Usa 2016: Hillary nel mirino per i discorsi a pagamento

Dal 2013 Clinton ha incassato 21,6 milioni di dollari per tenere discorsi.

06 Febbraio 2016

Bernie Sanders e Hillary Clinton.

Bernie Sanders e Hillary Clinton.

Dopo gli attacchi di Bernie Sanders che la dipinge come troppo legata a Wall Street e ai poteri forti, Hillary Clinton torna nel mirino per i guadagni fatti con i suoi discorsi a eventi organizzati da grandi banche e aziende.
Dalla fine del suo incarico come segretario di stato, nel 2013, le avrebbero fruttato - secondo i media Usa - più di 21,6 milioni di dollari.
211 MILA DOLLARO A DISCORSO. Cifra ancora più impressionante quella che entrambi i coniugi Clinton avrebbero incassato dal 2001 a oggi grazie ai loro interventi in kermesse organizzate il più delle volte da importanti imprese finanziarie: oltre 153 milioni di dollari per 729 discorsi, una media di quasi 211 mila dollari a intervento.
Di questa cifra 7,7 milioni di dollari sarebbero arrivati almeno da 39 discorsi fatti per alcune grandi banche come Goldman Sachs e Ubs. La candidata dei democratici avrebbe raccolto almeno 1.8 milioni di dollari per almeno otto discorsi fatti come ospite ad alcune convention organizzate dalle grandi banche.
SANDERS ATTACCA HILLARY. Un dato che non è sfuggito al suo avversario Bernie Sanders, che ha colto l'occasione per ribadire: «Clinton è finanziata da Wall Street». Accusa subito respita dalla candidata democratica: «Non credo che chi abbia mai ricevuto donazioni o sia stato pagato per avere tenuto dei discorsi da qualsiasi gruppo di interesse debba essere un venduto. Mi rifiuto di accettare questo tipo di attacchi e insinuazioni, non sono degni di voi, quando è troppo è troppo», ha risposto Clinton sfidando Sanders: «Se ha qualcosa da dire, lo dica direttamente, ma non troverà evidenza del fatto che io abbia mai cambiato un punto di vista o un voto a causa di una donazione ricevuta».
Uno primo scontro diretto che promette una campagna elettorale ricca di colpi di scena. E novità.

Fanno campagna elettorale su Tinder: cacciate per spamming

Giovani sostenitori di Bernie Sanders.

(© GettyImages) Giovani sostenitori di Bernie Sanders.

Tra queste c'è quella sul modo di raggiungere gli elettori. Per conquistare il maggior numero di cittadini ora si passa anche attraverso i siti di incontri.
Tinder, la app di 'dating' su cui i giovani americani cercano di tutto, dal rapporto serio della vita all'avventura di una sola notte, ha messo al bando due ragazze, una del New Jersey e l'altra dell'Iowa, che l'avevano usata per promuovere la campagna del senatore Sanders.
Robyn Gedrich, 23 anni di Brick, New Jersey, ci aveva provato agganciando il maggior numero di uomini possibili (una sessantina al giorno per due settimane) senza controllare nemmeno i loro profili.
L'obiettivo: indurli a registrarsi per aggiornamenti sui cellulari dalla campagna presidenziale di Sanders. «Feel the Bern? Per favore manda l'sms WORK al numero 82623 a nome mio. Grazie», aveva scritto Robyn, il cui account è stato prontamente sospeso da Tinder, al pari di quello di Haley Lent, 22 anni, una fotografa di Cedar Rapids nello Iowa, che aveva seguito lo stesso metodo per raccogliere proseliti alla causa del senatore.
DENUNCIATE DAGLI UTENTI. Haley, che è sposata, aveva contattato su Tinder un centinaio di uomini. Aveva anche acquistato una versione 'premium' dell'applicazione per poter cambiare la propria posizione geografica e raggiungere elettori del New Hampshire in vista delle primarie di martedì da cui il senatore dovrebbe uscire vincitore.
Tinder non ha spiegato la ragione delle sospensioni, ma le due ragazze sono convinte che qualcuno dei loro interlocutori le abbia denunciate come fonte di 'spam'. Rosette Pambakian, una portavoce dell'application, che appartiene al gruppo di Match.com, ha indirettamente confermato al New York Times: «La società non ha alcun problema con persone che scambiano opinioni politiche ma lo spam è categoricamente vietato».

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