L’obbligo sui vaccini a scuola è scattato il 10 marzo

11 Marzo 2019 08.20
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L'obbligo previsto dalla Legge Lorenzin è scattato ufficialmente il 10 marzo e dall'11 marzo a scuola si deve andare solo con il certificato di vaccinazione. I presidi sono fermamente decisi a rispettare la norma, approvata nel luglio del 2017. I bambini da zero a sei anni non in regola non possono dunque accedere agli asili e alle scuole dell'infanzia; quelli nella fascia d'età 6-16
anni potranno entrare. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge.

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Tuttavia, essendo stato il 10 marzo una domenica, il ministero della Salute ha spiegato che il limite di proroga dell'autocertificazione per i vaccini scade con un giorno di ritardo, l'11. Dunque partono dal 12 marzo le misure che impediscono la frequentazione degli asili ai bambini che non hanno consegnato i certificato di avvenuta vaccinazione, mentre l'11 marzo è l'ultimo giorno utile per consegnare i certificati.

LA MINISTRA VUOLE UNA NUOVA LEGGE QUADRO E SU SALVINI: «NON LO CAPISCO»

Intanto però dal governo, la ministra Giulia Grillo sta lavorando a una nuova normativa. La legge Lorenzin sui vaccini, ha dichiarato la ministra intervistata da Repubblica l'11 marzo, «è stata una misura emergenziale, nata dalla necessità di colmare un gap di coperture creatosi in diversi anni precedenti e da quella di rispondere all'epidemia di morbillo. I dati sono migliorati per i nuovi nati, ma il dl Lorenzin non può incidere sui giovani adulti vulnerabili, quelli fuori dall'età scolastica. Questa è la critica principale a quella legge: aver puntato tutto e solo sull'obbligo sperando che bastasse». La nuova legge, ha proseguito la Grillo, non sarà «un atto di urgenza, come quello di Lorenzin, ma una normativa-quadro basata sui dati epidemiologici del Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Usare l'obbligo è un fatto politico, non scientifico». Discorso diverso vale oggi per il morbillo: «c'è un'epidemia in atto. E quindi sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie. Ma dobbiamo anche lavorare per convincere i cittadini a fare una cosa positiva per la loro salute, non imporre». Quanto alla richiesta di Salvini di far slittare il termine, osserva: «Non capisco il perché di quelle parole. Di certo ora non c'era l'urgenza di fare un decreto per togliere l'obbligo». Quanti bambini rischiano oggi di restare fuori da scuola? «I dati precisi arriveranno nei prossimi giorni dalle scuole. Non saranno grandi numeri», a suo avviso: «i genitori sono molto più responsabili di quanto spesso si racconta. Quelli che non vogliono vaccinare sono una esigua minoranza».

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