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Tecnologia 

IL CASO

Twitter cinguetta il falso

Ora anche Pippo Baudo con un profilo fake sul social network.

Social che vai fake che trovi. L’ultimo della serie è il profilo Twitter di Pippo Baudo aperto da uno sconosciuto e che ha letteralmente seminato il panico sul socia network cinguettante.
L’account è _Pippo_Baudo e ha fatto vittime, anche illustri: tutte convinte che l’avatar virtuale corrispondesse al reale Pippo nazionale. Tra le tante è caduta nella trappola Ornella Vanoni: «Ma c'è Pippooopo!!! Pippo Pippo non lo sa si crede bello come un Apollo e saltella come un pollo ... ;)».
LA VERIFICA DELL'AMICO FIORELLO. La smentita è arrivata secca da Fiorello (@Sarofiorello) che conosce bene il Pippo vero, probabilmente lo ha chiamato e gli ha chiesto conferma dell’account.
Dopo la telefonata la notizia: «Sentito Pippo, non ne sa nulla! Quindi Fake! Unfolloware!»  e poi l’insulto: «@_Pippo_Baudo a paraculoooooooooo!!!» Anche la Vanoni a sto punto ripiega con un retweet da Fiorello. Situazione ristabilita se non fosse che il fake di Baudo continua a fare lo gnorri postando proprio una foto indirizzata a Fiorello.
E pensare che solo due mesi proprio Fiorello e Baudo si erano ritrovati in un dietro le quinte prima della puntata di #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend a parlare di un possibile ingresso del Pippo nazionale sul social network. Un invito trasformatosi quasi subito in una simpatica lezione di web 2.0 su Twitter & co al poco informato studente Baudo da parte dell'amico Rosario (Fiorello) e di Jovanotti.

La falsificazione di Passsera neo ministro

E il povero Baudo non è l’unico a cui è toccata in sorte la sfortuna di essere falsificato su Twitter. Era successo già anche a Corrado Passera appena nominato superministro che a mezzanotte di lunedì 5 dicembre mandava in Rete il seguente messaggio: «Non escludo un'asta per le frequenze tivù» dopo che il giorno prima aveva risposto in conferenza stampa che il problema delle frequenze televisive non era ancora stato esaminato.
LA SMENTITA UFFICIALE DEL FALSO PROFILO. Panico breve (anche se intesto) perchè il 6 dicembre un’agenzia (stavolta non Fiorello) smentì il finto Passera.
Fin troppo facili da smascherare, invece, i falsi profili del Presidente del Consiglio Mario Monti. Sarà per stile e anche per contenuto di tweet, ma davvero in pochi hanno creduto a @palazzochigi quando scriveva «#Italia è ora di dormire. Domani iniziano i sacrifici. Dormire significa risparmiare energia e avere una vita rigorosa e austera».
IL FALSO NEL FALSO: IL CASO MURDOCH. E che dire di quel che è successo a Rupert Murdoch? Lui debutta su Twitter con un profilo vero, bacchetta gli inglesi per le loro troppe vacanze e i pochi sacrifici. E allora è il turno della moglie Wendi Deng che lo bacchetta e gli dice di togliere immediatamente il tweet dal suo profilo. Lui ubbidisce da bravo maritino.
Peccato, però che Wendi non avesse un profilo nonostante la stessa multinazionale del cinguettio avesse concesso all’account falso il bollino di account certificato. «Non rilasciamo dichiarazioni sul nostro processo di verifica degli account», ha scritto Twitter in un comunicato. «Confermiamo però che il profilo @wendi_deng è stato verificato erroneamente per un breve periodo di tempo. Ci scusiamo per la confusione che tutto ciò ha creato». A noi sta bene, ma il povero Rupert chissà come l’ha presa?
IL MISTERIOSO ACCOUNT DI MISTER FERRARA. Anche giornalisti presi di mira? Proprio in queste ora compare anche un altro account che desta qualche sospetto. @ferrarailgrasso potrebbe essere il profilo di Giuliano Ferrara che a una su follower dichiara di «essere proprio lui». Stessa reazione che ebbe Paolo Mieli (paolomieli) disceso su Twitter e mai visto in attività se non con un post ad Anna Masera che confermasse la sua identità. Aspettiamo contenuti.
NOCERINO CADUTO NELLA RETE. Anche i calciatori nel mirino dei falsari del web 2.0. Successe a Nocerino del Milan (tra l’altro in gol nell’ultima di campionato) che, alla prima partita di Champions League, proprio su un profilo Twitter Nocerino22 scriveva di essere felice al suo debutto col Milan in Europa. Peccato che Nocerino non avesse un profilo twitter. A smascherare il falso questa volta fu il compagno di squadra Emanuelson che precisò l’accaduto segnalando tutti i compagni di squadra con un account e, di conseguenza, i fake di cui diffidare.
BON JOVI E NON SOLO: MORIRE IN UN TWEET. Di peggio era capitato a Jon Bon Jovi, protagonista non di un finto profilo, ma di una notizia fake. Era, infatti, dato per morto su Twitter. «Resuscitò» immediatamente sulla sua pagina pubblica di Facebook con tanto di cartello che recitava qualcosa come «Heaven looks a lot like New Jersey».

Lunedì, 30 Gennaio 2012


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