Stili di vita
TENDENZE E PATOLOGIE
Chi beve male muore di ictus
470 mila under 16 dediti allo sballo alcolico e col cuore a rischio.
Anche il cuore rischia di sballare con la sbornia del sabato
sera, soprattutto quello di teenager e giovani dediti al
cosiddetto «binge drinking» l'ubriacatura che
prevede il consumo di bevande alcoliche molto diverse e lontano
dai pasti, concentrato in un brevissimo arco di tempo.
Il cuore e il sistema vascolare in generale si sfiancano a causa
della dilatazione provocata dall'alcol e se era già nota da
tempo la correlazione fra gli alcolici e gli e attacchi di
fibrillazione atriale, adesso i cardiologi si sono mostrati
preoccupati per le future conseguenze sulla salute di tanti
giovani.
«DOPO LA DISCOTECA IL RICOVERO IN OSPEDALE».
«Vediamo arrivare», ha spiegato Antonio Raviele, direttore del
dipartimento cardiovascolare dell'ospedale dell'Angelo di
Mestre, «giovani che dalla discoteca vengono portati
direttamente in ospedale a causa di una crisi di fibrillazione
atriale dopo una sbornia».
La fibrillazione è la più diffusa aritmia cardiaca
caratterizzata da un battito irregolare e a questa è stata
dedicata un'ampia sessione del congresso europeo dei
cardiologi organizzato a Parigi fra il 27 e il 31 agosto.
IN ITALIA BEVONO 470 MILA GIOVANI. I dati
dell'ultimo rapporto del ministero della Salute sul consumo
di alcol segnalano inoltre 470 mila ragazzi con meno di 16 anni
(18,5% dei ragazzi e 15,5% delle ragazze) dediti al consumo di
alcol e proprio la moda del binge drinking è diventata
pratica consueta presso il 21,6% degli individui di età compresa
fra i 18 e i 24 anni; e presso il 17,4% di quelli fra i 25 e i 44
anni, pur essendo diffusa anche fra le donne tra i 18 e i 24 anni
(7,9%).
Gli alcolici fanno male al cuore
L'alcol, ha precisato Raffaele De Caterina, ordinario di
malattie dell'apparato cardiovascolare dell'università
degli Studi D'Annunzio di Chieti, «un fattore scatenante
della fibrillazione nelle persone predisposte» di cui solo in
Europa soffrono 8 milioni di persone e la cui conseguenza più
seria è l'aumento del rischio di ictus.
PRESENTATI A PARIGI I RISULTATI DELLO STUDIO
«ARISTOTELE». Gli ictus in questi casi sono giudicati
più gravi e invalidanti rispetto a quelli non legati alla
fibrillazione: il 24% delle morti subentra entro il mese
successivo alla crisi, il 50% a un anno dall'ictus. Al
congresso sono stati presentati i risultati dello studio di fase
3 «Aristotele» che ha valutato l'utilizzo di un molecola
anticoagulante, l'Apixaban, in confronto con il
Warfarin nella prevenzione dell'ictus e
dell'embolia sistemica in oltre 18mila pazienti affetti da
fibrillazione atriale e con almeno un fattore di rischio per
ictus.
3.500 MORTI IN MENO CON APIXABAN.
Apixaban riduce del 21% il rischio di ictus e di embolia
sistemica, del 31% il rischio di sanguinamento maggiore e
dell'11% la mortalità. Si è stimato perciò che circa 3.500
morti potrebbero essere evitate in Europa ogni anno con l'uso
di questo prodotto.
Al momento in nessun Paese Apixaban è approvato per la
prevenzione dell'ictus o dell'embolia sistemica nei
pazienti con fibrillazione. Bristol-Myers, Squibb, Pfizer hanno
recentemente annunciato la prima approvazione del farmaco nei 27
paesi dell'Unione Europea per la prevenzione del
tromboembolismo venoso.
Mercoledì, 31 Agosto 2011
Parigi, si suicida davanti ai bambini della materna
16/05/2013 Un uomo è entrato nella scuola e si è tolto la vita con un fucile.

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