Curiosità

Le aste più pazze del mondo

Da Sotheby's a Christie's, mille modi per fare affari in tempo di crisi.

03 Gennaio 2011

di Francesco Signor

In piena crisi, ci sono aste per tutti i gusti, tali da soddisfare il palato più raffinato, come lo stomaco più peloso. L'inizio è stato sancito qualche giorno fa dalla londinese Sotheby's che ha messo a segno un colpo da 7 milioni e 321.250 sterline (circa 8,7 milioni di euro) con la vendita all'asta del libro più caro al mondo, una rarissima copia della famosa opera Birds of America (Uccelli di America) di John James Audubon.
I CALZINI DI NAPOLEONE. Se non sapete come perdonarvi questa clamorosa occasione persa, non vi farà certo sentire meglio sapere che un paio di calzini di seta, indossati da Napoleone al tempo dell'esilio sull'isola britannica di Sant'Elena, sono stati battuti dalla casa d'asta francese Osenat a poco più di 31 mila euro. Da sottolineare la sobrietà del prezzo e dei ricami (una “N” con corona) in filo di seta rossa che impreziosiscono questi allegri pedalini color avorio.
INTIMA REGALITÀ. Per restare sempre nel campo dell'intimo reale, assolutamente imperdibili per i feticisti più raffinati, le mutande di Elisabetta II d'Inghilterra, messe all'asta negli Stati Uniti. Per la precisione, si tratta di mutandoni con l'orlo di pizzo, impreziosite addirittura dallo stemma della famiglia reale (non è dato sapere in quale punto della real mutanda), di proprietà per oltre quarant’anni di un famoso playboy di Miami, tale Joseph de Bicske Dobronyi, detto barone Sepy, conosciuto soprattutto per aver prestato la sua casa per le riprese di Gola profonda. Prezzo base, 8 mila dollari, lo stesso delle mutande della Regina Vittoria per una simpatica tradizione che si rinnova in casa Windsor.

Non solo storia: anche cinema e musica per gli appassionati

Un raro costume di Dart Fener, il lato oscuro della forza di Guerre Stellari, è invece rimasto invenduto nell'asta di Christie's a Londra, in una speciale vendita riservata agli oggetti e ai costumi del grande cinema. Dall'elmo, maschera e tunica nera, usati per la produzione de L'Impero Colpisce Ancora, si sperava di ricavare almeno 325.000 sterline (circa 386.000 euro), invece l'offerta più alta è stata di “sole” 150 mila sterline. Se avete in programma un ballo in maschera per fine anno, fateci un pensierino.
L'ABITO DI JOHN LENNON. Un abito bianco appartenuto a John Lennon (per intenderci quello che indossava sulla copertina dell’album dei Beatles Abbey Road, quando i “fab four” camminano sulle strisce pedonali della storica strada londinese) sarà venduto il primo gennaio in un’asta di cimeli di personaggi famosi che avrà luogo presso la Braswell Gallery in Connecticut. L’abito in questione era già stato acquistato durante un’asta dall’attuale proprietario per 120 mila dollari nel 2005. Più o meno con la stessa cifra, qualche giorno fa, avreste avreste potuto comprare la limousine di Elvis Presley, una Mercedes-Benz 600 grigio metallizzata, prodotta in soli 2190 esemplari tra il 1963 e il 1981. È stata venduta dalla casa d'aste britannica Bonhams a 95 mila euro.
CIMELI POLITICI E FILANTROPIA. Se vi piace il genere gommato, potreste rifarvi con la Peugeot 504 bianca del 1977 del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che sarà messa all'asta per finanziare un progetto per l'edilizia popolare. Per i cultori dei prematuramente scomparsi, la vendita dell'album Double fantasy, annunciata dal New York Post, che John Lennon autografò cinque ore prima di essere ucciso da Mark Chapman l'8 dicembre 1980. Per 850 mila dollari vi porterete a casa il disco con la firma di Lennon sulla copertina, le impronte di Chapman e gli appunti della polizia di New York.
GLI AMANTI DEL MACABRO. Se il vostro palato predilige qualcosa di più macabro, allora è probabile che siate quell'anonimo compratore che, giorni fa, ha comprato per 87.469 dollari (66.301 euro), la bara di Lee Harvey Oswald, il cecchino che assassinò il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. L'ameno cimelio, battuto dalla casa d'aste Nate D. Sanders Auctions di Los Angeles, era valorizzato da una lettera di certificazione rilasciata dall'impresa di pompe funebri che si occupò del funerale e da uno scampolo macchiato di sangue del sedile dell’auto presidenziale. 

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