Unioni civili, presentati 6 mila emendamenti

Renzi: «Riforma non rinviabile». Ma i Cattodem resistono. Tra possibili "canguri" e l'ipotesi estrema di una maggioranza trasversale.

22 Gennaio 2016

Una coppia gay italiana che ha contratto matrimonio all'estero.

(© Ansa) Una coppia gay italiana che ha contratto matrimonio all'estero.

Per il papa non bisogna «confondere fra la famiglia voluta da Dio e le altre unioni». Mentre per il presidente del Consiglio Matteo Renzi la riforma sulle unioni civili non è più rinviabile: «Siamo rimasti l’unico Paese dei 28 senza una disciplina sulle unioni. È fondamentale che si chiuda», ha detto il premier, scegliendo di aprire la direzione del Partito democratico con il ddl Cirinnà.
In parlamento, però, si annuncia battaglia. Il testo arriverà in Aula il 28 gennaio, ma gli emendamenti presentati sono circa 6000. La Lega ne aveva già annunciati oltre 5000, Forza Italia ne ha presentati 300, altri 60 quelli provenienti dallo stesso Pd. Nove di questi arrivano dalla corrente cattolica: «L’impianto del testo Cirinnà è stato confermato. I nostri emendamenti rafforzano la scelta che abbiamo fatto», assicura però la responsabile democratica per i diritti civili, Micaela Campana.
LIBERTÀ DI COSCIENZA IN PD E FORZA ITALIA. Renzi, come Silvio Berlusconi, ha confermato la linea della libertà di coscienza: «I ministri sono liberi di andare a tutte le manifestazioni che vogliono. Non vedo perché dovremmo essere irritati se uno o due ministri partecipano al Family Day. Tutte le manifestazioni sono da rispettare, ci saranno anche quelle delle comunità Lgbt». 
IL NODO DELL'ADOZIONE. Sul tema più contestato, quello della stepchild adoption, cioè l'adozione del figlio del partner, Renzi non si sbilancia: «Io credo che sia un tema molto delicato, dobbiamo avere un principio di riferimento, una stella polare: l’interesse del bambino. Alla fine ciò che importa non è il diritto individuale, ma il diritto del bambino a crescere nell’ambiente più idoneo. Su questo tema c’è una discussione. Sarà il Parlamento a dover votare con liberta di coscienza, ma vorrei che si evitasse lo scontro. L’importante è che si decida usando toni civili».
GLI EMENDAMENTI DEI CATTODEM. Gli emendamenti 'di mediazione' presentati dal Pd si basano su tre pilastri: nessun automatismo nella stepchild adoption, eliminazione di quasi tutti i rimandi al matrimonio e della condizione del «legame affettivo stabile» tra quelle richieste per riconoscere le convivenze di fatto tra eterosessuali. Gli emendamenti sono a prima firma del capogruppo in commissione Giustizia, Giuseppe Lumia, e hanno il sostegno direnziani (Andrea Marcucci), franceschiniani (Francesca Puglisi) e Giovani Turchi (Francesco Verducci).
AL GIUDICE LA SCELTA SULLA POTESTÀ GENITORIALE. Sul nodo chiave dell'adozione, la proposta Lumia dispone che la richiesta di responsabilità genitoriale sul figlio del partner vada inoltrata al Tribunale dei minori, senza un placet automatico. Il giudice, dopo verifiche e indagini finalizzate a che l'adozione «realizzi il preminente interesse del minore», potrà decidere se concederla oppure no. Altri emendamenti dei dem esplicitano quali siano i diritti e i doveri di un'unione civile, eliminando riferimenti al Codice civile e mantenendo diritti come la reversibilità e la comunione dei beni.
AL MOMENTO NON C'È ANCORA ACCORDO. Basteranno queste modifiche a concretizzare un accordo nel Pd? Al momento pare di no, visto che i Cattodem hanno mantenuto sia l'emendamento sull'affido rafforzato, a prima firma di Stefano Lepri, sia quello sul divieto di pratica della maternità surrogata anche all'estero, a prima firma di Gianpiero Dalla Zuanna.
Tra gli emendamenti non ancora divulgati, però, ce ne sarebbero un paio a prima firma Marcucci e configurati come un 'canguro', in grado cioè di far decadere tutti gli altri. In Aula, d'altra parte, resta in campo anche l'ipotesi di una maggioranza trasversale, che unisca i laici del Pd, Movimento 5 stelle e Sel.
Il cammino delle unioni civili, al momento, appare ancora piuttosto accidentato.

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