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Tecnologia 

INTERNET

Il governo non fa Rete

Web occasione di crescita, ma il Cav non lo vuole libero.

di Fabio Chiusi

Articolo in versione breve

Al governo di Silvio Berlusconi «blogghisti e internettauti», come sono definiti i cittadini digitali dal ministro dell'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, non piacciono. O almeno: piacerebbero se fossero un po' meno liberi.
Lo si deduce dalla nutrita serie di proposte di legge, fortunatamente tutte fallite, che hanno tentato dal suo insediamento di caricarli di responsabilità normalmente riservate alla carta stampata. L'ultima delle quali è il comma 'ammazza-blog' contenuto all'interno del disegno di legge sulle intercettazioni, già fonte di infinite polemiche nell'estate 2010 e in questi giorni rispolverato per una rapida approvazione parlamentare. 
LA CENSURA PRIMA DELLA CRESCITA. Disconnessione dal web mediante semplice segnalazione; cancellazione totale dell'anonimato; obbligo di rettifica entro 48 ore, reati addirittura creati per l'occasione in cui l'utilizzo di Facebook diventa un'aggravante.
Sono solo alcune delle previsioni di legge ipotizzate dalla maggioranza dal 2008 a oggi. Proseguendo, tra l'altro, su una scia inaugurata dal centrosinistra con la legge Prodi-Levi, anch'essa poi finita nel dimenticatoio.
La censura prima della crescita, verrebbe da dire. Soprattutto considerando che la internet economy ha margini di crescita straordinari, come certificato lo scorso marzo da un rapporto di McKinsey. E che, invece di cercare di sfruttarli, il governo continua a battere la pista tracciata da regolamentazioni anti-storiche, inutili quando non nocive. E che di certo non favoriscono lo sviluppo del digitale, proprio quando la crisi internazionale imporrebbe il massimo sforzo in questa direzione.

Mercoledì, 28 Settembre 2011


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Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio.

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Commenti (3)

gio.ca 29/set/2011 | 10:23

STIAMO PARLANDO......
di chi ha creato la Casa della Libertà. Di chi ha creato il Partito dell'amore. Di chi ha creato il partito dei ladri (PDL). Signori ma che potevamo aspettarci da un costruttore del genere. Una volta smascherato questo signore, da fastidio che la gente su queste reti dicono come la pensano. E dove suoi stessi sostenitori lo stanno denigrando. Questa opera, internet che cammina su questa tecnologia è il modo più efficace per farlo perdere consensi. Da quì la preoccupazione evidente. Ma stiamo parlando di chi falsifica i pensieri e non bisogna interpretarli del comandante della Casa della Libertà. Se succedesse tutto ciò, dove stà la libertà?. Che contraddizioni. Ma questo vale sia bene inteso anche a chi adesso ci fuorvia sopra, dal momento che in passato anch'essi volevano attuare una cosa del genere. ..

tiberio 29/set/2011 | 08:50

faremo quello che faceva pasquino
censurati? pasquinate sui muri pubbli e privati!!! A rega ma vi rendete conto che ci sta tutto rovinando addosso, stiamo precipitando senza paracadute? Non c'è più una cippa alla quali si possa attribuire un valore da qualsiase settore, homo semisapiens e o trans, non ci possiamo trasferire per qualche secolo extraterra?

getro 28/set/2011 | 23:00

lo si sapeva
al governo non piacciono i blogger e internauti (menti libere,informate e all'occorrenza critiche),mentre gli piace e anche parecchio i telespettatori di reality,fiction,gossip e affini ovvero una massa di pecore facilmente governabile........italiano svegliati e difenditi!!!!!!!!!

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