Politica
POLITICA ESTERA
Tokyo, conferenza sull'Afghanistan
Promessi 16 miliardi di dollari di aiuti civili entro il 2015.
«La transizione deve essere un processo irreversibile e la strategia possibile poggia sull'Afghanistan e la sua gente, i partner internazionali, i Paesi vicini e il settore privato»: lo ha affermato il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, intervendo alla conferenza sull'Afghanistan di Tokyo, poco dopo la sua apertura e dopo la visita a sorpresa di Clinton a Kabul. E ha poi aggiunto: «La conferenza di oggi (8 luglio, ndr) è il risultato di due anni di lavoro e qui» ha aggiunto la ex first lady «siamo chiamati a definire un percorso che porti verso democrazia a prosperità di lungo termine».
IL RUOLO DELLE DONNE. Serve uno sforzo sui diritti umani: lo scenario non potrà mai essere «equilibrato e stabile se metà della popolazione è tagliata fuori», ha osservato Clinton su ruolo e peso delle donne. Il premier giapponese Yoshihiko Noda «mi ha confermato il proposito dei Paesi partecipanti alla conferenza di stanziare oltre 16 miliardi di dollari fino al 2015»: un risultato «più che positivo».
INVESTIRE NELLA GIUSTIZIA. Il disimpegno finanziario da parte della comunità internazionali verso l'Afghanistan minerebbe gli sforzi di 10 anni per sostenere il Paese devastato dalla guerra. «Non investire nella governance, nella giustizia, nei diritti umani, nell'occupazione e nel progresso sociale potrebbe ridurre a zero i sacrifici e tutti gli investimenti fatti nel corso degli ultimi 10 anni», ha ammonito il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, intervenendo a Tokyo alla conferenza internazionale sugli aiuti civili per il Paese asiatico.
16 MILIARDI DI AIUTI. Le oltre 80 nazioni e organizzazioni internazionali che hanno partecipato alla conferenza di Tokyo sull'Afghanistan hanno promesso di fornire più di 16 miliardi di dollari complessivi in aiuti civili entro il 2015 e di proseguire con i finanziamenti almeno fino al 2017. Il dato, contenuto nella Dichiarazione di Tokyo, adottata al termine dell'evento durato l'intera giornata, conferma la cifra anticipata ieri dal ministero degli Esteri nipponico, Koichiro Gemba.
«All'inizio del 'decennio di trasformazione' (2015-2024, subito dopo la fine della missione Isaf, ndr), la comunità internazionale si è impegnata a fornire oltre 16 miliardi di dollari entro il 2015, e a continuare a fornire il supporto fino al 2017». Risorse, si legge nella dichiarazione, «pari al livello di aiuti uguale o simile al decennio passato per rispondere al gap di bilancio così come stimato dalla Banca Mondiale e dal governo afgano».
KARZAI: «LOTTA ALLA CORRUZIONE». Il presidente afgano, Hamid Karzai, si è detto pronto a impegnarsi a «combattere la corruzione con forte determinazione» fino alla fine del suo mandato. Parlando alla conferenza sull'Afghanistan a Tokyo, Karzai ha detto che, malgrado i progressi degli ultimi 10 anni, l'economia è vulnerabile e la sicurezza un grande ostacolo. «Ci vorranno molti anni di duro lavoro da parte nostra, col supporto dei partner internazionali, prima che l'Afghanistan raggiunga prosperità e fiducia in se stesso. Faremo di tutto per una transizione irreversibile».
28 MORTI NEGLI SCONTRI. È di almeno 28 morti il bilancio, tra la popolazione civile e membri della polizia, delle vittime nel Sud dell'Afghanistan causate l'8 luglio, mentre era in corso, a Tokyo la conferenza sull'Afghanistan, da scontri e dall'esplosione di ordigni artigianali (ied) nascosti sul bordo di strade. Nel complesso, hanno perso la vita almeno 22 civili e sei poliziotti. Due ied hanno colpito un furgoncino e un trattore nella provincia di Kandahar uccidendo 18 civili, inclusi alcuni bambini, mentre un terzo ordigno, nella stessa provincia, ha fatto saltare in aria un'auto su cui viaggiava una famiglia di quattro persone. Inoltre, due poliziotti hanno perso la vita a causa dell'esplosione di una bomba nella provincia di Helmand, dove altri quattro poliziotti sono morti in seguito a scontri con gli insorti.
Domenica, 08 Luglio 2012
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