Fabiana Giacomotti

LA MODA CHE CAMBIA

Se la tivù prova a sfidare i pregiudizi al femminile

L'iniziativa è di Fox Life. Ma con più donne nei libri di scuola non ne avremmo bisogno.

di

|

21 Febbraio 2016

Il merito delle donne, trattato di Moderata Fonte

Il merito delle donne, trattato di Moderata Fonte

Il merito delle donne è il titolo di un trattato dell’intellettuale e poetessa italiana Moderata Fonte, pseudonimo di Modesta Pozzo de’ Zorzi, pubblicato postumo nel 1600.
Ancora oggi, il suo pensiero sull’educazione e l’indipendenza femminile è studiato nelle università americane, a differenza di quelle italiane, in cui gli studi di genere rientrano nella categoria delle bizzarrie da tollerare per quieto vivere. Solo il museo Mocenigo di Venezia le rese omaggio un paio di anni fa, con una bella mostra organizzata sui fondi dell’archivio di Stato di Venezia.
PIÙ DONNE NEI LIBRI DI SCUOLA. Se nomi come quello di Modesta, della filosofa Elisabetta Caminer, di Elena Lucrezia Cornaro, prima laureata al mondo nel 1678, rientrassero nei sussidiari per le scuole superiori italiane, che, invece e non sempre, si limitano all’unico caso della poetessa Veronica Franco per via del suo mestiere di cortigiana e per i suoi rapporti con Enrico III di Francia, probabilmente le adolescenti ne trarrebbero stimoli più ampi rispetto a quelli offerti da una partecipazione al programma Uomini e donne. E Fox Life non avrebbe bisogno di produrre una serie contro i luoghi comuni che ancora danneggiano le donne nelle loro opportunità culturali, lavorative, sportive.
CINQUE PUNTATE IN ONDA DA MARZO. Il progetto, non so quanto in omaggio al difficile percorso di Modesta-Moderata, che dovette trascurare lo studio del latino e del greco, della sua amata musica e della scrittura per occuparsi della sua numerosa famiglia e di infinite questioni burocratiche, si intitola È questione di merito ed è prodotto dal canale televisivo insieme con The Circle Italia Onlus e il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Cinque puntate, in onda dal primo marzo, affiancate a una campagna di sensibilizzazione sulle piattaforme digitali, che oltre all’ovvio intento sociale hanno anche una finalità concreta  e cioè il finanziamento di corsi di alta formazione sartoriale per le donne detenute in cinque carceri italiane, da Milano a Catania a Venezia, appunto.

Un'iniziativa che non va a caccia di visibilità

Il programma È questione di merito andrà in onnda su Fox Life

Il programma È questione di merito andrà in onnda su Fox Life

Le testimonial scelte, con le loro storie e il loro esempio, coprono naturalmente un ampio spettro professionale, dalla chef Cristina Bowerman all’imprenditrice (e, qualcuno ricorderà, primo eccezionale condirettore di Io Donna) Silvia Brena all’atleta Francesca Piccinini, da Beatrice Trussardi a Ilaria Venturini Fendi. Qualcuna risponde a luoghi comuni effettivi («le donne con i figli non possono fare carriera», «le donne non sanno fare il capo», «le donne non sanno accettare il fallimento»), altre a luoghi comuni di cui tutte noi abbiamo purtroppo spesso verificato la realtà, come per esempio la scarsa solidarietà tra donne a cui femministe di standing mondiale quali Phyllis Chesler hanno dedicato saggi e studi e che speriamo anche questa piccola iniziativa contribuisca ad abbattere.
DIFFICOLTÀ A FARE NETWORK. La difficoltà delle donne a fare network, soprattutto quando paritetiche per status e cultura e non nelle condizioni di poter elargire benignamente favori e aiuti a donne di rilevanza economica e sociale inferiore, ha ragioni storiche e perfino antropologiche troppo complesse e profonde perché bastino 15 minuti di intervista  a cancellarle. Resta però la buona volontà di questa iniziativa e restano soprattutto le sue preziose finalità a favore delle detenute.
FINALMENTE UN'IMPOSTAZIONE CONCRETA. Restano, soprattutto, un pensiero e un’impostazione molto fattive, concrete e di interesse immediato, vicino, condivisibile, utile per chi vive qui, ora, adesso, rispetto alle fin troppe iniziative aleatorie, lontane o di portata enorme, purtroppo mirate alla pura visibilità, di cui molte Onlus al femminile si ergono a protagoniste.
CAUSE NOBILI PER RIPULIRE LA COSCIENZA. Proprio in questi giorni, rileggendo quel mirabile testamento-reportage che è Ultimo volo della sera di Claudio Rinaldi, direttore e uomo determinante per la generazione di giornalisti che ha formato la nostra, sono capitata su un paragrafo che vorrei riportarvi: «Il guaio delle milanesi ricche e inutili, che non sono poche, è che si sentono in dovere di ripulirsi la coscienza davanti a Dio e agli uomini; perciò hanno un debole per le cause nobili, purché lontane da loro qualche centinaio di chilometri. Nei loro triclini trepidano per la Selva Nera bruciata dalle piogge acide, per i baschi oppressi, per le ragazze d’Africa infibulate. Si direbbero esempi da manuale del modo di vita radical chic, se non fosse che di chic hanno poco. Sono capaci di darsi tre spazzolate alle chiome mentre stanno mangiando zucchini».
IL MERITO FEMMINILE DEV'ESSERE RICORDATO. Giusto per memoria e perché lo cito spesso: il nome di Elena Lucrezia Cornero è scolpito nella pietra all’ingresso del Vassar College, la venerabile e prestigiosissima istituzione universitaria di matrice femminile a Poughkeepsie, nello Stato di New York. In Italia, quasi nessuno sa chi sia stata. Il merito femminile deve essere ricordato sempre. Praticamente, di continuo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Terrore, la narcosi della coscienza ci può salvare

Nizza, Monaco, Rouen: ci abitueremo al male. E l'ossessiva ricerca di soluzioni risulta ripetitiva e inefficace. Successe già negli Anni 70. L'analisi di Lia Celi.

Brexit, il Labour tra caso Corbyn e spaccatura

Mentre May vede i leader Ue, Corbyn è alle prese con tensioni interne al partito. L'ala centrista vuole farlo fuori. Con nuove regole. E cresce il rischio scissione.

prev
next