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Sport 

LETTERE AL DIRETTORE

Nessuno scandalo per il riconoscimento dato dalla Bielorussia all’Azarenka

L'ambasciatore del Paese dell'Est spiega che le onorificenze agli sportivi meritevoli sono un'usanza internazionale.

Scrivo in merito all’articolo firmato da Stefano Grazioli  dal titolo Tennis a tutta Vika apparso in data 2 febbraio 2012 sul sito di lettera43.it.
L’articolo di Grazioli non solo è offensivo nei confronti della mia Nazione, alla quale l’autore nega, in modo assolutamente gratuito, il diritto di essere orgogliosa dei propri sportivi, ma anche sessista nei confronti della stessa Victoria Azarenka, definita da lui «nuova numero uno del tennis mondiale in gonnella», e palesemente spregevole verso i popoli dei Paesi nati dalla scissione dell’Urss che l’autore, quasi nella triste tradizione delle leggi raziali, “bolla” come portatori di un «segno distintivo» del «retaggio» sovietico.
Per il rispetto dei lettori si dovrebbe precisare che, contrariamente a quanto sostiene Grazioli, l’usanza dei capi di Stato di complimentarsi con gli sportivi, duramente contestata dall’autore nel caso specifico del presidente Lukashenko e Victoria Azarenka, è un’abitudine naturale e assai diffusa in tutto il mondo. Perciò sembra assurdo gridare allo scandalo per l’Ordine della Patria bielorusso meritato e ricevuto dall’Azarenka – basta ricordare la bravissima nuotatrice italiana Federica Pellegrini, ufficiale dal 2004 e commendatore dal 2008 dell’Ordine di Merito della Repubblica Italiana.
Inoltre, invece di denigrare arbitrariamente le tenniste Wozniacki e Azarenka, accusate sostanzialmente di «impurità democratica», l’autore avrebbe dovuto almeno informarsi sul caso.
Il 19 novembre 2010 le due tenniste, ritratte nella foto con il presidente della Repubblica, parteciparono a un match di beneficenza nella capitale bielorussa Minsk a favore del Centro nazionale di oncologia infantile di Borovliany.
Non sarebbe superfluo, poi, sapere, che allo stesso Centro oncologico erano destinati non solo i proventi dall’asta di beneficenza svolta dopo il match e dai biglietti venduti, ma anche lo stipendio di quel mese del presidente Lukashenko.
Allora, però, diventa chiaro che i gesti di solidarietà come quello delle due giovani stelle del tennis meritano non le bacchettate dei “puristi”, ma un profondo e incondizionato rispetto.
Insomma, sono convinto che gli articoli come quello di Stefano Grazioli – superficiali, maliziosi e pieni di pregiudizi – non fanno onore al giornalismo italiano.

Evgeny Shestakov Ambasciatore della Repubblica di Belarus in Italia

Venerdì, 03 Febbraio 2012


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