Stili di vita
mondo arabo
Il risparmio va a nozze
In Yemen, è boom dei matrimoni collettivi scaccia-crisi.
Di Federica Zoja
In Yemen c'è un'emergenza poco nota al pubblico internazionale che non ha niente a che fare con il terrorismo né con il secessionismo del Sud del Paese né con i ribelli sciiti Huti, ammesso che anche questi argomenti, per quanto destinati a salire alla ribalta prima o poi, abbiano un qualche fascino per i lettori.
Povero e diviso, incandescente quanto le sue sabbie, lo Yemen testimonia ogni giorno il dramma (per una cultura tradizionalista questo è proprio un dramma) di centinaia di migliaia di giovani che non riescono a sposarsi: un matrimonio secondo le regole, pagato equamente dallo sposo e da suo padre, è una spesa inavvicinabile per i giovani yemeniti.
Un rapido calcolo lo dimostra: una dote degna di tale nome, da dare al padre della fidanzata, vale almeno 5 mila euro; poi ci sono tutte le spese del matrimonio, per parecchie migliaia di euro se non si vuole sfigurare; e infine, a gettare nello sconforto i giovani maschi e i loro padri c'è la casa, da comprare, arredare, preparare al meglio per la futura giovane famiglia.
A Sana'a e dintorni, sposarsi vuol dire affittare una tenda gigante di color beige, sistemarla con comodi cuscini, tappeti e materassini su cui gli ospiti possano riposarsi fra un pasto e un giro di danza, contattare un gruppo musicale del posto; e infine riempire di altoparlanti, festoni e luci colorate tutto il quartiere circostante, invitando implicitamente la comunità a partecipare ai festeggiamenti per tre giorni.
E agli aspiranti sposi ultimamente viene risparmiato qualche extra dato per scontato solo fino a pochi anni fa: un ragguardevole agnello per ogni tot di invitati e pure il qat, una foglia con effetti narcotizzanti, da masticare fra una pietanza e l'altra. Oggi pare che queste siano spese considerate irragionevoli. E così, un pensiero in meno.
Il regalo dei sauditi: 900 euro a sposo
La giovane repubblica araba, nata nel 1996, sembrerebbe dunque destinata allo spopolamento: niente soldi, niente matrimoni, una generazione di single. Questo il sillogismo. E invece no. Non si sa chi abbia cominciato per primo: sicuramente un Adamo dei matrimoni di gruppo, vergognoso e guardato male, deve esserci stato. Ma ora la tendenza è dilagante e da matrimoni celebrati in contemporanea da 10 coppie si è arrivati anche a “matrimoni di massa”: 1.500 coppie e via.
Il record sembra al momento detenuto da una cerimonia che ha coinvolto 1.600 sposi in una palestra sportiva nella capitale yemenita. L'avvenimento ha attirato l'interesse dei media della Penisola araba: era infatti organizzato dalla Pia organizzazione per gli orfani sotto il patrocinio della corona saudita. Gli sposi erano tutti senza famiglia.
Attenzione, gli sposi, non le spose: il matrimonio in Yemen è un affare tutto al maschile. A festeggiare sono i maschi, visto che le ragazze hanno una festa a casa loro, separatamente. Detto questo sembra ovvio che a pagare per un party cui partecipa solo lo sposo non possa essere di certo la famiglia di lei.
Chi ha studiato il programma del pluri-matrimonio da record non si è trattenuto: danze per tutta la mattina, pièces teatrali e performances poetiche nel pomeriggio, ospiti di primo piano seduti nelle prime file (fra cui Abdul Majeed Al Zindani, teologo yemenita additato dagli Stati Uniti come “terrorista globale”).
Il casato saudita, sempre più onnipresente nella vita socio-politica del vicino Yemen, ha donato circa 900 dollari a ogni sposo, che dopo le danze tradizionali collettive è stato trasportato in autobus dalla parte opposta di Sana'a per godere di un pranzo luculliano a base di agnello (nel dettaglio: agnello, salsa di yogurt e contorno di melograno, hanno riportato le cronache). E tutti gli sposi (maschi) a riferire alla stampa: «Questo è il giorno più bello della mia vita».
Dall'Iran alla Corea del Sud
In Iran, i matrimoni collettivi hanno fatto la loro comparsa già verso la fine degli anni '90 sia per contrastare l'indigenza della nuova generazione sia per arginare il fenomeno dei rapporti sessuali prematrimoniali.
Idem per la Corea del Sud, dove il reverendo Sun Myung Moon, sedicente nuovo messia, si è messo a disposizione di migliaia di coppie provenienti da tutto il mondo.
Ma in Yemen sta diventando una mania: le famiglie vivono nel terrore di perdere la faccia non riuscendo a far sposare i propri figli maschi oppure temendo che si diffondano voci infamanti sulla virtù delle femmine. Roba da non dormirci di notte.
Capendo l'esigenza dei loro dipendenti, la Mtn, operatore telefonico sudafricano che opera in Yemen, ha cominciato a proporre come benefit un matrimonio collettivo. L'esperimento è riuscito e nell'ultima “edizione” una trentina fra impiegati e quadri si sono sposati sotto gli auspici della società. Anche questa è fidelizzazione, hanno riferito i vertici di Mtn. Ma qualcuno, in separata sede e sotto anonimato, ha confessato di avere in serbo ben altra cerimonia più sfarzosa. E che invidia per gli orfani, satolli di agnello e sermoni reali.
Lunedì, 15 Novembre 2010

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