2010: Odissea sull’A1

Redazione
18/12/2010

È stata liberata verso le 4 del 19 dicembre la superstrada Siena-Firenze, bloccata dal pomeriggio di sabato 18 tra Bargino...

È stata liberata verso le 4 del 19 dicembre la superstrada Siena-Firenze, bloccata dal pomeriggio di sabato 18 tra Bargino e Firenze, dove erano rimasti intrappolati per ore gli automobilisti diretti verso il capoluogo toscano. La coda aveva superato i 20 km.
Protezione civile e vigili del fuoco hanno assistito gli automobilisti portando loro viveri e generi di conforto, mentre la polizia stradale tentava di “trainare” la coda verso l’uscita.
Rimane chiusa la Firenze-Pisa-Livorno, tra Empoli Ovest e Lavoria, in direzione Pisa, per ghiaccio. La rete autostradale, invece, è ormai tutta percorribile, essendo stata liberata domenica pomeriggio dai blocchi causati dalle intense nevicate.
Le previsioni meteo lasciano sperare nel rialzo delle temperature in tutta la penisola, soprattutto nelle città.

Dopo i disagi le polemiche

Fra venerdì 17 e sabato 18 dicembre, Italia ed Europa hanno vissuto ore di gravi disagi a causa della paralisi dei trasporti provocata dal maltempo.
La morsa del gelo non ha dato tregua e il ghiaccio ha bloccato strade, autostrade e aeroporti (guarda il video sul freddo).
Migliaia di auto sono state bloccate per circa venti ore sulla A1, dalle 15 di venerdì, dopo le abbondanti nevicate (guarda la gallery sui disagi in autostrada). E inevitabili sono scoppiate le polemiche con il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli che ha accusato gli italiani di non aver ascoltato gli allarmi di questi giorni. Mentre c’è già chi ha proposto a una class-action contro le concessionarie autostradali.
Giovanni Moltali (Fita-Cna), sindaco degli autotrasportatori, si è difeso: «È la solita polemica. Tutti gli anni Autostrade, invece di garantire la circolazione come dovrebbe fare visti i contratti di servizio che hanno e considerato che il maltempo era pienamente preannunciato, scarica la responsabilità sugli operatori che fanno solo il loro lavoro».
Durissima la polemica sul caos in autostrada. «I disagi e le nevicate erano state ampiamente segnalate in maniera puntuale e precisa dalla Protezione civile con una dettagliatissima circolare a tutti gli enti. Se fossero state seguite non ci saremmo trovati in questa situazione», ha denunciato il capo della protezione civile, Franco Gabrielli.
Il Comune di Firenze e la Regione Toscana non hanno escluso proprie responsabilità nella gestione dell’emergenza, ma hanno messo sotto accusa Autostrade, Ferrovie e Anas. I vertici delle tre società infatti, insieme alla Protezione civile, sono stati convocati d’urgenza dal ministro dei Trasporti Altiero Matteoli per fare chiarezza su quanto accaduto. La riunione si terrà lunedì pomeriggio, servirà per fare il punto sull’emergenza maltempo e per chiarire l’origine e le ragioni dei disagi per l’utenza.
 

