Ibernazione: scongelato il cervello di un coniglio

L'organo, conservato a -135 gradi, non presenta danni. Si accende una speranza nelle persone che credono nella crionica, la tecnica di preservazione dei corpi a basse temperature per poterli riportare in vita. 

15 Febbraio 2016

Congelare il cervello dopo la morte per farlo riattivare in un futuro dove esisteranno nuove tecnologie per riportarlo in vita. Scenari da fantascienza disegnati da un desiderio di immortalità o anche dall'incapacità di accettare l'idea di morire o vedere un proprio caro perire. A riaccendere le speranze di coloro che credono nell'ibernazione la notizia che gli scienziati sono per la prima volta riusciti a scongelare il cervello di un coniglio.
CONGELATO A -135 GRADI. Le cellule cerebrali dell'animale sono state 'risvegliate' dopo essere state portate a -135 gradi centigradi e non presentano danno alcuno. La tecnica, messa a punto da Gregory Fahy e Robert McIntyre dell'azienda californiana 21st Century Medicine e riportata dalla rivista Journal of Cryobiology, riesce a evitare la disidratazione. 
UNA MOLECOLA PER PRTEGGERE LE CELLULE. Per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio i ricercatori sono riusciti a rimpiazzare il sangue dei tessuti con una molecola (glutaraldeide) che protegge le cellule. La tecnica è ancora lontana dal poter permettere di riattivare l'organo ibernato, anche perché la molecola usata risulta tossica, ma rappresenta in ogni caso un importante passo in avanti. 
L'IDEA NATA A INIZI NOVECENTO. L'idea dell'ibernazione umana nasce agli inizi del Novecento ispirata dalla letteratura di fantascienza e con il sostegno di Robert Ettinger, fisico e matematico statunitense considerato il padre dell'ibernazione. Già nel 1955 un gruppo di ricercatori americani riuscì a 'risvegliare' topi congelati a una temperatura di 0 gradi centigradi. Tuttavia per ibernare nel tempo è necessario però raggiungere temperature molto inferiori (circa -200C) e al momento non esistono metodi capaci di congelare un cervello umano senza produrre danni ai tessuti.
100 LE PERSONE IBERNATE. Nel mondo sono già oltre 100, tra cui anche qualche italiano, le persone che hanno scelto di iscriversi ai programmi di ibernazione proposti da aziende private come Alcor o Cryonics Institute, con costi che partono da circa 40mila euro. Tra i nomi conosciuti c'è anche quello di uno dei fondatori della moneta elettronica BitCoin, Hal Finney, malato di Sla, e quello di Matheryn Naovaratpong, la bambina di appena 3 anni morta per un tumore. Il corpo della piccola è stato ibernato dai genitori nella speranza che un giorno possa essere risvegliato e guarito. 

 

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