Vendola a Matrix: «Dibattito isterico sulla stepchild adoption»

In onda un'intervista al leader di Sel registrata il 26 gennaio, prima dell'approvazione delle unioni civili: «Gestazione per altri? Può anche essere un atto d'amore».

02 Marzo 2016

Il leader di Sel, Nichi Vendola.

(© Ansa) Il leader di Sel, Nichi Vendola.

È destinata a far discutere l'intervista a Matrix di Nichi Vendola, che Canale 5 ha scelto di mandare in onda mercoledì 2 marzo.
A più di un mese di distanza dalla sua realizzazione, avvenuta il 26 gennaio, dunque prima dell'approvazione da parte del Senato della legge sulle unioni civili.
LA NASCITA DI TOBIA. E soprattutto dopo la nascita di Tobia, il figlio biologico del compagno di Nichi Vendola, Ed Testa, nato in una clinica canadese e che Vendola adotterà. Possibilità riconosciuta dalle leggi nordamericane.
LA MATERNITÀ SURROGATA SECONDO VENDOLA. Nell'intervista, il leader di Sel parla di gestazione per altri. E sottolinea come non sempre si tratti di 'utero in affitto': «Ci sono situazioni in cui i diritti delle donne possono essere conculcati. La strumentalizzazione mercantile di una donna può essere veramente un pericolo», premette Vendola. Per poi spiegare: «Ci sono Paesi in cui, invece, questo non accade: Israele, Stati Uniti e Canada. C'è anche un'altra realtà, che è quella della gravidanza per altri, cioè di donne che non sono in condizioni economiche disagiate e scelgono come gesto d'amore di mettere a disposizione il proprio corpo per una gravidanza per altri».
«TUTELARE I DIRITTI DELLA COPPIA». Nichi Vendola parla anche di stepchild adoption, l'adozione del figlio del partner, opzione infine stralciata dal testo di legge sulle unioni civili approvato dal Senato: «Si è costruito un dibattito isterico sulla stepchild adoption. Credo che la realtà dei fatti sia molto semplice: una coppia che ha un figlio, che è biologicamente figlio di uno dei due partner ma che entrambi educano, ritengo sia naturale tutelarne i diritti nel caso in cui il padre biologico, per qualunque ragione, venga a mancare».
Prosegue Vendola: «Io credo che queste cose vadano attraversate con molta delicatezza. Credo che parlare a nome o per conto degli altri, senza sapere quali siano le loro scelte, sia sbagliato».

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antonimo 02/mar/2016 | 23 :26

Nati non foste a viver come bruti ...
La cosa singolare è che Vendola, per il fatto stesso di aspirare alla maternità/paternità, dimostra in maniera univoca che questa è una pulsione talmente radicata nella struttura psicofisica dell'essere umano e non solo, da non poter essere rimossa neanche dalla mente di coloro che considerano il "genere" come un optional od una "sovrastruttura culturale" e non una ferrea legge della natura. Da che mondo è mondo persone non in grado di procreare per ragioni quali la sterilità, l'impotentia coeundi, procreandi od altro, sopperivano spesso alla mancanza di figli adottandone uno. In un mondo in cui migliaia di bambini muoiono per fame, pagare per prendere in affitto l'utero di una qualche sventurata serve solo a dare risposta ad un'altra pulsione profonda dell'inconscio, quella di avere un figlio che, se non può avere neanche uno dei nostri cromosomi, abbia almeno quelli del nostro partner. Una scelta che mette ancora una volta in evidenza quanto potente sia la pulsione naturale che spinge l'uomo a privilegiare rapporti affettivi con individui con i quali esiste una affinità di sangue, per quanto labile questa possa essere. E' questa la negazione assoluta di tutte le "teorie di genere" che, mentre per fini inconfessabili pretendono di sovvertire le immutabili leggi della natura, ne confermano la ineguagliabile potenza.

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