TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Mercoledì, 23 Maggio 2012- 22.42

Tecnologia 

AZIENDE

Lo tsunami Blackberry

Lasciano i due Ceo. Ma l'azienda non sembra voler svoltare.

di Alessio Jacona

Articolo completo

Cattive notizie da Waterloo. Non in Belgio ma in Ontario, nel Canada, dove ha sede il quartier generale di Research In Motion (Rim). Entrambi gli amministratori delegati dell’azienda madre della tecnologia Blackberry, hanno deciso di dare le dimissioni. Con un tempismo che riecheggia la criticata gestione degli ultimi anni, Jim Balsillie e Mike Lazaridis – che di Rim è anche il fondatore - hanno posto fine a quasi 20 anni di dirigenza e lasciato il posto al poco noto Thorsten Heins, già chief operating officer per le divisioni software, hardware e vendite.
L'INVENTORE DELLA MAIL SUL CELLULARE. Già questa stessa scelta dovrebbe dirla lunga sullo stato della multinazionale canadese, un tempo famosa per aver rivoluzionato il modo di intendere la telefonia mobile, portando la posta elettronica sul cellulare: se infatti è vero che chi l’ha guidata finora fa un passo indietro, chi succede loro al comando tanto nuovo poi non è e, come hanno fatto notare in molti, deve fare i conti con le sue belle responsabilità  riguardo allo stato dell’azienda.
Balsillie e Lazaridis, che pure parlano di «scelta del tutto volontaria», lasciano le redini per far posto a una delle poche persone che (dalla sua assunzione nel 2007), avrebbe potuto fare molto per favorire il rinnovamento nell’azienda. E che invece – dicono i suoi detrattori - ha fatto ben poco.
UN PASSAGGIO NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ. Come se non bastasse - e proprio nel suo non troppo esaltante discorso d’insediamento - Heines ha detto che dirigerà l’azienda nel segno della continuità. Considerando che nel 2011 le azioni dell’azienda hanno perso i tre quarti del proprio valore, tale affermazione suona più come una precisa minaccia che non come una promessa di riscatto.
LA CATTIVA SORTE DEL TABLET DI CASA RIM. Ironia a parte, quando Heines parla di continuità in realtà si riferisice a tre questioni specifiche: il rilancio dello sfortunato PlayBook (il tablet di Rim presentato come concorrente dell’iPad ma nato male, rimasto sugli scaffali e poi svenduto a prezzi da mercato delle pulci) che dovrebbe partire con il lancio sul mercato della sua versione 2.0, prevista per l’inizio del 2012.
IL SISTEMA OPERATIVO ANCORA AL PALO. L’atteso (e più volte rimandato) debutto del BlackBerry Os 10, ora prevista a 2012 inoltrato e il cui ritardo dice molto sullo stato dell’arte della compagnia. E poi, ovviamente, il nuovo telefono che tale Os dovrebbe nativamente incorporare.

