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Tecnologia 

Dalla piazza al web

Protesta digitale

La rivolta d'Egitto raccontata su Twitter diventa un libro.

Articolo completo

di Valentina Bernocco

Dalla piazza, al web, alla pagina stampata. Uscirà il 21 aprile il primo libro sulla rivolta d’Egitto, parte essenziale degli sconvolgimenti socio-politici che stanno travolgendo l’Africa del Nord. Ma non sarà un instant book come tanti: Tweets From Tahrir, come già suggerisce il titolo, raccoglierà le testimonianze in 140 caratteri e le fotografie pubblicate su Twitter, in tempo quasi reale, da chi ha vissuto in prima persona nella piazza de Il Cairo i drammatici giorni che hanno portato alla caduta di Mubarak. L’iniziativa parte da OR Books, casa editrice che ha fiutato l’affare quando Nadia Idle e Alex Nunns, due giovani attivisti, si sono presentati a uno degli editori, Colin Robinson, con un archivio di tweet raccolti nelle settimane delle manifestazioni, tra gennaio e febbraio. «All’inizio ero un po’ scettico», ha dichiarato Robinson, «perché credevo che il libro sarebbe stato un po’ troppo sconnesso. Invece riporta un quadro molto coerente degli eventi».
COPYRIGHT COLLETTIVO. Non è la prima volta – basti pensare alla rivolta iraniana del 2009 – che internet si svela al mondo come diario libero da censure e amplificatore in tempo reale di ciò che accade, spesso in assenza di microfoni o telecamere ufficiali. Ora però, oltre che straordinaria fonte di notizie, il web è anche diventato intermediatore letterario, per così dire. 
A chi spettano i diritti del libro? La domanda è lecita, perché da un lato ci sono gli autori dei post, dall’altro una piattaforma, Twitter, senza la quale il libro non avrebbe potuto essere concepito.
IL SOSTEGNO DI TWITTER. Un portavoce del sito ha smentito rivendicazioni di copyright, mentre Robinson di Or Books ha sottolineato: «Credo che Twitter sosterrà il progetto. Dovrebbero essere fieri del fatto che la loro tecnologia abbia aiutato tutti questi giovani». Non semplice intermediatore dunque, ma quasi un agente letterario “etico” e senza fini di lucro, il sito del cinguettante uccellino ne esce certamente ripagato in termini di immagine.

La nuova cronaca del giornalismo-mosaico

Essendoci di mezzo Twitter, nel libro già pronto per la stampa le conseguenze sul piano del linguaggio saranno piuttosto ovvie: non conterrà lunghe analisi, ma un mosaico di brevi testimonianze organizzato dagli autori (i due ideatori,  Idle e Alex Nunns, aiutati dalla scrittrice e commentatrice politica Ahdaf Soueif, originaria de Il Cairo) in modo da costruire una narrazione. Un mosaico che copre giornalmente la cronaca delle agitazioni, fino alle dimissioni di Mubarak dell’11 febbraio.
FOTOGRAFIA DEL DIVENIRE. Ma le conseguenze di questa operazione editoriale vanno ben oltre la forma della scrittura. Il Dna del microblogging, alla sua nascita, sembrava votato all’estemporaneità: registrare il lampo di un momento, un pensiero da comunicare nell’immediato, senza  tutte le elaborazioni che normalmente distinguono una manifestazione dell’attimo – un sms, un tweet, o semplicemente il linguaggio parlato – da un testo destinato a durare.
E invece no: è anzi proprio il valore di Twitter come fotografia del divenire a farne un potente strumento di cronaca giornalistica. Strumento collettivo, e qui sta l’altra sua forza, perché libero da accuse di partigianeria o di linee editoriali taroccate; perché espressione perfetta della coralità democratica del web.
EFFETTO REALTÀ  IN UN TWEET. Un tempo serviva lo stand up del giornalista inviato sul luogo di guerra a creare nello spettatore di tg quello che i semiologi chiamano effetto di realtà, cioè – in parole povere –  la sensazione di essere parte di un evento che sta realmente accadendo mentre lo osserviamo. Oggi, invece, basta un tweet.
Tweets from Tahrir: Egypt’s revolution as it unfolded sarà in vendita dal 21 aprile nelle librerie statunitensi  al prezzo di 12 dollari e online, in formato ebook, a 10 dollari.

Martedì, 08 Marzo 2011


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