Politica
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Storace, il picconatore
Il leader de La Destra torna alla carica e avverte: «Le primarie non si fanno». Ma Alemanno smentisce.
di Renato Stanco
Ogni estate che si rispetti, politicamente parlando, ha il suo picconatore. In principio fu l’ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, capace di abbattere muri e steccati. Poi è toccato a Matteo Renzi, giovane sindaco di Firenze che ora balla da solo il valzer della rottamazione visto che il Pd ha deciso di seguire ben altro percorso politico. Senza scordarsi l’estate di Gianfranco Fini, ritrovatosi con la casa di Montecarlo, finita nelle mani del cognato, assediata dalle truppe del Pdl.
ALZARE LA POSTA IN PALIO. Ora è la volta di Francesco Storace. Il leader de La Destra, il movimento che nei sondaggi ha superato Futuro e libertà, ha deciso di vestire i panni del battitore libero, andando a seminare panico e terrore nelle fila del Pdl, con il chiaro intento di alzare la posta in palio.
Se la prossima legge elettorale dovesse premiare la coalizione, con tanto di sbarramento al 5%, Storace vuole essere fra quelli che pesano per contare. E per farlo ha deciso di cambiare tattica e strategia.
NUOVA STRATEGIA DI ATTACCO. Non più gioco di rimessa, magari ricorrendo al contropiede, ma attacco a tutto campo, modello nazionale olandese. Il primo scoglio da superare, però, sono le primarie, sia a livello nazionale sia locale. Farle, sia per la premiership sia per la scelta del candidato a sindaco di Roma, obiettivo principale del movimento guidato da Storace, costringerebbe l’ex ministro della Salute a scendere in campo in prima persona. Cosa che non dispiacerebbe affatto a Storace, ma creerebbe qualche problema al movimento.
Il botta e risposta sulle primarie
Da qui la necessità di piazzare un’altra bella picconata. «Ho visto Alfano. Non si fanno le primarie. Non per il governo, non per la Sicilia, nemmeno per Roma. Alemanno si rassegni», scrive su Twitter il segretario nazionale de La Destra. Già, perché c’è anche un segno dei tempi nel nuovo modo di picconare.
Cossiga usava giornali e tivù, Renzi e Storace i social network. L’effetto, però, resta identico, come testimoniano le reazioni. «Non so da quale contesto dell’intervento del segretario Alfano, a Radio Anch’io, siano tratte le dichiarazioni sulle primarie che leggo sulle agenzie di stampa», afferma il senatore del Pdl, Andrea Augello, mente e braccio della macchina elettorale del sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
«Per quanto mi riguarda fatico a credere che il segretario del Pdl si riferisse alla nostra proposta parlando di iniziativa inutile e ipocrita: di ben altro tono erano stati, infatti, i suoi commenti il giorno dopo la manifestazione di San Giovanni».
L'UFFICIALIZZAZIONE ARRIVATA DA ALEMANNO. Dopo quella “piazzata” la coppia Augello-Alemanno aveva ufficializzato le primarie per la scelta del candidato a sindaco di Roma. Competizione dalla quale Storace sarebbe stato tagliato fuori, fatto salva la condizione di entrare a far parte della coalizione. E quel che non va giù ad Augello è soprattutto un passaggio del ragionamento di Alfano: «Troverei del tutto irricevibili gli aggettivi “inutile e ipocrita” per un punto di vista espresso alla luce del sole e con ben fondate motivazioni».
Evidentemente qualcosa è cambiato, tanto che Storace, sul suo blog starebbe per pubblicare un intervento dal titolo significativo: «Primarie per caso».
CONTARE LE RICHIESTE DELL'ELETTORATO. «Spero si tratti di un equivoco», prosegue Augello. «Fermo restando che è noto il punto di vista negativo di Angelino Alfano su primarie riferite a Silvio Berlusconi. Tuttavia, nel nostro elettorato c’è una grande richiesta di partecipazione e per questo bisogna costruire una nuova legge elettorale, un partito più aperto alla società e un meccanismo di elezioni primarie sul modello americano che garantisca ai cittadini di co-decidere la leadership».
Una reazione, quella di Augello, provocata dall’assist fornito a Storace dal segretario del Pdl, Angelino Alfano. «Non faremmo le primarie perché sul fondatore del partito sono superflue e scontate e sembrerebbero una liturgia ipocrita», afferma l’esponente del Pdl.
«Invece sono strumenti per indicare il sindaco, il presidente di Regione, e anche il presidente del Consiglio, che non sia però Berlusconi, altrimenti sarebbe ipocrita e inutile».
BLOCCARE LE FUGE IN AVANTI DI ALEMANNO. Certo, ci sono sfumature e dettagli da mettere a fuoco, ma la sostanza del ragionamento è una e una soltanto: le primarie solo laddove sono necessarie. Dato il quadro generale appare quanto mai evidente il fatto di come Berlusconi abbia dato mandato al segretario del partito di bloccare le fughe in avanti di Alemanno, scegliendo Storace per far saltare il fortino costruito da Alemanno. Che vorrebbe le primarie per tutto. Il problema è che, avanti di questo passo, a Roma rischia di farle da solo. Anzi contro Storace, pronto a picconare anche il Campidoglio.
Giovedì, 02 Agosto 2012
Roma, si dimette Licata: a primarie accusò i rom
09/04/2013 Esposto dei nomadi. L'esponenete Pd del Lazio: «Accuse infamanti».
(3)
mario221 06/feb/2013 | 09:26
Un altro picconatore? mandatelo in sardegna nelle miniere lo aspettano!! almeno fa qualcosa di buono!!
certo che alle elezione soccede come quando la nave affonda escono tutti i topi!!
mario221 03/ago/2012 | 16:54
non regaliamo titoli senza merito, storace è il nulla non il picconatore.
Vera 1 02/ago/2012 | 22:57
primarie.secondarie terziarie.NON VI VUOLE PIU' NESSUNO !!! siete solo CAROGNE LADRI e BUFFONI
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