Unioni civili, la diretta di mercoledì 17 febbraio

Il Pd prende tempo, dopo il no del M5s all'emendamento Marcucci. Zanda chiede di convocare la Conferenza dei capigruppo, che decide il rinvio a mercoledì 24 febbraio. Cirinnà: «Se la legge diventa una schifezza lascio la politica».

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17 Febbraio 2016

Monica Cirinnà, relatrice del disegno di legge sulle unioni civili, in aula al Senato.

(© Ansa) Monica Cirinnà, relatrice del disegno di legge sulle unioni civili, in aula al Senato.

La nuova seduta del Senato sulle unioni civili è durata soltanto un'ora.
Tutto rinviato a mercoledì 24 febbraio, come deciso dalla Conferenza dei capigruppo, che si è riunita a sorpresa su richiesta del Partito democratico.
L'impasse si è prodotta dopo il rifiuto del Movimento 5 stelle di votare l'emendamento Marcucci, ovvero il 'canguro' che avrebbe consentito di far decadere centinaia di emendamenti presentati dalle opposizioni e di bypassare le divisioni interne ai dem, tra cattolici contrari alla stepchild adoption e laici favorevoli al suo mantenimento.
ZANDA: «RIANNODARE I FILI POLITICI». In aula, mercoledì 17 febbraio, il capogruppo del Pd Luigi Zanda ha chiesto al presidente Grasso di «convocare immediatamente la Conferenza dei capigruppo», per «riannodare i fili politici» e «proseguire in modo ordinato» la discussione sulle unioni civili.
«Il Pd pensa che sia necessario fare una buona legge», ha detto Zanda, «ma ieri (martedì 16 febbraio, ndr) abbiamo registrato un fatto politico nuovo. Un gruppo, che avevamo visto favorevole all'iter prefissato, ha cambiato opinione. Pensiamo quindi sia necessario un lavoro di riflessione. Per questo, per fare una buona legge, chiediamo di convocare immediatamente la Conferenza dei capigruppo». Il presidente Grasso, dopo un'ora di dibattito, tenuto conto del parere favorevole degli altri gruppi parlamentari, ha accolto la richiesta e ha sospeso la seduta.
CIRINNÀ: «CHIUDO LA MIA CARRIERA POLITICA». Amareggiata in Transaltantico la senatrice dem Monica Cirinnà: «Mi sono fidata del Movimento 5 Stelle e ne pagherò l'errore», riporta la Repubblica, «mi prendo la responsabilità di questo errore e la mia carriera politica la chiudo con questo scivolone».

 

 

INSISTERE CON IL 'CANGURO'. La richiesta del senatore Zanda di convocare la Conferenza dei capigruppo ha spiazzato l'aula. In campo c'erano infatti opzioni differenti.
Martedì sera il senatore Marcucci aveva suggerito di provare a presentare comunque il maxi-emendamento. Ma nel Pd è diffuso il convincimento che senza l'appoggio pentastellato il provvedimento verrebbe bocciato, perché l'ala cattolica voterebbe contro.
SPACCHETTARE L'EMENDAMENTO. Una seconda possibilità era il cosiddetto spacchettamento, che consiste nel votare il 'canguro' per parti separate. Prima quella relativa alla stepchild adoption, che potrebbe anche essere bocciata, poi il resto. Il Pd avrebbe potuto in questo modo sostituire la stepchild con l'affido rafforzato, ricompattandosi al suo interno e dando soddisfazione ai Cattodem.
STRALCIARE LE ADOZIONI. Una terza possibilità era lo stralcio della stepchild adoption, il che avrebbe permesso di allargare la maggioranza a sostegno del disegno di legge anche a parte delle opposizioni, in primis Forza Italia.
VOTARE SU TUTTO. Infine, c'era la strada del dibattito puro, quella invocata dal Movimento 5 stelle, che vorrebbe votare a scrutinio palese: ritirare l'emendamento Marcucci e discutere la legge articolo per articolo, emendamento per emendamento, compresi quelli legati all'articolo 5 che la Lega Nord ha deciso di mantenere.
In tutto, le proposte di modifica preparate dalle opposizioni sono circa 800.

 

Liveblogging

 

13.13 - CONFERMATO IL CALENDARIO. L'esame del ddl Cirinnà riprende mercoledì 24 febbraio.

 

13.12 - PROPOSTA ROMANI: NON CALENDARIZZARE. Il Senato non approva.

