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Stili di vita 

Sesso, col rock è disinibito

Una ricerca olandese certifica il rapporto tra musica, droga e libido già cantato da Dury negli Anni 70.

LO STUDIO

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Il concetto era nell'aria almeno dal 1977, da quando Ian Dury pubblicò lo storico riassunto del rock, la canzone Sex, drugs & rock 'n roll. Ma ora, a quanto certificato da letteratura, discografia e filmografia sterminate, si è aggiunta la prova scientifica.
STUDIO CONDOTTO A ROTTERDAM. I tre elementi base della vita maudit - musica ad alto volume, assunzione di droghe varie e comportamenti sessuali disinibiti (per esempio scarso uso del preservativo) - sono fenomeni correlati.
Lo ha spiegato uno studio dell'Erasmus Mc University medical center di Rotterdam, pubblicato sulla rivista ufficiale dell'Academy of pediatrics americana e condotto dai ricercatori olandesi su circa 1.000 studenti tra i 13 e i 25 anni.
CHI BEVE NON USA IL PRESERVATIVO. Secondo i risultati, gli ascoltatori 'a rischio' di musica, quelli che tengono il volume sopra gli 89 decibel, e quelli che di frequente si trovano esposti a volumi simili in discoteca, sono oltre la metà degli intervistati.
Chi ascolta musica ad alto volume ha il doppio delle possibilità di fare uso di cannabis, mentre chi frequenta i dance club pratica il binge drinking (bere più di cinque alcolici in una sera) in una misura sei volte maggiore di chi non li frequenta e ha il doppio delle possibilità di non usare il preservativo.

Il moralismo di oggi è materia da ricercatori

Insomma, il filo che unisce sesso, droga, e rock (o techno, ma anche dance) è certificato. Anche i ricercatori hanno ammesso di non conoscere le cause scientifiche della relazione pericolosa: si sono limitati a parlare di «vuoti esistenziali» da riempire e a citare gli studi sul fenomeno del «rumore sociale». La musica ad alto volume in discoteca, inibendo le comunicazioni con chi si trova a più di un metro di distanza permetterebbe alle persone di muoversi all'interno del proprio spazio personale, senza mettersi veramente in gioco.
CONDANNE DALLA SCIENZA. Ma al di là delle analisi, e delle possibili soluzioni al problema - secondo i ricercatori sarebbe efficace stampare degli avvertimenti sui biglietti d'ingresso delle discoteche e dei concerti, trovata non originale - resta da segnalare che negli Anni 60 e 70 la triade maledetta del sesso, droga e rock era oggetto di riprovazione da parte dei moralisti, in particolare clericali.
Adesso è invece criticata dagli scienziati. Come se il moralismo dalla religione si fosse trasferito alla scienza. Un volta il peccato era dannazione. Ora è «unhealthy». 

Giovedì, 31 Maggio 2012 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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