Stili di vita
germania
La dolce vita di Berlino
Per le guide turistiche la città è la nuova mecca del Duemila.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Si apre il 9 marzo a Berlino la Itb, la fiera del turismo più
grande del mondo, un appuntamento annuale imprescindibile per
tutti gli operatori del settore. Il
Tagesspiegelne ha approfittato per capire come le guide
internazionali descrivono la capitale tedesca, accreditata da
molti come la nuova mecca degli anni Duemila: una città di
tendenza capace di attirare turisti e nuovi cittadini grazie alla
sua straordinaria vita notturna e alle sue offerte culturali.
LA CITTÁ SULLE GUIDE. Sarà. Ma chi, per
lavoro, è costretto a registrare quotidianamente gli umori della
presunta nuova capitale del mondo, trova il quadro offerto dalle
guide, nel migliore dei casi, sbilanciato. Eppure, più che
quotidiani e media televisivi, sono proprio le più affezionate
compagne di viaggio cartacee a modellare l'immaginario
collettivo di una città, ricoprendola di un sottile velo
patinato attraverso il quale tutto luccica fino a stordire il
visitatore.
IL PERFETTO BERLINESE. Così, un'autorità
in materia come l'australiana Lonely Planet,
probabilmente la guida più venduta fra i giovani del pianeta,
«distilla pagina dopo pagina i segreti per trasformarsi, almeno
nei giorni della permanenza, in un perfetto berlinese».
Il Tagesspiegel è stato al gioco: «Facile, fatevi
decorare una parte del corpo con un peccaminoso tatuaggio, oziate
lungamente davanti a un'abbondante colazione fino al primo
pomeriggio, trascorrete le ore diurne comodamente seduti al
tavolino di un caffè o di un Biergarten osservando il
mondo che si agita attorno a voi». In fondo, basta poco e così
si alimenta il mito di una dolce vita dal sapore vagamente
mediterraneo sulle rive della Sprea.
L'alternativa al voyeurismo da tavolino è ugualmente
spensierata: «Bighellonate, cercando occasioni tra le bancarelle
di uno dei tanti mercati delle pulci e inalate lo stile di vita
più profondo di Berlino».
Berlinesi rilassati e festaioli
Prevale l'immagine da città della cuccagna: «I berlinesi
descritti dalle guide turistiche straniere», ha proseguito il
Tagesspiegel, «appaiono rilassati e allo stesso tempo
impegnati a spremere fino all'ultimo quello che noi
chiameremmo il gusto vero della vita. Bevono molto, fumano
troppo, trascorrono le serate saltellando da un party
all'altro e hanno nei confronti del sesso un atteggiamento
così liberale, che la città è divenuta in breve tempo una
delle mete preferite dalle comunità gay e lesbiche».
CLICHÉ IMMORTALI. Ma non mancano altri
suggerimenti per evitare una facile delusione: «Secondo la
Lonely Planet, i turisti possono attendersi di essere
trattati con onestà e gentilezza, ma devono mettere in conto il
fatto che raramente questa gentilezza si trasforma in vera
amicizia».
Salvato un altro cliché del berlinese classico, quello di essere
un po' scontroso o, come si dice qui, berliner
schnauze, equiparandolo alla scorbutica razza canina, le
guide descrivono altre curiose abitudini: «Le giornate dei
berlinesi sono riempite da numerose attività, anche se non tutte
necessariamente lavorative. Si è sempre in giro da qualche
parte, per teatri, cinema, pub, nelle palestre di fitness, e
spesso in tutti questi posti assieme nell'arco delle 24
ore».
IL FASCINO DELL'ALCOL. Un capitolo a parte
è riservato all'alcol che, a differenza degli Stati Uniti,
qui può essere servito ai ragazzi a partire dai 16 anni. Si beve
di tutto e di più, dalla birra al vino, dai cocktail alla più
leggera Berliner Weiße, uno speciale intruglio poco
alcolico fatto di birra e sciroppo di lampone o di asperula,
particolarmente apprezzato nelle rare giornate afose estive. «Un
capitolo, quello alcolico, che sembra affascinare i giovani
viaggiatori in aerei low-cost, che hanno decretato il successo
turistico della città negli ultimi anni», ha chiosato il
quotidiano berlinese.
Come New York negli anni Ottanta
La questione si fa più seria, quando si passa ai monumenti da
visitare. Al di là dei luoghi classici da non perdere, le guide
turistiche consigliano di frequentare i luoghi che rimandano agli
anni della Guerra fredda e del confronto fra i due mondi
contrapposti, che a Berlino convivevano nella stessa città
divisa dal Muro. Un'esperienza che può andare oltre i
sopralluoghi ai musei storici o lungo il percorso del vecchio
Muro, ormai quasi ovunque sparito, e che può proseguire
immergendosi nella ventata di ostalgie che ha
attraversato la città nel decennio passato, magari pernottando
in uno degli ostelli allestiti con i mobili oroginali degli anni
della Ddr. Ma, soprattutto ai turisti inglesi e americani, è
consigliato di non discutere sulle vicende della seconda guerra
mondiale con aria trionfalistica e, soprattutto, evitare battute
su Hitler e il Terzo Reich. I berlinesi hanno rigettato quel
periodo e non apprezzerebbero.
TRASPORTI EFFICIENTI. «Assai lodato è il
sistema di trasporto pubblico», ha proseguito il
Tagesspiegel, «efficiente e puntuale, tanto che la
maggior parte delle guide consiglia di non giungere in città con
l'auto privata perché se ne può fare comodamente a meno, e
assai ricca è la descrizione della scena artistica e culturale
che fa di Berlino la degna erede della New York degli anni
Ottanta». Il confronto con New York ha sempre costituito una
sorta di complesso per la capitale tedesca, fin dai tempi dei
dorati anni Venti, e il fatto che adesso questa discendenza venga
riconosciuta dalle bibbie del turismo internazionale è motivo di
sicuro orgoglio.
POVERA MA SEXY. Le guide sono ormai diventate
uno strumento essenziale della grande industria del turismo,
spesso vendono il prodotto città come fossero depliant di
agenzie specializzate, assai più raramente sono capaci di
descrivere lo spirito vero di chi le vive. Certo, stupisce come
il mantra lanciato poco meno di un decennio fa dal sindaco Klaus
Wowereit, «Berlino povera ma sexy», sia penetrato a fondo
nell'immaginario collettivo del turismo internazionale.
L'ufficio marketing del comune ha fatto un buon lavoro. Ma il
turista può consolarsi: anche se la città che visiterà, magari
proprio in questi giorni della fiera, gli apparirà un po'
artificiale e, appunto, patinata, è pur vero che sotto ogni
stereotipo si nasconde un pizzico di verità.
Mercoledì, 09 Marzo 2011

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