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Tecnologia 

Social media

La Rete è partecipazione

Onda web contro la legge elettorale.

di Fabio Chiusi

Articolo completo

Ha puntato tutto su Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris, e ha sbancato il tavolo. Ha promosso i quattro ‘sì’ ai referendum, che non raggiungevano il quorum dal 1995, e ha stravinto. Gli esperti si interrogano: Pisapia ha vinto su Twitter? Se Silvio Berlusconi ha perso il proverbiale tocco, è perché il monopolio televisivo sulla comunicazione politica si è incrinato?
IL PESO DEI SOCIAL MEDIA. Difficile rispondere dati alla mano. Di certo ora perfino gli scettici, quelli che al solo pronunciare la parola 'Facebook' pensavano immediatamente ai suoi presunti legami con schizofrenia, asma e sifilide, sembrano essersi resi conto del peso specifico del mezzo. E, mentre a dominare è ancora il fiatone per il Battiquorum, è già tempo di interrogarsi sulla prossima battaglia.

Tutti in piedi per Santoro

Sul web, oltre che sul piccolo schermo, uno dei mattatori risponde al nome di Michele Santoro. Il giornalista, esaurita l'esperienza Annozero, ha deciso di tornare all'esperimento Raiperunanotte. La serata-evento che riempì il Paladozza di Bologna il 25 marzo 2010 ed ebbe enorme fortuna in rete, nata per protestare contro il silenzio imposto ai talk show Rai dalla par condicio elettorale.
«SPECTRE IN FORMAZIONE TIPO». Questa volta il nome è Tutti in piedi. La squadra è rodata, dato che presentano Vauro e Marco Travaglio. Oltre a Serena Dandini, la giornalista 'dissidente' del Tg1 Elisa Anzaldo e il pubblico ministero Antonio Ingroia. Insomma, «la Spectre al lavoro in formazione tipo», come ha ironizzato Santoro.
FUORI E DENTRO IL WEB. L'obiettivo resta tuttavia ambizioso, perché l'appuntamento è fissato già per venerdì 17 giugno al parco di villa Angeletti, sempre a Bologna, all'interno della festa della Fiom cui l'evento è dedicato.
Pochi giorni per mettere in moto la macchina, fuori e dentro il web, dove la serata sarà trasmessa in diretta streaming. Proprio come Raiperunanotte. E, sempre come allora, sarà tutto gratis. A meno che gli spettatori non decidano di contribuire via PayPal. Allora furono 50 mila a metterci 2,5 euro a testa.
SU FACEBOOK È GIÀ UN SUCCESSO. In rete, com'era facile immaginare, l'iniziativa è partita col piede giusto. In poche ore la pagina Facebook ha raggiunto le 12 mila iscrizioni, anche grazie alla diffusione sulle pagine gemelle di Annozero (528 mila fan) e Raiperunanotte (263 mila). E pensare che il sito è ancora in allestimento.
Santoro, nel frattempo, si è detto conscio della difficoltà dell'obiettivo. Ma, rivolgendosi ai suoi proprio da tuttiinpiedi.it per chiedere un modesto contributo finanziario, ha ribadito le sue ragioni con fiducia: «Se ancora una volta raggiungeremo il nostro obiettivo dimostreremo che per quanto cerchino di ridurre gli spazi di libertà niente potrà più impedirci di manifestare il nostro pensiero, niente potrà fermare il ritorno in scena del lavoro con la sua richiesta di dignità e di libertà». Del resto, «Insieme abbiamo la forza per cambiare tutto».

