Tecnologia
ICONE
Jobs e quella Mela del peccato
Il simbolo della Apple potrebbe essere un tributo al matematico suicida Alan Turing.
di Marco Fraquelli
Mentre milioni di “orfani”, in tutto il mondo, piangono la morte di Steve Jobs e ne ricordano giustamente la straordinaria personalità, è naturalmente il mondo del web a fare la parte del leone. E con la Rete anche un simbolo, anzi, ormai un’icona vera e propria: la Mela.
Qualcuno ha persino postato messaggi che, mischiando il sacro e il profano, ovvero il mitico e la realtà, propongono ardite riflessioni, sostenendo per esempio che a cambiare la storia del mondo siano state proprio tre mele: quella di Eva, quella di Newton e, ovviamente, quella di Apple.
L'ETICHETTA DEI BEATLES. Naturale, perciò, che da più parti si sia tornati su quel simbolo tanto caro ai 'ragazzi' Wozniak e Jobs che nel 1976, nel famoso garage americano, inventarono la Apple Computer.
La versione più ricorrente è quella del legame con il frutto che il giovane Steve aveva consumato in quantità industriali quando frequentava le comunità hippie dell’Oregon agli inizi degli Anni 70. E che trovava peraltro una perfetta corrispondenza con l’etichetta della casa discografica dei Beatles, gruppo molto amato dal guru di Cupertino.
VIAGGI NEL MARE DEL PENSIERO. In realtà, si sa che il primo simbolo della start-up (come si direbbe oggi) di Wozniak e Jobs non era semplicemente una mela, bensì un’immagine più complessa che raffigurava Isaac Newton seduto sotto un albero di mele, corredato dalla scritta: «Newton. A mind forever voyaging through strange seas of thought … alone», più o meno «Newton. Una mente in continuo viaggio attraverso gli strani mari del pensiero…. Sola».
E si sa anche che a disegnare il tutto era stato il terzo fondatore della Apple, tale Ronald Wayne che, con grande senso degli affari, abbandonò l’impresa dopo solo due settimane dalla nascita, facendosi liquidare la propria quota (il 10%) per la bellezza di 800 dollari.
La versione esoterica: il suicidio del matematico Turing
Poco soddisfatti del lavoro di Wayne, gli altri due fondatori della Apple decisero di optare per la semplice mela (appunto l’icona che con vari adattamenti - per esempio il colore dell’arcobaleno, scomparso nel 1999 - è giunta fino a oggi). E poi c’è il morso, che la maggioranza degli interpreti attribuisce alla volontà di Wayne e Jobs di scherzare con un gioco di parole: byte-bite (morso, appunto).
Ma c’è tutta un’altra storia, molto poco ricordata in questi giorni, e che sembra invece riscontrare l’interesse degli esegeti più sofisticati.
COME BIANCANEVE. Secondo questa versione 'esoterica', la mela morsicata simbolo della Apple sarebbe un omaggio alla drammatica vicenda di Alan Turing, il matematico e logico inglese, considerato uno dei padri dell’informatica e tra le maggiori menti del 900, morto suicida nel 1954 all’età di 41 anni, addentando una mela che aveva precedentemente avvelenato con del cianuro di potassio, prendendo spunto dalla fiaba di Biancaneve, da lui molto amata da bambino.
MORTO DI OMOFOBIA. Turing, omosessuale, si era ucciso in seguito a una pesantissima campagna omofobica e discriminatoria nei suoi confronti messa in atto dagli ambienti accademici, e non solo, inglesi. Nonostante avesse, tra l’altro, dato un contributo decisivo alla causa alleata durante la Seconda Guerra mondiale mettendo a punto le tecniche di decrittazione dei codici tedeschi. A lungo dimenticato, Turing è ritornato a far parlare di sé, e della sua dolorosa vicenda, grazie a David Leavitt, il celebre romanziere americano (forse un po’ troppo frettolosamente inserito nella schiera degli scrittori cosiddetti “minimalisti”) che nel 2007 gli dedicò un libro molto bello, pubblicato in Italia con il titolo L’uomo che sapeva troppo. Alan Turing e l’invenzione del computer.
Tributo a un martire della matematica
Forse anche sull’onda di questo tributo indiretto, ma anche sotto la pressione di una petizione popolare - ancora una volta capitanata da migliaia di internauti - nel 2009 l’Inghilterra, patria della democrazia liberale, decise finalmente di scusarsi pubblicamente per questa pagina discriminatoria non proprio esaltante della sua storia. E lo fece per bocca dell'allora Primo ministro Gordon Brown il quale, a nome del governo, dovette riconoscere come Turing fosse stato vittima di un «terrificante trattamento omofobico».
LE SCUSE DI GORDON BROWN. «Per quelli fra noi», era scritto nella nota di Brown, «che sono nati dopo il 1945, in un'Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell'umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall'odio - dall'antisemitismo, dall'omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini - da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d'arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli».
«AVRESTI MERITATO DI MEGLIO». E così il premier laburista formulava le scuse a nome della nazione: «Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio». Non è così improbabile che Steve Jobs, ovviamente innamorato della scienza matematica e di formazione liberale, oltreché anticonformista, avesse perciò voluto, con il simbolo della Apple, tributare un omaggio proprio al geniale «martire» informatico inglese.
Venerdì, 07 Ottobre 2011
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La mela di Jobs
Ho sempre pensato che la mela di Jobs, oltre che ai Beatles, facesse riferimento anche a quella di Adamo ed Eva. Il morso alla mela rappresentava l'acquisizione della conoscenza, del sapere assoluto. E quindi, un prodotto Apple era il diretto depositario della scienza assoluta, il non plus ultra che si potesse creare nel campo della tecnologia...chissà poi perchè il primo computer Apple fu venduto a 666,66 dollari...un numero inquietante, forse un omaggio velato a chi ha spinto a mordere la mela???
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