 

13.10 - PROPOSTA CATALFO: ANDARE AL VOTO. Il Senato non approva.

 

13.09 - PROPOSTA CENTINAIO: ANDARE AVANTI SENZA INTERRUZIONE. Il Senato non approva.

 

12.53 - ROMANI: «NELLA NOTTE IL CANGURO È MORTO». «L'emendamento Marcucci non esiste più. Mi auguro che la pausa di riflessione sia autentica. Perché sia positiva, però, ho l'impressione che ci sia bisogno di una sua presenza, presidente Grasso. I problemi irrisolti sull'ordine delle votazioni, sul contenuto degli emendamenti e sulla loro ammissibilità: sono questi i nodi da sciogliere». Così Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia, che propone di «rinviare la discussione fino a che tali problemi non saranno stati risolti».

 

12.43 - POLEMICHE IN AULA. I senatori tornano in aula per le proposte di modifiche al calendario. Loredana De Petris, capogruppo di Sel, chiede che la Lega rinunci ai suoi emendamenti-canguro e alle opposizioni di rinunciare a tutti i voti segreti. Catalfo del M5s vuole votare. Centinaio della Lega Nord accusa il Pd: «Avete blaterato di canguri, ornitorinchi, koala. E adesso vi prendete dei giorni perché non avete i numeri».

 

12.28 - ESAME RINVIATO A MERCOLEDÌ 24 FEBBRAIO. La Conferenza dei capigruppo ha deciso di rinviare l'esame del disegno di legge Cirinnà a mercoledì 24 febbraio.

 

12.24 - GRASSADONIA: «AFFIDO RAFFORZATO INUTILE». Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie arcobaleno, non nasconde la sua delusione: «Per noi è finito tutto, la stepchild adoption è morta. L’affido rafforzato è inutile, perché è meno di quello che i tribunali ci stanno già riconoscendo. Questa legge doveva semplicemente metterci in pari con quello che la società già pensa e già fa».

 

11.47 - MARCUCCI: «DOPO IL NO DEL M5s NESSUNO È TRANQUILLO». «Le responsabilità sono chiare. C'erano tutte le condizioni per andare avanti e approvare la legge. Ma il M5s ha scelto di cambiare idea». Lo dice il padre dell'emendamento 'canguro', il senatore del Pd Andrea Marcucci, commentando il rinvio di una settimana chiesto dai democratici: «Se siamo tranquilli? Dopo la presa di posizione degli M5s nessuno è tranquillo sulla sorte di questo provvedimento, neanche io. Credo che nella tattica parlamentare fidarsi degli M5s sia stato un errore».

 

11.40 - CIRINNÀ: «IL DDL L'ABBIAMO SCRITTO IO E TONINI». Il disegno di legge sulle unioni civili in esame Senato «lo abbiamo scritto, nella sua ultima versione, per rispettare la scadenza voluta da Renzi del 15 ottobre, io, Tonini e Lumia nella stanza di Tonini. E questa versione rappresentava l'accordo raggiunto nel Pd sulla materia. Era nel totale rispetto del programma di governo». Così la senatrice del Pd, Monica Cirinnà.

 

11.27 - LE OPPOSIZIONI CHIEDONO CHE IL TESTO TORNI IN COMMISSIONE. I partiti d'opposizione vorrebbero che il ddl Cirinnà tornasse in commissione Giustizia. Il che allungherebbe di qualche mese i tempi per la discussione.

 

11.24 - IL PD VUOLE UN RINVIO DI 7 GIORNI. È in corso la riunione dei capigruppo. Il Partito democratico, secondo le ultime indiscrezioni, cercherà di ottenere il rinvio della discussione di una settimana, per recuperare una maggioranza. Il Nuovo centrodestra sarebbe d'accordo.

 

10.39 - GRASSO: «CONVOCO LA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO». Il presidente del Senato Pietro Grasso ha convocato la Conferenza dei capigruppo. La discussione sul ddl Cirinnà è quindi di nuovo sospesa, in attesa dei risultati della riunione.

 

10.22 - SCHIFANI: «CONDIVIDO LA RICHIESTA DI ZANDA». Renato Schifani, capogruppo di Ncd al Senato: «Il mio gruppo è d'accordo con la richiesta del senatore Zanda di convocare la Conferenza dei capigruppo. Ncd vuole contribuire alla stesura di questa legge, che il Paese ci chiede. Non neghiamo il nostro contributo costruttivo, non facciamo ostruzionismo. Abbiamo posto un problema: si valuti con attenzione l'uso degli emendamenti premissivi da parte della Giunta per il regolamento. L'emendamento Marcucci sfugge alla logica del regolamento, perché non è emendativo. Dà all'aula una funzione redigente. Non è nemmeno un 'canguro'».