Ammazzare il Porcellum

Visto che c'è aria di elezioni, poi, è tornata di attualità una lunga battaglia di Valigia Blu e Libertà e Giustizia: quella per contro il 'Porcellum', la legge elettorale firmata da Roberto Calderoli. E da lui stesso definita «una porcata».
«RIDATECI LA NOSTRA DEMOCRAZIA». L'appello delle due associazioni, riunite sotto la sigla «Ridateci la nostra democrazia», è stato lanciato una prima volta 12 mesi fa, ed è stato riproposto in data 20 maggio. Ma la sua attualità è ai massimi storici. Mai come ora, infatti, si sentono gli scricchiolii interni alla maggioranza. Che, tra una Pontida infuocata (19 giugno) e la verifica in Aula (22 giugno), potrebbe subire grossi sconvolgimenti.
«SCEGLIERE CHI CI RAPPRESENTA». E allora è utile pensare a una soluzione per andare al voto con una legge migliore di quella attuale. O, come recita l'appello: «Mai più alle urne con questa legge». L'obiettivo principale è ridare la sovranità ai cittadini: «Vogliamo riprenderci il diritto di scegliere chi ci rappresenta in Parlamento», scrivono Valigia Blu e Libertà e Giustizia, «Un diritto che è stato cancellato dalla legge Porcellum e che priva il popolo elettore del più elementare e insostituibile potere di contare nelle decisioni della politica».
I luoghi della «grande mobilitazione» richiesta sono, naturalmente, i social media. Con Facebook in prima fila, dove gli aderenti sono 30 mila. Ma l'appello, solo dal sito di L&G, è stato condiviso ben 13 mila volte. E i profili iniziano già a colorarsi del badge, la spilletta virtuale, dell'iniziativa.

Berlusconiani che 'rottamano' il Pdl

Una richiesta di cambiamento, perfino più radicale, viene anche da destra. Perché, è fisiologico, non per tutti sul web le amministrative e i referendum hanno significato un trionfo. Una pattuglia di blogger di area berlusconiana, dopo aver promosso primarie vere nel partito e aver detto a Silvio che «non ha capito niente», si è data addirittura alla «rottamazione» del Pdl.
«CHI VUOI ROTTAMARE?». L'iniziativa è nata sul blog Daw, con un post e una domanda a risposta multipla su Facebook: «Chi vuoi rottamare?». Cinque le opzioni: Ignazio La Russa, Raffaele Fitto, Nicola Cosentino, Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri. Oltre 500 i voti raccolti nelle prime tre ore dal lancio. Campione di preferenze (ne raccoglie all'incirca la metà) nella non invidiabile classifica è Cosentino. Ma tra i commenti c'è anche chi chiede: «Posso votarli tutti?». E chi si dice pessimista: «E una volta rottamati questi irrilevantissimi cinque?». Diego Destro, il blogger dietro l'idea, rintuzza: «Questa è solo una prima votazione».
Quanto alle primarie, la petizione lanciata da Daw e Right Nation, rilanciata anche dal direttore del Tempo Mario Sechi all'adunata dei «servi liberi» del Cavaliere, ha raccolto mille «mi piace» e poco più di 700 firme. Numeri ben lontani dalle folle oceaniche movimentate dai santoriani, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare. 

Mercoledì, 15 Giugno 2011


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Commenti (1)

condurisia 15/giu/2011 | 16:47

abolire il porcellum
E' necessario che si voti al più presto, ma solo dopo aver cambiato questa legge elettorale. I candidati li sceglie non il partito ma i cittadini che hanno il diritto di vedere all'opera chi andrà a rappresentarli. Basta con le aristocrazie politiche. Basta proporre agli elettori il prescelto delle segreterie politiche. Inoltre è necessario che durante il mandato elettorale il candidato votato si astenga dal saltare il fosso per opportunismo o perchè scatta la campagna acquisti. I costi poi per le campagne elettorali devono essere rendicontati e non ci può essere appropriazione indebita di grosse somme pagate poi dalla collettività, attualmente privata dei suoi più elementari diritti. Il bipolarismo monarchico di Berlusconi è fallito. La democrazia si regge sull'espressione di quelle formazioni o movimenti politici che non possono essere penalizzati in virtù dei grandi numeri. A quando la riforma elettorale?

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