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Nella terra dei verboten
Dalla minigonna al bacio in auto: la Bild critica i divieti italiani.
Da Berlino
Pierluigi Mennitti
Alla fine era inevitabile. La stampa è parte fondamentale del nostro villaggio globale e più le notizie sono bizzarre, più si ritagliano spazio rimbalzando da un lato all’altro del pianeta. Così, dopo aver campeggiato per un giorno sull’home page della britannica Bbc, la trovata del sindaco di Castellammare di Stabia di vietare le minigonne in città, è piombata anche sulle pagine della Bild del 27 ottobre.
Quotidiano popolare da 5 milioni di lettori al giorno, la Bild è il tipico tabloid che pochi ammettono di acquistare ma tutti sbirciano in metropolitana o in ufficio, ovviamente dal vicino di turno. E mentre nella cittadina campana è già il tempo delle reazioni, dei distinguo del sindaco e delle manifestazioni goliardiche delle donne, in Germania è quello della preoccupazione: «Cosa sarebbe la bella Italia senza le belle italiane in minigonna e hotpants? Semplicemente una bellezza a metà».
A Eraclea niente buchi nella sabbia
Non può andarci leggero il tabloid, noto per il suo stile franco e diretto (e le modelle nude a mezzo busto che ogni tanto occhieggiano dalla prima pagina): «Il sindaco, Luigi Bobbio, ha deciso di restaurare il decoro cittadino e la buona educazione bandendo i vestiti succinti e se l’intimo diventa visibile è più che probabile una bella multa fino a 500 euro». Sotto la mannaia del terribile Bobbio non sono finiti soltanto mini e hotpants, prosegue il giornale, «ma anche le partitelle a pallone nei parchi, le bestemmie urlate per strada e i torsi nudi degli uomini».
Decoro, decoro, decoro. Per le gambe delle donne c’è un’unica consolazione: arriva l’inverno e anche nell’assolata Castellammare è tempo di coprirsi per il freddo. Al di là del colore della vicenda, la Bild ha affondato il coltello in quella che pare diventata una vera e propria mania del divieto: «La scorsa estate, in una cittadina della Sicilia, è stato vietato di girare per strada con il cono gelato, sulla spiaggia di Eraclea, a due passi da Venezia, sono stati banditi dalla spiaggia i buchi e i castelli di sabbia dei bambini». Quella che un tempo era considerata la patria della rilassatezza e del buon vivere pare essere diventata una terra dei tabù. «Cosa sarà ancora permesso fare in Italia?», è stato il grido di dolore della Bild.
A Eboli multati i baci in auto
Andando a sbirciare nell’archivio online del quotidiano, si scopre che il filone “Ferien in bella Italia” è ricco di spunti. Un lungo articolo pubblicato lo scorso luglio, alla vigilia delle vacanze, avvisava i turisti tedeschi in partenza che il soggiorno nel Belpaese poteva costare caro: «Benvenuti in Italia, la terra dei divieti più assurdi». Si partiva dal già citato bando dei castelli di sabbia sulla spiaggia di Eraclea, per passare ai 500 euro di multa rischiati fra i monumenti storici di Lucca per colpa di baci appassionati, finendo con l’interdizione degli zoccoli di legno dalle vie acciottolate di Capri.
La colpa? «Dei sindaci e delle loro ordinanze», ha accusato la Bild, «che più che al decoro cittadino sembrano interessati a trovare nuovi e fantasiosi mezzi per rimpinguare le casse comunali». Una montagna di 150 ordinanze che vietano su e giù per lo stivale abitudini finora considerate innocenti. Particolarmente colpite le cittadine del Nord, ha sostenuto il giornale, dove il populismo della Lega sembra inseguire soluzioni facili per problemi complessi o addirittura inventati. Ma anche il Sud non se la passa poi tanto meglio, come dimostrano i soliti 500 euro di multa che rischia a Eboli chi si scambia baci in automobile.
Il tabloid popolare non è foglio da perdersi troppo in analisi sociologiche. Resta il quadro di un Paese in preda a una crisi di nervi e alla mania dei tabù e dei divieti. Ai tedeschi che vogliono ancora passare le loro vacanze in una nazione da sempre amata non resta che imparare a fare lo slalom tra le 150 ordinanze in vigore. Con una speranza: che la classica abitudine degli italiani a non prendere sul serio le norme, specie quando queste appaiono prive di logica, possa rendere più sopportabile il soggiorno nel paese dagli assurdi divieti.
Mercoledì, 27 Ottobre 2010

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