Tecnologia
L'INDISCREZIONE
Wikileaks: si ipotizza la ricerca di server in mezzo al mare
L'obbiettivo è sfuggire alla censura. Ma la portavoce non smentisce né conferma.
Non ha né smentito né confermato Kristin Hraffsnson, portavoce di Wikileaks, in merito alle voci che si sono diffuse il due febbraio sulla presunta ricerca di nuovi server per il sito in un luogo non sottoposto a censura: il mare.
L'ipotesi che è circolata ha descritto i sostenitori finanziari del portale-spia in cerca di una nave su cui trasferire i server, di modo da evitare la censura e ogni possibile azione legale degli Stati Uniti.
Fra i luoghi considerati ci sarebbe una piattaforma nel principato di Sealand, nel mare del Nord e di fronte alle coste britanniche. Il principato si è autoproclamato infatti «micro-nazione autonoma» ma la portavoce non ha voluto rispondere a riguardo: «Sento anche dire che vogliamo spostare i server in Antartide o sulla Luna. E anche in questo caso non mi sento né di smentire né di confermare».
La notizia è arrivata proprio a cavallo delle ultime battute del processo in cui il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è accusato di molestie sessuali e per il quale è stata chiesta l'estradizione dall'Inghilterra verso la Svezia.
Giovedì, 02 Febbraio 2012

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