Meloni a Basovizza: «Chiediamo perdono per decenni di silenzio sulle foibe»

Redazione
10/02/2024

«Sono venuta molte volte qui da ragazza, quando farlo voleva dire essere additati, accusati, isolati», ha detto la premier giunta sul Carso triestino per il Giorno del ricordo. «Il mio pensiero ai martiri e agli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia», aveva scritto sui social.

Meloni a Basovizza: «Chiediamo perdono per decenni di silenzio sulle foibe»

«10 febbraio, nel Giorno del ricordo il mio pensiero va ai martiri delle foibe e agli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. L’Italia onora la memoria di chi fu vittima di quegli orrori disumani e non dimentica il dolore patito da chi fu costretto ad abbandonare la propria casa e la propria terra per amore dell’Italia». Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni, che sabato 10 febbraio è arrivata a Trieste (con il ministro degli Esteri Antonio Tajani) per la cerimonia solenne davanti al monumento dedicato alle vittime della foiba di Basovizza e per l’inaugurazione del “Treno del Ricordo” al binario 1 della stazione centrale.

Al Monumento nazionale di Basovizza, la presidente del Consiglio ha detto: «Sono venuta molte volte qui da ragazza, quando farlo voleva dire essere additati, accusati, isolati. E sono tornata da adulta a celebrare finalmente quel giorno del ricordo che spazzava via una volta per tutte la congiura del silenzio che per imperdonabili decenni aveva avvolto la tragedia delle foibe e il dramma dell’esodo nell’oblio dell’indifferenza».

10 febbraio, una giornata per ricordare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata

Istituito nel 2004, il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale che, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata. Non esiste una cifra ufficiale degli italiani che furono torturati, assassinati e gettati nelle fenditure carsiche dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale: secondo le stime furono tra i 5 mila e i 10 mila. I giuliani (in particolare istriani e fiumani) e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250 mila e le 350 mila persone. Il giorno prescelto per la commemorazione è quella in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di Parigi che assegnò alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza appartenenti all’Italia.

Foibe, il 10 febbraio è il Giorno del ricordo. Meloni: «L'Italia onora la memoria di chi fu vittima di quegli orrori disumani».
Giorgia Meloni (Getty Images).

Mattarella: «I tentativi di oblio un danno inestimabile per la coscienza della Nazione»

«È fondamentale preservare e tramandare la verità storica delle atrocità commesse dalle milizie di Tito. Onoriamo la memoria delle vittime delle foibe e ricordiamo la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Una preghiera per chi ha sofferto». Così sui social il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana. «Le foibe e l’esodo hanno rappresentato un trauma doloroso per la nascente Repubblica. Quelle vicende costituiscono una tragedia che non può essere dimenticata. Non si cancellano pagine di storia tragiche e duramente sofferte. I tentativi di oblio, o di negazione, o di minimizzare sono un affronto alle vittime, alle loro famiglie e un danno inestimabile per la coscienza collettiva di un popolo e di una Nazione»: queste le parole del capo di Stato Sergio Mattarella alla vigilia del Giorno del ricordo. «Oggi ricordiamo il massacro delle Foibe e l’esodo Giuliano dalmata, tragedia troppo a lungo negata e sepolta. Ricordiamo chi fu ucciso, massacrato e cacciato dalla propria terra dai partigiani titini per la sola colpa di essere italiano», ha twittato Matteo Renzi.