Fastweb, FastUp school porta il digitale a scuola

L'iniziativa voluta dal Miur aiuta i progetti più innovativi in crowdfunding. E fa dialogare aziende e docenti. Su Eppela i primi finanziamenti. 

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12 Febbraio 2016

L'iniziativa FastUp school si inserisce nel progetto di ''digitalizzazione'' delle scuole italiane voluto dal Miur.

L'iniziativa FastUp school si inserisce nel progetto di "digitalizzazione" delle scuole italiane voluto dal Miur.

Portare il crowdfunding fra i banchi di scuola e usare la tecnologia per innovare e rivoluzionare, dove possibile, metodologie e tempi della didattica. Obiettivi ambiziosi per la scuola italiana ma che sono da qualche tempo “in agenda”.
Per provare a passare dalle parole ai fatti il ministero dell’Istruzione (Miur) ha da poco lanciato FastUp School, una delle tante iniziative per la digitalizzazione delle scuole italiane. Con una differenza sostanziale rispetto al solito, però. Il motivo? In questo caso l’idea di fondo è meno “futuristica” e più concreta: non imporre nulla dall’alto, ma sostenere i progetti più meritevoli presentati dalle stesse scuole e stimolare i giovani delle medie e superiori all’utilizzo consapevole delle tecnologie digitali. 
AL VIA IL FINANZIAMENTO 'DAL BASSO'. Il “metodo” con cui i progetti pensati dalle scuole possono essere premiati economicamente e iniziare a prendere forma è appunto quello del crowdfunding, un metodo di finanziamento nato in Rete e che viene “dal basso”. Si tratta infatti di un sistema collettivo di “sponsorizzazione” di un’idea, che viene presentata nel dettaglio al pubblico del web al quale viene chiesto di contribuire attivamente.  

Un contatto diretto e continuativo con docenti e studenti 

Il logo dell'iniziativa FastUp school che coinvolge Fastweb ed Eppela.

Il logo dell'iniziativa FastUp school che coinvolge Fastweb ed Eppela.

A realizzare quest’iniziativa promossa dal Miur è stata l’azienda di telecomunicazioni Fastweb insieme ad Eppela, piattaforma fondata nel 2011 e che ha già supportato 1.800 progetti e raccolto finora circa 7 milioni di euro in crowdfunding.
FINANZIARE IDEE. L’obiettivo di FastUP School è co-finanziare idee, servizi e applicazioni innovative per avvicinare gli studenti alla tecnologia e per migliorare la didattica con l’aiuto del digitale. 
APPLICAZIONI PER L’APPRENDIMENTO. Fra i progetti già selezionati, per esempio, ci sono quelli pensati per realizzare applicazioni utili all’apprendimento, strumenti e nuove tecnologie digitali, piattaforme digitali a supporto di bisogni educativi speciali, corsi di coding e programmazione, iniziative formative sull’utilizzo responsabile di internet, ma anche strumenti digitali per il dialogo scuola-famiglia.
UN PERCORSO “FORMATIVO” INSIEME. In realtà l’iniziativa non si limita solo al processo di selezione e finanziamento delle idee migliori tramite Eppela. Anzi, questo è solo il primo passaggio.
A fare la differenza questa volta è la promessa di accompagnare docenti e alunni durante tutto il processo.  I progetti finanziati saranno seguiti per un anno dal team di Fastweb ed Eppela, con consigli e indicazioni utili per il loro avviamento e la loro valorizzazione.
CONFRONTO FRA AZIENDE E SCUOLA. E in quest’ottica il progetto FastUp School vuole partire proprio dal confronto fra le aziende tecnologiche e il corpo docenti, gli studenti e i genitori per spiegare l’anima del crowdfunding e raccogliere le idee. 
FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO. Una volta valutate le idee si ricorre al crowdunding per trasformarle in un progetto concreto. L’obiettivo è raggiungere con gli aiuti dal web almeno il 50% del budget stabilito, poi l’altro 50% verrà aggiunto da Fastweb, fino ad un massimo di 10mila euro per progetto. Si tratta di un finanziamento a fondo perduto e la proprietà della realizzazione rimarrà alla scuola che la propone.
UNA RETE DI SERVIZI E INFRASTRUTTURE. Ma oltre alle idee e un budget per realizzarle servono anche infrastrutture adeguate. Per questo nel suo Piano nazionale della Scuola digitale il Miur ha definito Fastweb “un’attore accreditato”, perchè la sfida dell’educazione nell’era digitale parte proprio dall’accesso ai servizi, e servono quindi fibra ottica, connettività e cablaggio in ogni scuola. 

Le prime scuole su Eppela: laboratorio 2.0 mobile e video “partecipativi”

Un fermo immagine del video del progetto ''LoSai che scuola'' promosso dall'Istituto Comprensivo “Perugia 11 - G. Pascoli”.

Un fermo immagine del video del progetto "LoSai che scuola" promosso dall'Istituto Comprensivo “Perugia 11 - G. Pascoli”.

Sono già due le scuole che sono partite e stanno per chiudere il primo round di finanziamento su Eppela. C’è l’Istituto Comprensivo “Perugia 11 - G. Pascoli” che ha chiesto il crowdfunding per porare avanti il suo progetto “LoSai che scuola”: si tratta di un laboratorio mobile per la realizzazione, grazie all’utilizzo di strumenti e software open-source, di contenuti di e-learning multimediali da pubblicare in un portale pubblico. «Abbiamo chiesto 5mila euro:  vorremmo avere una LIM (lavagna interattiva multimediale, ndr) in tutte le classi e un laboratorio portatile di pc laptop da spostare a turno nelle aule» spiega la professoressa Mariangela Menghini, referente per il progetto e animatrice digitale per la scuola.
«Vorremmo che i nostri ragazzi potessero lavorare con software e app, creare materiali digitali e pagine internet multimediali e interattive per la didattica», precisa la professoressa.
10 MILA EURO PER IL “LIP DUB”. Per l’Istituto Superiore “A.Tilgher” di Ercolano, invece, l’obiettivo è ancora più ambizioso e per certi versi artistico. La scuola ha deciso di sfruttare la piattaforma di Eppela per chiedere un finanziamento di 10 mila euro per realizzare il suo particolare progetto 'LIP DUB' che, come spiega la professoressa Teresa Fucito «è una forma di comunicazione non convenzionale, un video clip musicale che prevede il coinvolgimento di un gruppo di persone per descrivere un ambiente, combinando la sincronizzazione delle labbra sulla base della canzone scelta». 
LA DIDATTICA SPOSA IL TERRITORIO. In questo caso l’obiettivo va ben oltre la didattica: «Così vogliamo anche valorizzare la città di Ercolano coinvolgendo gli studenti e le attività economiche del territorio e diventando al tempo stesso anche un incredibile canale di promozione. In questo modo possiamo sperare di attirare sull'istituto e sul territorio che lo realizza un'audience di potenziali nuovi turisti grazie all'utilizzo di un linguaggio comunicativo giovane», racconta la professoressa Fucito a Lettera43.it
Prima esperienze che, molto probabilmente, serviranno anche da modello per molte altre scuole che hanno già in cantiere un progetto o che potrebbero decidere di sviluppare a breve.


Twitter @ClaudiaLavia

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