Il racconto di un automobilista

«Undici ore bloccato in autostrada, dieci delle quali fermo, tra la neve, nello stesso punto, senza muovermi di un centimetro, a poca distanza dall’ingresso in autostrada che ho imboccato perché il pannello segnalava solo ‘code a tratti». È  il racconto di una giornata da incubo di un automobilista fiorentino, Michele, bloccato da ore sull’autostrada A1, nel tratto fiorentino tra Firenze Sud e Scandicci.
Michele ha spiegato di essere entrato in A1, come gli accade tutti i giorni, intorno alle 14,45. «I pannelli erano tranquillizzanti ‘code a tratti’ per chi frequenta questa autostrada sono la norma, nulla di strano. Il problema è che appena entrato sono rimasto fermo, bloccato, per dieci ore. Poi, in un’ora ho percorso qualche metro, mi sento rincuorato per questo anche se la notte è lunga e non so come finirà. Ho visto passare, a piedi, personale di soccorso che portava acqua e zucchero ad un bambino di pochi mesi. Poi, ho visto agenti della Polfer, sempre a piedi, percorrere quel tratto e dileguarsi».
Decisiva la carenza di informazioni: «Nessuno ci informava su nulla, le radio davano poche notizie, non si capiva quel che stava succedendo. Così, sono passate le ore. Nel contempo, ho visto entrare, con me, mezzi pesanti senza catene. Ho visto sull’autostrada camion e tir di traverso che bloccavano le carreggiate e mi sono chiesto: perché li hanno fatti entrare, perché non dare messaggi più chiari sui pannelli a messaggio variabile? Che cosa devo pensare? Devo chiedermi perché i caselli non sono stati chiusi in entrata e molti di noi sono finiti per questo nell’inferno. È una vergogna».   

I disagi maggiori in Toscana

La coda tra Valdarno e Firenze sud, in direzione nord, ha raggiunto i 38 chilometri e migliaia di persone hanno trascorso la notte al gelo, prima che nel pomeriggio del 18, il traffico fosse riaperto.
Camion e auto sono stati abbandonati: in molti hanno preferito raggiungere a piedi l’abitato più vicino. Tutti i mezzi spazzaneve e spargisale a disposizione hanno lavorato per ore. Sulla zona non nevica più, il problema ora è il ghiaccio sulla carreggiata. Migliore la situazione in direzione sud, dove il traffico scorre seppur lentamente.
L’A1 è chiusa da Monte San Savino, in provincia di Arezzo, fino al capoluogo toscano. Alcuni automobilisti sono ancora bloccati anche sulle rampe d’accesso della superstrada Firenze-Pisa-Livorno, nel pisano, a Montopoli, a causa delle nevicate di ieri: hanno passato la notte in macchina.
Praticamente risolta invece la situazione per chi era in viaggio lungo l’A12 tra Livorno e Rosignano, che rimane comunque chiusa:nella notte quasi tutti i mezzi bloccati tra gli svincoli della Variante Aurelia sono ripartiti. Fanno eccezione alcuni camionisti che hanno preferito fermarsi a dormire lungo le aree di sosta o di servizio.
Durante l’attesa erano stati rifocillati dai volontari della Protezione civile con un centinaio di pasti caldi realizzati da Comune e Asl locali.
L’aeroporto di Pisa resterà chiuso fino alle 16, quando saranno fatti ulteriori aggiornamenti. Lo ha comunicato la Sat, la società che gestisce lo scalo. Finora sono già 22 i voli in arrivo e partenza cancellati e centinaia le persone in attesa di notizie.
Forti disagi anche alla stazione ferroviaria di Pisa: la circolazione dei treni è molto rallentata e vi sono convogli che viaggiano con ore di ritardo. Migliore la situazione in città dove funzionano la maggior parte delle linee degli autobus.
I pullman sono tutti dotati di catene per sicurezza, e questo rende i tempi di percorrenza più elevati del normale perché i mezzi procedono a velocità ridotta. Problemi rimangono invece sulle linee che percorrono le strade meno battute.

A Milano due morti per il freddo

Un clochard di 47 anni è stato trovato morto per il freddo dalla Polizia questa mattina nel parcheggio di un supermercato a Milano. Secondo i primi accertamenti, l’uomo, un immigrato, ha trascorso la notte sotto una tettoia, sdraiato sulle grate di un parcheggio adiacente a un supermarket in via Farini.
Il clochard, che secondo quanto è stato riferito sarebbe morto a causa delle bassissime temperature, quando è stato trovato era avvolto in una coperta. E nei giardini di via Marina, il gelo ha ucciso una donna ucraina di 48 anni. Era stesa a terra e indossava solo un paio di pantaloni e un maglione. A fare la scoperta il suo compagno di sventure, un polacco di 39 anni. Immancabili le polemiche.
Il Codacons: «Il piano del comune è insufficiente. Ed è ancora più inaccettabile che ogni anno ci siano dei morti». I City Angels: «Intensificheremo gli sforzi per soccorrere i senzatetto. Mandateci sacchi a pelo, piumoni, coperte, cappotti e giacconi».
Immediata la risposta dell’ assessore Mariolina Moioli: «Installeremo subito due tendoni riscaldati in Centrale». 