Una sfida difficile e una “scossa” che stenta ad arrivare

Sommando i vari addendi, appare chiaro come Heins stia scommettendo il suo futuro e quello dell’azienda sul rilancio di un’eredità che ha già dimostrato di essere pesante. Non proprio la “scossa” e lo slancio verso il rinnovamento che gli investitori auspicavano da mesi e che in particolare hanno chiesto a gran voce quando i PlayBook, nati con l’incredibile handicap di non avere incorporate funzionalità fondamentali come gestione di email, contatti e calendari (peraltro fruibili solo collegandosi con un secondo telefono BB), sono rimasti invenduti sugli scaffali virtuali e non.
BLACK-OUT DEI SERVIZI E UTENTI NEL PANICO. O, peggio, in occasione di quel disastroso 10 ottobre 2011, quando l’intera rete Blackberry è andata in tilt, causando un black-out del servizio di circa tre giorni. 
A dicembre, poi, la svalutazione della compagnia, dovuta proprio all’insuccesso del PlayBook  oltre che al calo delle vendite (e quantificata in 500 milioni di dollari) ha fatto il resto, avvicinando alla porta i due amministratori delegati e rafforzato le voci sempre più insistenti di una vendita a Samsung.
UN DINOSAURO DESTINATO AL DECLINO. Sul mercato poi, il resto lo ha fatto la concorrenza serrata di colossi come Apple, Google e in piccola parte anche Microsoft. La prima ha semplicemente fatto sì che Research in Motion si trasformasse in un istante da azienda innovativa e all’avanguardia nel settore della telefonia mobile a dinosauro destinato al declino.
E lo ha fatto in una data precisa: il 9 gennaio 2007, quando ha lanciato il primo iPhone,  primo smartphone interamente touch, realmente rivoluzionario e incredibilmente facile da usare.
Google, a sua volta, ha avuto la capacità di comprendere il cambiamento in atto, ha identificato il proprio ruolo diverso da quello di Apple (ovvero creare e distribuire il sistema operativo e non l’hardware, salvo un solo telefono ufficiale) e rapidamente chiuso il gap con Apple, fino a superarla almeno nelle percentuali di presenza sugli smartphone nel mercato mondiale.
SENZA INNOVAZIONE ARRIVA LA MORTE. «Le aziende che falliscono sono quelle che non si sanno più rinnovare», recita uno dei più famosi adagi in voga nella Silicon Valley.  Proprio in questi giorni anche un altro storico gigante (e splendido innovatore) come Kodak ha annunciato la propria bancarotta, di fatto palesando una letale incapacità di stare al passo con i tempi.
Oggi Research In Motion deve affrontare la più dura delle sue sfide, e lo fa all’insegna della continuità con un passato che in molti giudicano da archiviare, con alla guida chi quel passato ha contribuito a costruirlo. E, come se non bastasse, con i suoi due ex Ceo che mantengono posizioni forti nel management aziendale, e con Lazaridis che – pur essendosi mostrato incapace di innovare - finisce ad avere una posizione forte nell’Innovation Committee dell’azienda.

La guerra dei sistemi operativi

Ciliegina sulla torta: il neo eletto Ceo Heines si è già detto convinto che il Blackberry Os 10 sarà un successo e che Rim potrebbe valutare se concedere a produttori terzi la licenza d’uso del nuovo sistema operativo.
Per capire cosa ciò possa significare, diamo un’occhiata ai due principali competitor, ovvero Apple e Google: la prima, in puntuale accordo con la visione di Steve Jobs, crede nella totale integrazione tra software e hardware, nella loro gestione diretta (ma sarebbe meglio dire “nel loro controllo totale”), che risultano in un ecosistema chiuso dove l’ottimo software spinge l’hardware. E dove, per inciso l’esperienza dell’utente è garantita in toto da Apple stessa.
LA CONCORRENZA FRA GOOGLE E APPLE. Google fa concorrenza ad Apple con un ottimo sistema operativo che ha messo a disposizione dei molti produttori hardware affamati d’innovazione (Samsung in testa), i quali insieme hanno contributo alla sua fulminea diffusione e a quindi creare una solida alternativa al precursore iPhone in un mercato che si è rivelato fiorente per tutti.
Entrambi, infine, hanno dalla loro parte eserciti di sviluppatori che hanno creato e creano centinaia di migliaia di app, dando all’utente solo l’imbarazzo della scelta rispetto a come sfruttare hardware sempre più potenti.
IL LIMITE DEL SISTEMA CHIUSO. Fino ad ora Rim assomigliava più Apple che a Google: proponeva un sistema chiuso e proprietario che con i suoi ottimi servizi faceva la forza dell’azienda e spingeva l’hardware. Se ora l’azienda dovesse arrischiarsi a spezzare questo binomio, c’è il rischio serio che finisca a farsi concorrenza da sola, inciampando nello stesso errore che fece la Apple guidata da Amelio quando rilasciò la licenza dell’Apple Os ai fabbricatori di cloni.
E tutto questo accadrebbe più o meno mentre debutta il nuovo e atteso iPhone 5.
@alessiojacona 

Lunedì, 23 Gennaio 2012


Leggi la versione breve di questo articolo
File multimediali correlati a questo articolo

Il logo dell'azienda canadese.

3 foto
FOTO

Commenti (1)

Andu 12/feb/2012 | 19:52

R.I.P.
Posseggo un Blackberry (aziendale) e un Samsung Galaxy S (personale): non c'è confronto.
Il BB è un prodotto obsoleto, buono solo per le aziende che vogliono risparmiare e che credono davvero che i loro dati siano più protetti da una rete proprietaria, di cui RIM dispone, rispetto alle reti dei vari operatori mobili.
In realtà è solo una questione di tempo: RIM farà la fine di dinosauri quali Yahoo, Aol e Nokia.

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati