Unioni civili, ci supera anche la Grecia

Sì alle coppie omo, anche con il no di Anel. Come l'Italia ormai solo l'Est reazionario. 

di

|

23 Dicembre 2015

Superati anche dalla Grecia nella tutela dei diritti civili. A due anni dalla condanna da parte del tribunale dei diritti umani di Strasburgo per discriminazione, il parlamento greco ha approvato a larga maggioranza una legge che legalizza le unioni civili per le coppie omosessuali. I voti a favore sono stati 193, 56 i contrari. L'Italia condannata dalla corte di Strasburgo a luglio del 2015 attende ancora, con l'esame del ddl Cirinnà sulle unioni civili, l'ennesimo in trent'anni di tentativi inabissati nelle nebbie del parlamento, slittato ancora a data da definirsi.
IL VOTO CONTRARIO DI ANEL. La nuova legge greca regola l'assistenza medica al partner, i diritti in materia di eredità e di pensione. Mentre non è prevista l'adozione, l'emendamento che la prevedeva è stato ritirato dalla legge prima del voto. Da rilevare che la norma è stata approvata nonostante le pressioni della Chiesa ortodossa e nonostante la presenza al governo dei nazionalisti ortodossi di Anel, alleati della Syriza di Alexis Tsipras.
L'OSTRUZIONISMO DI NCD. In Grecia, insomma, i diritti si tutelano al di là delle geometrie di governo. In Italia Ncd e i centristi stanno bloccando l'approvazione da mesi con migliaia di emendamenti. Che prendono di mira non solo la step child adoption, la possibilità di adottare il figlio del compagno, ma anche il nodo della reversibilità delle pensioni. Solo in questa legislatura sono state depositate sette proposte di regolamentazione delle unioni civili. Le ultime di una storia ormai trentennale.

 

  • La mappa dei diritty delle coppie omosessuali in Europa (Gay.it). In blu le nazioni che riconoscono i matrimoni omosessuali, in azzurro le unioni civili, in verde i Paesi in cui sono in vigore le unioni civili nonostante il divieto costituzionale di riconoscere le famiglie omosessuali, in verde scuro i Paesi in cui la Costituzione vieta il riconoscimento delle coppie omosessuali. In bianco i Paesi in cui non è previsto alcun riconoscimento.


1986: I PRIMI TENTATIVI. Le prime proposte di regolamentazone delle unioni tra coppie omosessuali, risalgono addirittura al 1986, su proposta delle donne comuniste e dell'Arcigay. Due anni dopo ci riprova la socialista Alma Agata Cappiel: la sua proposta non viene nemmeno calendarizzata. Nel 1996 ci tentano Nichi Vendola e Luigi Manconi. Un buco nell'acqua.

2002: RUTELLI CONTRO I PACS. Nel 2002 è la volta dei Pacs, 'i patti civili di solidarietà' proposti da Franco Grillini sul modello francese. Vengono subito affondati dal presidente della Margherita Francesco Rutelli che presenta la controproposta, i 'Contratti di convivenza solidale'. La differenza? Nessun riconoscimento da parte delle istituzioni pubbliche, un semplice contratto tra le parti, quasi fosse una scrittura privata. 
 

2007: LA CEI CONTRO I DICO. Cinque anni dopo, governo Prodi, arrivano i Dico (diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) frutto del compromesso storico tra Barbara Pollastrini e la cattolica adulta Rosy Bindi che combatte con la Cei del cardinale Camillo Ruini. Niente da fare. Un anno di polemica infiammata e poi il governo cade. 
 

2010: IL CAVALLO DI TROIA DEI DIDORE. Torna il centrodestra e una nuova sigla: i Didore (disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi) nati su iniziativa dei due ministri Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta, trasformata poi in una proposta di legge, prime firmatarie Beatrice Lorenzin e Alessandra Mussolini, grazie al sostegno di 60 parlamentari del Pdl. I diritti sono limitati alla possibilità di assistere il partner in ospedale, di partecipare alle decisioni sulla sua salute, di ricevere gli alimenti dopo la separazione. Troppo per la maggioranza del centrodestra italiano e le sue frange più reazionarie: i Didore sono un cavallo di Troia, questa la posizione dei teocon, per il riconoscimento delle coppie omosessuali come famiglia. Sia mai. E tra una crisi finanziaria, un governo Monti e Letta, eccoci all'oggi. 
 

2013- 2015: DALLE PROMESSE DI RENZI A MARINO. I sindaci hanno provato a smuovere le acque, inventandosi il registro delle unioni civili, un palliativo che può esser usato solo per convincere gli ospedali a non chiudere le porte in faccia a un compagno di una persona ricoverata o in altre situazioni di emergenza. Il sindaco Ignazio Marino che ha celebrato le unioni civili in Campidoglio si è ritrovato bocciato dal prefetto su ordine del ministero dell'Interno. E in attesa dell'approvazione del Ddl Cirinnà, le promesse presentate da Matteo Renzi per le primarie 2013, unioni civili e step child adoption, rimangono incompiute.
 

CON L'EUROPA REAZIONARIA. Nella mappa dei diritti civili, l'Italia non è nemmeno più collocabile nell'Europa meridionale. Con la Grecia che ha approvato la sua legge, siamo ormai arretrati al gruppo dei Paesi meno progrediti dell'Europa dell'Est, Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Ungheria. Vuoi vedere che aspettando ancora ci superano anche loro?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Canoi 23/dic/2015 | 15 :00

E lasciamoci sorpassare. Dietro, in circostanze come queste, si sta meglio. Quanto ai reazionari chi si distingue? Noi diciamo che sotto le coperte ognuno può fare quello che vuole, da solo o in compagnia, purché non sia minore o minorato.

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next