La fiducia dei consumatori italiani è ai minimi da due anni

A giugno 2019 l'Istat ha stimato una flessione da 111,6 a 109,6, mai così giù da luglio 2017. L'istituto di statistica ha registrato anche una dinamica negativa per il clima di fiducia delle imprese.

27 Giugno 2019 10.53
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Mai così in basso dal luglio del 2017. A giugno 2019 l‘Istat ha stimato una flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 111,6 a 109,6. L’istituto di statistica ha registrato anche una dinamica negativa per il clima di fiducia delle imprese (da 100,2 a 99,3).

FLESSIONE PIÙ MARCATA PER CLIMA ECONOMICO E CLIMA FUTURO

Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori – scrive l’Istat – sono in calo, seppur con intensità diverse: il clima economico e quello futuro registrano una diminuzione più marcata mentre la flessione è più contenuta per il clima personale e per quello corrente. Il clima economico passa da 125,5 a 120,9, il clima futuro diminuisce da 115,6 a 112,3, il clima personale flette da 107,4 a 105,6 e il clima corrente scende da 109,6 a 107,6.

TRA LE IMPRESE COSTRUZIONI E MANIFATTURA LE MENO FIDUCIOSE

Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia registra una flessione nel comparto manifatturiero e, soprattutto, nelle costruzioni (l’indice cala, rispettivamente, da 101,9 a 100,8 e da 144,3 a 140,9); nei servizi l’indice registra una diminuzione più contenuta (da 99,3 a 98,9) mentre nel commercio al dettaglio sale da 102,7 a 104,7. Nell’industria manifatturiera si rileva un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione; il saldo relativo alle scorte di magazzino è in aumento. Nelle costruzioni la dinamica negativa dell’indice è trainata dal deciso ridimensionamento delle aspettative sull’occupazione presso l’azienda a cui si unisce un peggioramento dei giudizi sugli ordini. Nei servizi, si segnala il peggioramento dei giudizi sugli ordini e sull’andamento degli affari.

POSITIVI I DATI PER IL COMMERCIO AL DETTAGLIO

Nel commercio al dettaglio, l’incremento dell’indice è dovuto al miglioramento dei giudizi e, soprattutto, a quello delle attese sulle vendite, diffuso sia alla grande distribuzione sia a quella tradizionale. Il saldo dei giudizi sul livello delle giacenze diminuisce. Per le imprese – scrive l’Istat nel commento – «il livello destagionalizzato dei climi di fiducia di giugno è comunque di poco superiore alla media dei primi cinque mesi dell’anno, mentre per i consumatori si rileva un differenziale negativo di oltre due punti, con il clima economico ed il clima futuro in deciso peggioramento. La flessione della fiducia dei consumatori rispetto a maggio si caratterizza per un marcato peggioramento delle opinioni sulla situazione economica del Paese e sulle prospettive della disoccupazione. Per quanto riguarda le imprese, si osserva un miglioramento solo per il settore del commercio al dettaglio, mentre cala in modo particolarmente marcato la fiducia nel settore delle costruzioni e torna a scendere anche la fiducia del settore manifatturiero».

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