Stili di vita
LAVORO
Protesta in corsa
Contro i sindacati, un disoccupato a piedi da Milano a Roma.
di Marianna Venturini
Il 30 settembre un uomo è partito da Milano alla volta di Roma. Nulla di strano, se non fosse che per raggiungere la Capitale, Michele Liati ha scelto di percorrere i 600 chilometri che separano le due città a piedi. Anzi, di corsa.
Il protagonista della maratona solitaria è un fisico 37enne, rimasto disoccupato da pochi mesi, ma con una grande voglia di far discutere.
NOVELLO FORREST GUMP. Cappellino in testa, maglietta con il logo «Lavoro libero», Liati è stato presto paragonato a Forrest Gump, il personaggio cinematografico interpretato da Tom Hanks. Ma con qualche differenza.
«Gump correva senza un obiettivo, al punto che alla fine decide di tornare a casa così come era partito», ha spiegato Liati a Lettera43.it, «io invece una ragione per questa corsa ce l’ho».
Al grido di «suddito è chi il suddito fa», parafrasando la celebre frase di Hanks nel film Forrest Gump, il fisico corre per dimostrare quanto sia «ingiusto il sistema-lavoro per chi è fuori dalle sigle confederali».
Di corsa per combattere il monopolio sindacale
La vicenda di Liati è iniziata a luglio, quando la sua azienda, la Yenmar di Cassago Magnago, in provincia di Varese, ha dovuto tagliare il personale. Il 38enne era addetto al controllo qualità e nonostante non fosse stato inserito nella lista delle risorse da allontanare, si è presto ritrovato disoccupato dopo lo scontro con i sindacati confederali.
Sposato e padre di una bambina - prossimo alla seconda laurea in Economia - Liati ha scelto di combattere il «monopolio sindacale nelle aziende» e si è messo in marcia.
NESSUNA REGOLA PER TUTELARE TUTTI. «Da quasi 70 anni i sindacati hanno espropriato i diritti dei lavoratori e li gestiscono come fossero propri», ha continuato Liati, «agiscono in un sistema extra legem senza aver mai ricevuto alcun mandato di rappresentanza e senza doverne mai rispondere a nessuno».
«Non ci sono regole certe per la tutela di tutti», ha spiegato il fisico. E per proporre le sue idee di riforma del mercato del lavoro ha deciso di scrivere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a quello del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini, al premier Silvio Berlusconi e al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.
E a i tanto odiati sindacati? «No, sarebbe inutile coinvolgerli. Nelle organizzazioni sindacali nulla si muove», la risposta di Liati.
Una maratona per far sentire la denuncia
La sua iniziativa, quindi, è personale, ma vuole diventare un simbolo per «la maggioranza silenziosa che non è rappresentata».
Le intenzioni, insomma, sono ambiziose. Per ora, oltre alla vicinanza di molti conoscenti, ha ricevuto l’adesione di un amico che ha intenzione di raggiungerlo all'arrivo a Bologna per qualche chilometro insieme.
«Se mi fossi limitato a scrivere delle lettere avrei ricevuto risposte di circostanza» ha spiegato il fisico. «Dovevo fare qualcosa di eclatante per farmi sentire».
Il perno della sua proposta, comunque è il lavoro: «Si continua a parlare di modifiche del mercato lavorativo. Tutto resta come prima, o quasi, e il sistema rischia di crollare».
Liati vuole poter dire di averci provato: «Voglio riprendermi la mia libertà, o almeno tentarci». Il fisico vorrebbe la libertà di «essere padrone» del proprio lavoro, «quella libertà contrattuale o autonomia privata che il diritto concede a qualsiasi soggetto economico, a eccezione dei lavoratori dipendenti».
LE TAPPE DEL VIAGGIO. Intanto il suo cammino procede: l’arrivo nella capitale è previsto per il 20 ottobre.
«Non avevo previsto facesse così caldo», ha raccontato il fisico, «ho dovuto cambiare gli orari della corsa, ma l'obiettivo è sempre lo stesso».
Liati riesce a coprire circa 30 chilometri ogni giorno, correndo due ore al mattino e due il pomeriggio con un bagaglio minimo sulle spalle e la costanza necessaria per tagliare il suo traguardo ideale.
Gli amici e la famiglia lo seguono su Facebook dove aggiorna costantemente le tappe e gli incontri delle sue giornate. Almeno con il pensiero sono tutti accanto al maratoneta solitario.
Mercoledì, 05 Ottobre 2011

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