Clima, caldo record a gennaio 2016

Non si arresta l'aumento delle temperature. La causa è ancora una volta l'inquinamento derivante dall'uso dei combustibili fossili. Che rilasciano nell'ambiente anidride carbonica.

16 Febbraio 2016

Il Po in secca.

(© Getty) Il Po in secca.

Il 2015 è stato l'anno più caldo dal 1880. Ma l'aumento della febbre del Pianeta non si arresta: il 2016 ha già regalato il gennaio più bollente da quando sono disponibili le serie storiche. La colpa è ancora una volta dell'uomo, che immette nell'ambiente sempre più CO2. Innocente invece El Niño, il fenomeno naturale periodico che sta infuocando alcune regioni della Terra.
1,13 GRADI PIÙ DELLA MEDIA. Secondo dati Nasa, il mese scorso il termometro della Terra ha segnato 1,13 gradi in più rispetto alla media del periodo 1951-1980, che è il parametro utilizzato dall'Agenzia statunitense per misurare l'andamento delle temperature. Si tratta dello scostamento dalla media più alto mai riportato, ed è la quarta volta nella storia in cui la colonnina di mercurio è salita di oltre un grado sopra la media dopo ottobre (+1,06 gradi), novembre (+1,02), e dicembre (+1,11) scorsi.
EL NIÑO INCIDE POCO. Le correnti calde del Niño sono responsabili invece di una prolungata siccità che sta distruggendo i raccolti nell'Africa meridionale mettendo così a rischio la sussistenza di milioni di persone, ma hanno un impatto limitato sulle temperature degli ultimi mesi.
Per Stefan Rahmstorf del Potsdam Institute, El Niño a gennaio può aver fatto salire il termometro di 0,2 gradi al massimo, quindi oltre l'80% dell'aumento è dovuto al riscaldamento globale causato dall'uomo. L'affievolirsi del 'Bambino', atteso nei prossimi mesi, potrebbe far scendere un po' le temperature globali ma, evidenzia l'esperto, «il trend di riscaldamento proseguirà finché non elimineremo i combustibili fossili».
NECESSARIO ATTUARE GLI ACCORDI DI PARIGI. Si tratta di tradurre in atti concreti l'accordo di Parigi sul clima siglato nel dicembre scorso per contenere, con tagli netti alla CO2, l'aumento entro i due gradi, così da limitare l'impatto del cambiamento climatico. Finora l'unico Paese ad aver ratificato l'accordo sono solo le isole Fiji. Altre ratifiche dovrebbero comunque seguire a breve, in vista di una cerimonia della firma che l'Onu ha organizzato a New York per il 22 aprile, che peraltro è l'Earth Day, la Giornata della Terra.

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