I voli sono regolari


Traffico aereo regolare all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), dopo la cancellazione di 28 voli da parte della compagnia aerea Ryanair a causa della neve.
I passeggeri rimasti a terra sono tutti partiti, comprese le circa 200 persone che hanno passato la notte all’interno dell’aerostazione. Per loro sono state messe a disposizione delle brande da parte di Protezione Civile, Alpini e Croce Rossa e delle coperte, fornite dall’esercito.
Il personale della Sacbo, la società che gestisce lo scalo, si è adoperato per assistere i viaggiatori, in attesa della ripartenza; presente in aeroporto anche il presidente Mario Ratti, che ha voluto lodare l’impegno profuso dal personale dell’azienda per la gestione dell’emergenza.

L’Europa alle corde

Anche l’Europa, stretta in una morsa di neve e ghiaccio, ha vissuto un’altra giornata da dimenticare, mentre per decine di migliaia di passeggeri l’inizio delle vacanze di Natale è stato un incubo.
Il maltempo ha trasformato i bollettini meteo in bollettini di guerra: chilometri di code sulle autostrade, treni fermi, aeroporti paralizzati e passeggeri in rivolta hanno fatto da cornice a scenari che in alcuni paesi non si vedevano da un secolo. E’ il caso del Regno Unito.
Nel Buckinghamshire, sudest dell’Inghilterra la colonnina di mercurio è scesa a -13 gradi e secondo il servizio meteorologico dicembre passerà alla storia come il mese più freddo dal 1910. I metereologi avvertono che nessuna zona del Paese sarà immune: in alcune aree, la neve potrebbe arrivare a 25-30 cm. In stato di choc anche il campionato inglese, per il rinvio causa maltempo della partitissima Chelsea-Manchester United a Londra. Altre quattro gare sono saltate.
Guai soprattutto per i migliaia di viaggiatori costretti a estenuanti attese negli aeroporti. Il traffico aereo è rimasto paralizzato da Londra a Budapest: anche lo scalo ungherese è rimasto chiuso alcune ore per la neve. Circa 3 mila persone hanno passato la notte nell’aeroporto di Schiphol, ad Amsterdam, altre 2 mila e 500 a Francoforte, mentre a Londra gli scali di Heathrow e Gatwick sono chiusi.
A Francoforte centinaia di passeggeri hanno protestato violentemente contro il personale delle compagnie aeree. Solo la polizia è riuscita a calmare gli animi, ma niente ha potuto contro le lunghe code che si sono formate davanti ai check-in nelle ultime 24 ore. Secondo un portavoce dello scalo tedesco, fino a mezzogiorno erano stati cancellati 172 voli, oltre ai 560 del giorno precedente. «Il tabellone degli orari è ormai assolutamente fuori controllo», si è arreso il portavoce.
Al Roissy-Charles-de-Gaulle di Parigi oltre la metà dei voli hanno registrato ritardi fino a 50 minuti. Sull’intero territorio nazionale, in particolare nel nord e nell’ovest della Francia, si sono registrati forti disagi sulla rete stradale, particolarmente trafficata a causa dell’esodo natalizio.
Il maltempo non ha risparmiato nemmeno le linee Eurostar sotto la Manica, tanto che le compagnie ferroviarie del sud-est dell’Inghilterra hanno ridotto il servizio. Anche in Germania il traffico ferroviario ha subito forti ritardi, ma vista la situazione negli aeroporti la Lufthansa ha consigliato ai propri passeggeri di prendere il treno. I biglietti aerei «possono essere usati senza problemi come biglietti del treno», ha annunciato la compagnia.