Stili di vita
I DATI
Alcol, in Italia 20 mila morti all'anno
Facebook invoglia a bere, ed emerge la drunkoressia.
L'alcol continua a uccidere e far male. Il calo dei consumatori registrato nel 2010, annunciato l'11 aprile 2012 dall'Istat e confermato il 12 aprile da Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol Cneps dell'Istituto superiore di sanità, non può comunque far abbassare la guardia: ogni anno in Italia sono circa 20 mila le morti causate dall'alcol.
TEENAGER A RISCHIO. Chi rischia di più sono i giovani tra gli 11 e i 25 anni, con il pericolo che aumenta nei momenti e luoghi di aggregazione, come andare a concerti, in discoteca, eventi sportivi, cinema e associazioni culturali. Ma a influire sulle cattive abitudini sono anche i social network, dove la dimensione virtuale della socialità dei giovani è un ulteriore fattore che incrementa la probabilità di un consumo alcolico a rischio.
In questo quadro destano non poche preoccupazioni e critiche i 65 milioni di euro investiti per promuovere le bevande alcoliche sul web.
L'ALCOL NE UCCIDE PIÙ DELLA DROGA. L'alcol uccide 20 volte più della droga (quasi mille decessi l'anno), e quattro volte più degli incidenti stradali (5mila circa). «Nel 2007 la stima della mortalità alcol-correlata in Italia ha evidenziato che il 4,4% dei decessi tra gli uomini e il 2,5% tra le donne era legato al consumo di alcol per un totale di 20.102 morti evitabili se ci fosse stato un corretto atteggiamento nel bere. A queste cifre vanno aggiunte le morti dei minori di 20 anni, che condurrebbero ad una stima complessiva di almeno 30mila decessi alcol-correlati», ha affermato Scafato.
In Europa nella fascia d'età 15-29 anni, il 25% dei decessi registrati tra i ragazzi e il 10% tra le ragazze è causato dal consumo rischioso di alcol.
L'ITALIA SPENDE 11 MILA MILIONI PER GLI ALCOLIZZATI. E i danni causati dall'alcol costano non poco all'Italia: «Undicimila milioni di euro per gli effetti sulla salute e sulla sicurezza, costi riferibili anche ai 4 milioni di ubriachi e binge drinker. Per loro non c'è da attendere la cirrosi o l'incidente alcol-correlato. C'è la perdita del lavoro, della sicurezza sociale ed economica, della famiglia, degli affetti e la perdita del 10-20% di capacità mnemonica o di orientamento».
Alcol e anoressia: la drunkoressia
Ultimo rischio emerso per i giovani è quello della correlazione tra alcol e anoressia, fenomeno detto drunkorressia. La recente tendenza colpisce prevalentemente le ragzze tra gli 11 e i 25 anni, che per tenersi 'in forma' acquisiscono le calorie di cui hanno bisogno solo dall'alcol.
IL FUMO LEGATO ALL'ALCOL. Ci sono vari fattori comportamentali e sociali che influenzano in modo significativo il consumo alcolico. Quello principale è il fumo. «La frequenza dei fumatori tra i ragazzi e le ragazze di 11-25 anni è massima tra i consumatori a rischio, confermando che la relazione d'uso tra alcol e fumo va di pari passo e si configura come una co-dipendenza dal legame molto forte», ha evidenziato Scafato. IL PESO FATTORE DETERMINANTE. Ma anche il peso è una variabile da tenere in considerazione. «E non per il sovrappeso ma per il rischio contrario: il sottopeso. Emerge dai dati, anche se non in modo statisticamente significativo, la tendenza delle ragazze sottopeso a bere con modalità a rischio. Il rischio è quello della drunkorressia, condizione in via di diffusione tra le teenager che acquisiscono le calorie di cui hanno necessità esclusivamente dall'alcol, sommando così una doppia condizione patologica: l'anorressia e l'alcoldipendenza».
Giovedì, 12 Aprile 2012

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