Peppino Caldarola

MAMBO

Troppi medici incapaci per questa Italia morente

Il Paese arranca, la politica parla d'altro. La classe dirigente per guarire non c'è.

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02 Marzo 2016

Il premier Renzi e il ministro dell'Economia Padoan hanno presentato alla stampa il decreto banche.

(© Ansa) Il premier Renzi e il ministro dell'Economia Padoan hanno presentato alla stampa il decreto banche.

Provate a immaginare un paziente che sta a pezzi e si sente a pezzi a cui un giovane medico dica ogni giorno che sta migliorando mentre non è questa la sua percezione del proprio stato di salute.
L'Italia di Renzi sta così. Ogni tanto ci sono numeri impercettibili che segnalano la caduta di qualche linea di febbre, ma il Paese non c'è la fa ad alzarsi e non corre, anzi di fronte a una rampa di scale sente salire l'affanno.
A questo paziente-Italia il medico Renzi urla «alzati e cammina» (anche perché pensa di aver già moltiplicato pani e pesci), ma quel paziente-Italia che, prima lo guardava con speranza, un po si incazza, un po' pensa che il giovane medico stia coglionandolo.
PAESE IN MANO A TANTI FINTI MEDICI. Questa Italia malata ha al suo capezzale altri medici. Uno si divide in due e pratica/praticano l'esorcismo, penso al duo sciamano Grillo e Casaleggio. L'altro è vecchio di età, ha accanto giovani medici nordisti fuoricorso che, dopo decenni passati in osteria a parlare di famiglia modello (facendone in proprio tre o quattro), non ci stanno capendo niente e vorrebbero solo che il paziente morisse da solo senza gente venuta da altrove.
Poi c' è un vecchio infermiere dai modi spicci che dice al medico Renzi che forse il malato sta male e chissenefrega ma il problema è allontanare i parenti di sinistra a cui l'infermiere Verdini vuole indicare le scale per uscire a gambe levate.
Poi ci sono i vecchi medici di famiglia di una volta, quelli che con una buona purga passa tutto e ti servono il brodino di casa Bersani.
Stiamo combinati così. Si capisce bene allora perché questo spettacolo al capezzale dell'Italia terminale faccia arrabbiare tante persone, spinga molti a farsi da parte, altri a cercare scorciatoie impossibili.
C'è ormai uno straordinario divorzio fra linguaggio della politica (di tutta), grillini compresi, e lo stato d'animo degli italiani che dovrebbe preoccupare.
SCONTIAMO L'ASSENSA DI UNA VERA CLASSE DIRIGENTE. Non abbiamo un Trump all'orizzonte perché lo abbiamo già avuto, non abbiamo un Giolitti manovriero e abile in parlamento e con le prefetture per catturare il voto.
Abbiamo tanti di quei personaggi, 'personaggetti' direbbe De Luca, che vediamo di notte in tivù leggere le carte, vendere una collana, proporre un materasso, vantare il quadro di uno sconosciuto. Il problema dell'Italia è non avere al proprio capezzale una classe dirigente.
In tanti, simpatizzanti o antipatizzanti, abbiamo sperato che la rivoluzione renziana portasse al potere centinaia di facce nuove, giovani e no, disinteressati e competenti. Lui ci vuole regalare solo Carrai per spiare i nostri pensieri o la Boschi per ingentilirli.
E non ci scappa più neppure da ridere.

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