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Politica 

RETROMARCIA

Stabilità, via i tagli Irpef

Risorse per neutralizzare aumento dell'Iva e ridurre tasse sul lavoro. Ma spuntano 1600 emendamenti.

Niente più tagli dell'Irpef. Le aliquote del 23% e 27% rimangono invariate.
All'annuncio del 29 ottobre è seguita la conferma da parte del governo.
I risparmi sono destinati a neutralizzare l'aliquota intermedia dell'Iva, quella del 10%, e a ridurre il cuneo fiscale.
IN BILICO FRANCHIGIE. Sono questi «gli obiettivi» della riscrittura della legge di stabilità su cui il ministro dell'Economia Vittorio Grilli e i relatori del Pdl, Renato Brunetta, e del Pd, Pier Paolo Baretta, hanno trovato un accordo 31 ottobre.
Inoltre, la stretta sul fronte delle detrazioni e delle deduzioni non sarà retroattiva, ma prevista solo dal 2013. 
È quanto è emerso nel corso della riunione fra i relatori alla legge di Stabilità e il governo.
Ancora in corso invece le trattative sul tetto e le franchigie agli sconti fiscali.
1 MLD PER RIDUZIONE CUNEO. La svolta è arrivata nel tardo pomeriggio del 31 ottobre. 
Il ddl Stabilità ha cambiato volto. Saltata la riduzione di un punto dei primi due scaglioni delle aliquote Irpef, che restano uguali.
Il passo indietro sulle aliquote Irpef ha liberato circa 4 miliardi di euro, di cui la metà serve a coprire la sterilizzazione di una delle due aliquote Iva (quella del 10%) che da luglio 2013 sono altrimenti destinate a salire di un punto. 
Dei due miliardi che restano, uno però serve per scongiurare la retroattività del giro di vite in materia di detrazioni e quindi a conti fatti, salvo reperire nuovi fondi, a disposizione resta un miliardo, destinato alla riduzione del cuneo. 
FONDO DA 900 MLN PER IL SOCIALE. Nel 2013, ha assicurato Baretta, «tutto andrà ai lavoratori», dipendenti e autonomi, e solo dal 2014 una parte delle risorse potrebbe essere destinata a far diminuire la pressione dell'Irap. 
Macro misure fiscali a parte, il governo avrebbe dato la propria disponibilità, poi, anche a rivedere l'incremento dell'Iva per le cooperative sociali, che attualmente godono dell'aliquota agevolata al 4% e che però potrebbero far incappare l'Italia in una infrazione europea. 
Nessuna variazione, invece, per l'aumento dell'aliquota Iva al 21%, che passa al 22%.
Inoltre il Fondo di 900 milioni che fa capo a Palazzo Chigi «verrà qualificato», nel senso che non sarà più generico, bensì destinato al sociale.
INTESA SU OBIETTIVI. Secondo quanto hanno riferito i relatori alla legge di stabilità, Baretta e Brunetta, e della legge di bilancio, Amedeo Ciccandi (Udc), il ministro Vittorio Grilli ha dato la propria «disponibilità» a riscrivere la manovra a parità di saldi secondo le modalità proposte. 
Ciccanti ha sottolineato che si può parlare di «intesa sugli obiettivi» tra maggioranza e governo, mentre Baretta e Brunetta hanno evidenziato che non c'è ancora i dettagli tecnici per formalizzare l'accordo.
Soddisfatti i due relatori del ddl. «Una riscrittura totale e più intelligente», ha detto Brunetta. 
Mentre per Baretta è statao fatto «un passo avanti significativo. Si consolida l'impianto». 

Mercoledì, 31 Ottobre 2012


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