2016

Il re di Spagna Felipe VI con Pedro Sanchez

(© Ansa) Il re di Spagna Felipe VI con Pedro Sanchez

Nuovo capitolo della crisi politica spagnola.
Dopo la rinuncia del leader dei popolari Mariano Rajoy di accettare l'incarico per formare un nuovo governo, re Felipe VI in serata lo ha affidato al leader socialista Pedro Sanchez, che ha chiesto da tre settimane a un mese di tempo per le consultazioni.
SCELTA DOPO L'INCONTRO. «Cercherò di formare il governo con le forze del cambiamento», ha detto alla stampa subito dopo aver ricevuto l'incarico. A comunicare la decisione è stato il presidente del Congresso, il socialista Patxi Lopez, che ha riferito della scelta presa dal re dopo avere incontrato Sanchez e Rajoy.
ALLEANZA ALLA PORTOGHESE? Ma non mancheranno le difficoltà. Il leader socialista tenterà una sorta di possibile alleanza alla portoghese, tra il suo partito e i post indignados di Podemos e avrebbe anche bisogno dell'estrema sinistra e degli autonomisti baschi e catalani.
IL NO DI PODEMOS. Nei giorni scorsi il leader di Podemos Pablo Iglesias aveva però già chiarito che non appoggerà dall'esterno un governo socialista di minoranza e aveva chiesto per il suo partito in un governo di coalizione sei ministri e la carica di vicepremier per se stesso.
INCOGNITE DISOCCUPAZIONE E CORRUZIONE. Ma anche se il premier incaricato trovasse la quadra fra le varie anime del parlamento, le sfide non saranno per nulla finite. Il nuovo governo dovrà soprattutto essere in grado di adottare politiche economiche per far fronte all'alto tasso di disoccupazione e alla corruzione. La Spagna è uscita dalla tornata elettorale del 20 dicembre con un parlamento frammentato: il Pp ha ottenuto 123 seggi su 350, il Psoe 90, Podemos e i suoi alleati 69, Ciudadanos 40, gli indipendentisti catalani 17, quelli baschi 2, come Izquierda unida (Iu), e 6 i nazionalisti baschi del Pnv, possibili alleati di Sanchez.
BIPARTITISMO AL CAPOLINEA. Altro dato certo, oltre ai numeri è il fatto che il voto di dicembre ha chiuso definitivamente la porta alle certezze del bipartitismo, la classica alternanza fra popolari e socialisti, che ha governato il Paese dalla fine della dittatura franchista. Venerdì 22 gennaio con una mossa a sorpresa che ha spiazzato gli analisti, il premier uscente Mariano Rajoy aveva rifiutato l'incarico che gli era stato offerto dal re, ma non ha escluso però di tentare in un secondo tempo spostando così tutta la pressione sul rivale Sanchez.

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