Tecnologia
GERMANIA
Ispettore Facebook, il caso è tuo
La Polizei usa il network nelle indagini. Ma la privacy è a rischio.
di Pierluigi Mennitti
La polizia di Hannover non brancola su Facebook. Anzi, grazie alle informazioni raccolte attraverso il social network e alle indagini che ne sono scaturite, il comando della capitale della Bassa Sassonia è riuscito negli ultimi tempi a risolvere casi criminali importanti.
Facebook si è rivelato così una sorta di ispettore Derrick in versione digitale, capace di raggiungere ed essere raggiunto da migliaia di potenziali informatori, in qualche caso portatori della dritta giusta per arrivare ai colpevoli.
OTTO CASI RISOLTI, DUE BAMBINI RITROVATI. Uno scenario da incubo degno del Grande Fratello orwelliano? I detective di Hannover non la vedono così: «Attraverso il nostro modello di ricerca attivato via Facebook abbiamo potuto risolvere otto casi criminali», ha riferito il portavoce del distretto Stefan Wittke allo Spiegel, «e si tratta di un successo che non avremmo potuto ottenere contando solo sui metodi investigativi tradizionali. Abbiamo ritrovato due bambini scomparsi e fornito ai colleghi di un altro land informazioni decisive per condurre a termine un'indagine su un omicidio. Cosa si vuole di più?».
LA POLIZEI PUÒ CONTARE SU 34 MILA AMICI. I poliziotti di Hannover appaiono entusiasti della loro attività sulla piattaforma sociale più diffusa del mondo e, in attesa che un nuovo produttore televisivo li elevi a protagonisti di una serie al pari dei colleghi di Csi o New York police department (o per rimanere in Germania, li trasformi in attori di un episodio del classicissimo Tatort), hanno snocciolato numeri e clic della loro pagina che farebbero invidia a ogni utente, cancelliera Angela Merkel compresa: «34 mila 'amici' ricevono al momento i messaggi della polizia», ha detto Wittke, «e, contando una media di 100 contatti ciascuno, è possibile moltiplicare la media delle persone raggiunte. I fan dei tutori dell'ordine risiedono un po' ovunque: solo 10 mila abitano nella capitale della Bassa Sassonia, gli altri seguono i dispacci di Hannover, come fossero capitoli di un romanzo criminale, da Berlino, dagli Stati Uniti e persino dal Sudan». Non si sa mai.
Solo ad agosto 150 mila contatti utili
Solo nel mese di agosto, i funzionari hanno registrato 2,2 milioni di visite e singoli messaggi e sono arrivati a contare 150 mila contatti. Niente di comparabile con quel che accade con i mezzi tradizionali come il telefono o le agende personali degli investigatori.
Anche perché, hanno sostenuto i responsabili, la particolarità del mezzo non risiede soltanto nella quantità, nel numero di persone che ricevono le segnalazioni o inviano messaggi; ma piuttosto nella loro qualità, nell'orientamento sociale e demografico della piattaforma. «RAGGIUNGIAMO ANCHE CHI NON LEGGE GIORNALI». «Su Facebook è possibile raggiungere utenti giovani provenienti da ambienti sociali nei quali non è consueta la lettura quotidiana dei giornali», hanno riferito i poliziotti ai giornalisti dello Spiegel, «ed è soprattutto in questi ambienti che si indirizza la maggior parte delle nostre investigazioni».
Insomma, la polizia è molto soddisfatta dell'impiego del social network nelle indagini. Meno chiaro è se abbia o no il diritto di condurle con questi metodi.
LA POLEMICA: «INFRANGE LA PRIVACY». Thilo Weichert, direttore del Centro indipendente per la sicurezza dei dati dello Schleswig-Holstein, la regione confinante con la Bassa Sassonia, è di tutt'altro avviso. Avvocato ed ex politico, ha da tempo accusato Facebook di infrangere la legge sulla tutela dei dati personali della Germania e dell'Unione europea, perché non informa i suoi utenti su quale tipo di traffico e quali contenuti vengano trasmessi nelle sedi centrali del network negli Stati Uniti e quale ne sia l'utilizzo finale.
Ma Facebook si attiene a leggi Usa e irlandesi
E ora anche il responsabile della protezione dei dati della Bassa Sassonia ha messo nel mirino l'uso di Facebook da parte della polizia di Hannover.
«Un suo portavoce ha confermato che è stata avanzata una specifica domanda al ministero dell'Interno», ha proseguito Der Spiegel, «ma per il momento non è giunta alcuna risposta. In generale, non può accadere che dati personali vengano trasmessi in uno Stato terzo e, di conseguenza, resta problematico il fatto che un'istituzione pubblica della Bassa Sassonia possa collaborare con un'azienda che non si attiene al diritto tedesco in materia. Facebook ha una sola sede europea, non in Germania ma in Irlanda».
I DATI DEGLI UTENTI TRASMESSI NEGLI STATES. La polizia è corsa ai ripari, invitando i suoi utenti con un nuovo messaggio a leggere le linee guida sul trattamento dei dati di Facebook che, per i cittadini non americani, prevedono l'accettazione dell'inoltro e della diffusione dei propri dati proprio Oltreoceano.
Ma Wittke, che con caparbietà ha portato avanti il progetto di Hannover, ha definito la polemica esagerata: «Non sappiamo cosa Facebook faccia con questi dati», ha controbattuto allo Spiegel, «ma in fondo cosa ne può fare? E poi, detto francamente, perché quel che è concesso alla cancelliera o al presidente federale, non deve essere permesso anche alla polizia di Hannover?».
Nuove domande in attesa di risposte. Possibilmente offline.
Venerdì, 28 Ottobre 2011

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