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Agcom e il bavaglino
Ok alla delibera che ha scatenato la bufera in Rete.
di Fabio Chiusi
La tanto criticata delibera Agcom sul diritto d'autore è stata approvata. Ma sono previsti ulteriori 60 giorni di consultazioni, così che molto probabilmente fino a ottobre 2011 non sarà operativa. Diverse le modifiche, tutte volte ad ammorbidire un testo che aveva suscitato una lunga e rumorosa protesta in Rete.
TUTTE LE MODIFICHE. Innanzitutto, la procedura «non prevede alcuna misura di inibizione dell'accesso ai siti internet». In secondo luogo, è stabilito che il regolamento non si applica a siti amatoriali e senza scopo di lucro. Si allungano poi i tempi per il contraddittorio, che ora ha una durata di 10 giorni (e non più 5), e per giungere alla rimozione dei contenuti, da 48 ore a 20 giorni prorogabili di altri 15.
Più in generale, l'Agcom non è più in grado di agire indipendentemente dall'autorità giudiziaria: un ricorso di una qualsiasi delle due parti di fronte al giudice, infatti, blocca la procedura.
CALABRÒ: «ELIMINATE LE AMBIGUITÀ». Il presidente Agcom, Corrado Calabrò, si è detto certo di aver eliminato «ambiguità e possibili criticità» dal provvedimento. Che, in effetti, è più morbido rispetto a quello che aveva scatenato la rivolta in Rete. Difficile, in ogni caso, pensare che basti a placare le proteste.
Mercoledì, 06 Luglio 2011
(2)
agenor 07/lug/2011 | 15:49
abolire dirautore
continui gli intollerabili attacchi alla libertà della rete,adesso ci provano col pretesto del diritto d'autore,il diritto d'autore nel 3 millennio è una bufala,ormai tutti copiano da tutti,in pratica impossibile esprimere qualcosa di nuovo,di originale veramente non c'è in sostanza nulla;è l'ora che sia abolito,ed abolita la SIAE.
meobirba 07/lug/2011 | 08:54
e' la solita manovra dei nostri politici
tirano un sasso, poi intorbidano le acque.
alla fine nessuno ci capisce nulla e ciascuno dice la sua... fino a quando quella pietra ricompare, tirata da mani esperte in testa a qualcuno... embeh? e poi non lo sapevate gia'? vi diranno che e' la legge.
poveri pirla.
ma cmq , dietro tutti questi remesci ci sta una volonta' , dappertutto, di imbavagliare la popolazione attiva e pensante.
la rete e' un lievito che sta fermentando la massa del pane.
il pane e' il popolo.
Come disse qualcuno : una nuova idea non si propaga fino a che non raggiunge la massa critica . poi la nuova idea soppianta la vecchia e sembra impossibile che prima fosse quella dominante.
Pensateci ragazzi.
Tocca ai giovani.
Io le mie battaglie le ho gia' fatte.
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