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Stili di vita 

Sul web

L'era dello scambismo digitale

La Welt: In Germania arriva un sito per organizzare i tradimenti.

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Da Berlino
Pierluigi Mennitti

Un uomo e una donna si scambiano carezze lascive. Una voce fuori scena annuncia: «Queste persone sono sposate, ma non fra di loro». È la pubblicità che andrà in onda dalla prossima settimana su alcune televisioni tedesche. Un’ondata di spot per pubblicizzare lo sbarco su internet del più grande portale mondiale di scappatelle coniugali. O, per dirla in maniera meno vaporosa, di tradimenti. Si chiama Ashley Madison e dopo aver spopolato in America e aver fatto fortuna in altri otto Paesi, secondo la Welt è pronto a metter zizzania nelle coppie dei Paesi di lingua tedesca: Svizzera, Austria e Germania.
Il meccanismo è semplice. Ci si iscrive, si paga una quota e ci si mette in contatto con altri partner annoiati dalla vita sessuale nel matrimonio. Una versione moderna del vecchio scambismo, con il vantaggio che sul web ognuno fa da sé, senza bisogno di coinvolgere per forza il proprio partner.
Negli Stati Uniti è un successo, alimentato anche da una sfrontata ma efficace campagna di lancio, che oltre agli spot ha interessato i principali talk-show delle tivù private, da "Larry King" a "Good Morning America". Il colpaccio, gli ideatori del sito lo avevano fatto al "Tyra Banks Show", quando avevano spedito in scena il responsabile Noel Biederman a raccontare il funzionamento del portale di fronte a un uomo rovinato dal tradimento della moglie. Quest’ultimo, un tizio robusto e segnato dalla propria vicenda matrimoniale, gli è saltato addosso con il proposito di menarlo, fra l’entusiasmo del pubblico in studio.

Nel 2010, 45 milioni di euro

Dietro il trash c’è comunque un progetto di profitto, tanto è vero che la Welt ha inserito l’articolo nella sua sezione economica e non in quella di costume. Negli Stati Uniti il portale conta oltre 6 milioni di iscritti, con un rapporto fra uomini e donne di 70 a 30. «Ogni 11 secondi si registra un nuovo associato», ha affermato orgoglioso il capo del dipartimento europeo Constantin Dietrich, «siamo il social network che, dati alla mano, cresce più velocemente dopo Facebook».
Fino agli anni '70 , lo sfruttamento della prostituzione era un reato perseguito dalla legge, oggi è un lavoro e, a quanto pare, anche lucroso. Per ogni contatto realizzato, i clienti di Ashley Madison pagano con cosiddetti crediti, venduti in pacchetti a partire da 49 euro. Negli ultimi due anni gli introiti si sono quintuplicati, per il 2010 i proprietari fanno conto su incassi per 45 milioni di euro. «Le potenzialità sono enormi», ha raccontato ancora Dietrich alla Welt, «secondo le statistiche circa il 50% dei tedeschi tradisce il proprio partner e noi pensiamo che i numeri reali vadano ben al di là delle statistiche».

La sollevazione dei cattolici

Fremdgehen è il verbo declinato in tedesco. Letteralmente, vuol dire “andare con un estraneo”. E Ashley Madison non è neppure il primo sito del genere in Germania, anche se la sua forza e l’esperienza maturata all’estero promettono di sbaragliare il mercato esistente. Suscitare scandalo è peraltro una precisa strategia di marketing, ha sottolineato la Welt, come ha dimostrato il lancio della campagna americana.
Ogni reazione, ogni dichiarazione di sdegno è manna dal cielo per la nuova iniziativa, pubblicità a costo zero. Una trappola nella quale è cascata per prima l’agenzia di informazione cattolica online Kath.de che, per voce di un terapeuta della famiglia, ha accusato i nuovi arrivati di voler «distruggere l’istituzione del matrimonio» e il suo capo Biderman di essere un «incendiario». «D’altronde, credere che con il nostro servizio non avremmo suscitato pubbliche accuse sarebbe stato piuttosto ingenuo», ha replicato ruffianamente Dietrich.
Un meccanismo collaudato, che già funziona nei messaggi lasciati dai lettori all’articolo del quotidiano: oltre 130 fino a questo momento, di gran lunga oltre la media. Le reazioni abbracciano tutto lo spettro delle opinioni possibili. C’è chi esalta il tradimento, chi non vede dove sia il problema («Chi non ne ha bisogno o non vuole, semplicemente non lo utilizza»), chi mostra di saperla lunga denunciando il semplice interesse economico e chi si straccia le vesti parafrasando il titolo del famoso libro di Thilo Sarrazin sull’immigrazione: «Decadenza e crollo dei costumi, Deutschland schafft sich ab, la Germania si autoelimina».

Venerdì, 05 Novembre 2010


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