 

10.20 - QUAGLIARIELLO: «LA LEGGE TORNI IN COMMISSIONE». «L'unico modo per sanare i vizi formali della legge sulle unioni civili è che il testo torni in commissione Giustizia». Così Gaetano Quagliariello, leader del movimento Idea.

 

10.10 - REPETTI: «I CALCOLI POLITICI HANNO PREVALSO SUI DIRITTI». Manuela Repetti, senatrice di Ala: «Ieri il M5s, nato con la prerogativa di essere diverso dagli altri partiti, ha dimostrato di incarnare il peggio della vecchia politica. Ha calpestato le speranze di tutte quelle persone che attendevano il riconoscimento dei loro diritti. Il rispetto delle procedure è stato solo un pretesto. Ieri il M5s ha votato insieme alla Lega, a chi voleva affossare la legge. I calcoli politici non si fanno sui diritti e sulla vita delle persone. Oggi mi auguro che molti riflettano e approvino questa importante legge. A nome del gruppo Ala, approvo la richiesta del senatore Zanda per una riunione della Conferenza dei capigruppo».

 

10.05 - CATALFO: «NON BARATTARE DIRITTI CON DEMOCRAZIA». Nunzia Catalfo, vice capogruppo del M5s al Senato: «Da noi nessun emendamento, non accettiamo strumentalizzazioni. Detto questo, il M5s non ha fatto alcun accordo su emendamenti premissivi. Non potevamo, ci siamo sempre ribellati a questo tipo di operazioni. Non si baratta la democrazia per i diritti. Tutto il mondo ci guarda, perché stiamo facendo un piccolo passo verso una legge storica. La democrazia parlamentare va rispettata, con emendamenti seri. La legge si discuta ora, seriamente, e si ritirino tutti gli emendamenti farlocchi e strumentalizzatori, bigotti, cattolici e finti della destra, e tutti quelli che cangurano il provvedimento».

 

10.00 - ROMANI: «EMENDAMENTI DELLA LEGA NON SONO 'CANGURI'». «Gli emendamenti della Lega Nord non sono 'canguri', sono emendamenti che rimandano l'entrata in vigore della legge Cirinnà alla modifica della Costituzione». Così Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato. «Mi auguro che gli emendamenti della Lega vengano riconsiderati e che si entri nel merito. Che si capisca quanti sono davvero gli emendamenti ammissibili. Se la Capigruppo serve per tentare di riesaminare tutto questo e per riaprire la discussione, anche con un rinvio del ddl in commissione Giustizia, allora va bene», ha aggiunto Romani.

 

9.53 - CALDEROLI: «IL PD RITIRI IL MARCUCCI». Il senatore Roberto Calderoli della Lega Nord ha chiesto al Pd di ritirare  l'emendamento Marcucci, prima che venga convocata la Conferenza dei capigruppo.

 

9.30 - ZANDA: «GRASSO CONVOCHI LA CAPIGRUPPO». Il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, ha chiesto al presidente del Senato Pietro Grasso di convocare al Conferenza dei capigruppo: «Il Pd pensa che sia necessario fare una buona legge sulle unioni civili. Ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo. Un gruppo, che avevamo visto favorevole all'iter prefissato, ieri ha cambiato opinione. Pensiamo quindi sia necessario un lavoro di riflessione per riannodare i fili politici. Per questo, per fare una buona legge, chiediamo di convocare immediatamente la Conferenza dei capigruppo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

adl 17/feb/2016 | 10 :30

GOVERNO RENZI O LGBT..............................
............QUESTO E' IL DILEMMA PENTASTELLATO ?????
Qualcuno ha valorizzato in 400 mila € di stipendi da percepire per i parlamentari full cost il controvalore all'approvazione della legge...........un bel gruzzolo non c'è che dire !!!!!
Se io fossi il leader di un partito di opposizione tra la scelta di mandare all'aria un governo che dico di voler mandare a casa, ed accontentare la legittima pressione di una parte di elettorato, cosa dovrei scegliere per coerenza ??????
A mio modesto avviso il M5S su questa faccenda si sta giocando la faccia ed anche molto di più, forse la sua stessa ragion d'essere.

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