Politica
CINA
Wang, la carta delle riforme
Il segretario di partito del Guangdong fa appello al popolo e predica cambiamenti. L'obiettivo è rientrare nella corsa a un posto nel politburo.
di Cecilia Attanasio Ghezzi
Wang Yang, il segretario di partito del Guangdong famoso rivale dell'epurato Bo Xilai e apprezzato per aver saputo gestire le rivolte di Wukan nella maniera più democratica possibile, ha chiamato nuovamente alle riforme. Dopo essere stato spesso al centro dell'attenzione mediatica, non si era quasi mai esposto da quando il suo antagonista era stato epurato. Il suo discorso di giovedì 13 settembre è stato letto da molti analisti come un ultimo disperato tentativo di raccogliere consensi per entrare a far parte del Comitato permanente del politburo.
RIFORME SU MERCATO E AMMINISTRAZIONE. Wang, da sempre è considerato uno dei leader emergenti più liberali e riformisti e nel suo intervento, riportato dal Southern Metropolis Daily, ha dichiarato che «il cambiamento non deve ristagnare né deve fermarsi».
Ha parlato soprattutto di riforme del mercato e amministrative necessarie a suo dire per migliorare l'economia e le possibilità di investimenti, ma non si è dimenticato di sottolineare che bisogna disinnescare il conflitto sociale che facilmente degenera in disordini.
Per chiarire la delicatezza della situazione Wang ha utilizzato la metafora della rana in pentola. Nuota felice e non si accorge di niente, ma quando si accorge che l'acqua sta diventando troppo calda è troppo tardi per uscire.
«Le riforme sono una soluzione imprescindibile, non dobbiamo aver paura sarà difficile. Ma sarà ancora più difficile se non le mettiamo in atto».
ULTIME CHANCE DI RIENTRARE NEL POLITBURO. Se fino all'inverno scorso, la stampa era praticamente convinta che lui o Bo Xilai avrebbero fatto parte dei fortunati nove membri del Partito comunista cinese che tengono le fila della nazione i giochi di potere si sono inaspriti dopo lo scandalo che ha coinvolto Bo e tracciato la possibilità di una riduzione dei posti nel politburo da nove a sette.
Ma al contempo l'eccezionalità della situazione potrebbe spalancare ancora qualche porta per il segretario di Guangdong. Ecco perché Wang ha unito il suo intervento alla recente visita a Mao Zedong a Yanan.
APPROCCIO LIBERALE. Chen Ziming, un analista indipendente intervistato dal South China Morning Post, suggerisce che le parole di Wang facciano pensare che ritiene che qualche posizione è ancora vacante. «Ovviamente non è assolutamente detto che entrerà nel Comitato permanente del Politburo, ma vuole fare appello al popolo», ha spiegato Chen. «Vuole segnare qualche punto sia a destra che a sinistra, in modo da rendere un'eventuale decisione più facile».
Wang ha costruito gran parte della sua fama di riformatore con il suo approccio relativamente liberale nella gestione del Guangdong, la provincia più popolosa della Cina. Si è anche distinto per aver rimosso i quadri corrotti e gestito la situazione del Wukan.
Sempre il South China Morning Post, riporta l'opinione del professor Joseph Cheng, politologo presso la City University, che concorda nel leggere nelle parole di Wang Yang il tentativo di mantenersi esattamente bilanciato. «Sta facendo appello al sostegno finale del processo decisionale», ha spiegato. «Andare a Yanan e parlare di riforme sono mosse sicure. Non vuole inimicarsi nessuna fazione».
Venerdì, 14 Settembre 2012

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