Tecnologia
salute
Cellulari? Niente allarme
Studio Oms sul rischio cancro: gli esperti invitano ad abbassare i toni.
di Daniela Uva
Nessun allarmismo, ma una spinta concreta a proseguire nella ricerca e, nel frattempo, a usare qualunque accorgimento per evitare l’uso spropositato dei cellulari.
Dopo la diffusione dei dati dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro - organismo dell’Organizzazione mondiale della sanità - che mostrerebbero una correlazione fra i campi elettromagnetici generati dai telefonini e alcune forme di tumore al cervello, a chiarire i dubbi è Marco Pierotti, direttore scientifico della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano. Che prima di ogni cosa ha sottolineato la serietà dello studio condotto da una commissione di 34 membri, nella quale si sono seduti rappresentanti di 14 Stati: «L’agenzia in questione è attiva dal dopoguerra, con la missione specifica di studiare la correlazione fra nuove sostanze e tumori. È stata l’unica, durante la guerra fredda, alla quale hanno partecipato insieme Stati Uniti e Unione sovietica».
RISCHIO POSSIBILE, MA NESSUNA CERTEZZA. E poi il medico ha fatto il punto sui dati. «Lo studio, che viene presentato ufficialmente il primo luglio, dimostra una debole associazione positiva di causa-effetto fra le onde elettromagnetiche determinate dalle radiofrequenze dei cellulari e una specifica forma di tumore celebrale del nervo acustico, ovvero il glioma. Tuttavia, i numeri evidenziano anche che questa correlazione potrebbe essere casuale o determinata da fattori confondenti».
Tradotto: la possibilità che un rischio ci sia non è esclusa. Ma non è neanche dimostrata al 100%. «Non è un caso che i cellulari siano stati classificati fra i fattori di rischio 2b, insieme con moltissime altre sostanze molto comuni», ha detto ancora il direttore.
«Una piccola possibilità esiste, ma solo per questo specifico tipo di tumore. C’è però da mettere in rilievo che in questi anni, nonostante l’enorme diffusione dei cellulari, in tutto il mondo non è stato rilevato un aumento esponenziale dei gliomi». Inoltre, gli studi sono stati effettuati negli anni Novanta, su cellulari di prima generazione caratterizzati da emissioni diverse da quelle attuali.
MEGLIO AURICOLARI E VIVA VOCE. «Credo che sarebbe saggio prendere molto sul serio le parole di Christopher Wild, direttore dell’agenzia di Lione, cioè che questi dati non devono creare allarmismo, ma suggerire di approfondire la ricerca attraverso studi ad hoc. E nel frattempo convincere gli utenti a non usare in modo spropositato i cellulari, ma utilizzare sistemi come auricolari e vivavoce che, allontanando la sorgente elettromagnetica dal cervello, azzerano i rischi».
Sabato, 04 Giugno 2011

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