Alpinismo, Simone Moro conquista il Nanga Parbat d'inverno

Storica impresa dell'alpinista italiano. Nessuno c'era riuscito prima di lui.

26 Febbraio 2016

L'alpinista Simone Moro sul Nanga Parbat.

(© Simonemoro.com) L'alpinista Simone Moro sul Nanga Parbat.

La sua inviolabilità accresceva il suo fascino ogni inverno.
Ma ora la cima del Nanga Parbat è stata conquistata e un protagonista di questa impresa alpinistica è italiano.
Il bergamasco Simone Moro ha raggiunto la vetta di 8.125 metri in Pakistan firmando la prima salita nella stagione invernale della nona montagna della Terra che, insieme al K2, era la sola fra le 14 più alte a non essere mai stata toccata nella stagione più fredda, nonostante numerosi tentativi.
Con Moro c'erano anche lo spagnolo Alex Txicon e il pakistano Alì Sadpara. La bolzanina Tamara Lunger si è fermata poco sotto la cima, come ha confermato dal campo base la moglie di Txicon.
Gli alpinisti sono saliti lungo la via Kinshofer (l'attuale via normale, considerata più sicura), sul versante Diamir. La cordata è partita la notte scorsa da campo 4, a 7.200 metri, ed è arrivata in vetta alle 11.37 (15.37 locali).
LA MONTAGNA ASSASSINA. Il Nanga Parbat in inverno ha già respinto una trentina di spedizioni a partire dai primi tentativi negli Anni 80. Si tratta del secondo Ottomila (dopo l'Annapurna) per indice di mortalità, ovvero rapporto tra vittime ed ascensioni tentate, con un valore che si aggira intorno al 28%, tanto da essere spesso soprannominato anche the killer mountain (la montagna assassina).
LA MORTE DEL FRATELLO DI MESSNER. Tristemente celebre la tragedia del giugno 1970 quando, dopo aver conquistato la cima, Günther Messner (fratello di Reinhold) perse la vita a causa di una valanga durante la discesa. Il 15 luglio 2008 morì invece Karl Unterkircher cadendo in un crepaccio, mentre era impegnato ad aprire una nuova via sul versante Rakhiot.
QUATTRO SPEDIZIONI SI SONO ARRESE. Quest'anno hanno già dovuto arrendersi quattro delle sei spedizioni che, su tre diverse vie, si erano presentate ai piedi dell’enorme massiccio pakistano sulla catena dell’Himalaya. Le due spedizioni 'superstiti' si sono unite formando la cordata internazionale che ha compiuto l'impresa del 26 febbraio.
MORO NELLA STORIA DELL'ALPINISMO. Simone Moro ha già all’attivo tre prime salite invernali di Ottomila: Shisha Pangma (2006), Makalu (2009) e Gasherbrum II (2011). In precedenza aveva già tentato, senza successo, altre ascensioni invernali del Nanga Parbat. Ora ha finalmente compiuto l’impresa che lo fa entrare meritatamente nella storia dell’alpinismo.

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