Le cose da sapere sulla fiducia alla manovra economica 2019

Le cose da sapere sulla fiducia alla manovra economica 2019

21 Dicembre 2018 08.23
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Caos al Senato dove il testo del maxi-emendamento alla manovra è stato approvato nella notte dopo essere stato modificato fino al tardo pomeriggio, con le opposizioni che puntano il dito contro l'esautorazione del potere legislativo. Il Pd non ha partecipato al voto. Dopo un'attesa estenuante durata oltre 24 ore, il governo in mattinata aveva posto la fiducia, come annunciato dal ministro per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro. Ma quando nel pomeriggio, dopo la sospensione dei lavori, i senatori hanno visionato il testo, questo era stato di nuovo cambiato. Solo ritocchi formali, aveva minimizzato la maggioranza. «Buffoni dateci il testo», hanno urlato a questo punto le opposizioni al presidente della Commissione bilancio Daniele Pesco. La seduta è stata di nuovo sospesa, quando è ripartita Forza Italia ha abbandonato per protesta la Commissione Bilancio e anche il Pd non ha partecipato al voto in Commissione. Il maxiemendamento a questo punto ha avuto il via libera senza le opposizioni, per poi passare all'Aula. Ecco la diretta della serata fino al voto in Aula nella notte.

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02.27 – TERMINATA LA VOTAZIONE

Termina, con la seconda chiamata, la votazione. I senatori Pd, come annunciato, non hanno partecipato. Ducentoquarantanove senatori presenti, 248 votanti, 167 sì, 78 contrari, 3 astenuti.

02.15 – DE FALCO ASTENUTO

Gregorio De Falco, "dissidente" a Cinque Stelle, si astiene.

01.43 – BAGARRE IN AULA, VIA AL VOTO

Bagarre alla fine dell'intervento del senatore a Cinque Stelle Paragone. Forza Italia alza cartelli di protesta e scandisce: «Più povertà». I Cinque Stelle replicano: «Onestà». Poi il via al voto nominale.

01.30 – PARAGONE (M5S): MANOVRA MADE IN ITALY, NON EU

Gianluigi Paragone per il M5S sostiene che l'Europa avrebbe voluto un rapporto deficit-Pil dell'1,6%, ma che il governo non se l'è lasciato imporre (anche se ha modificato la prima versione della manovra che prevedeva un rapporto deficit-Pil del 2,4% ndr.). Ha poi attaccato il centrosinistra che «ci ha lasciato 5 milioni di poveri, non ce lo possiamo dimenticare».

1.25 – FORZA ITALIA: POVERI UMILIATI

Gilberto Pichetto per Forza Italia contesta la «mancanza di un disegno-Paese» e annuncia voto contrario. «L'orgoglio dei poveri a cui promettete quella che ormai è una elemosina lo state calpestando. E calpestate la dignità e l'orgoglio di molte famiglie che vivono con la pensione minima. Il reddito di cittadinanza diventa 83 euro…», rileva Pichetto.

1.20 – LA LEGA: MANOVRA NON PERFETTA, MA MIGLIORE CHE NEL PASSATO

«La nostra manovra non è ovviamente perfetta ma possiamo ragionevolmente pensare che sia migliore di tante che abbiamo visto in passato» ha detto per la Lega Massimiliano Romeo.

00.55 – MARCUCCI (PD): ITALIA RIDICOLIZZATA IN EUROPA, NON PARTECIPIAMO AL VOTO

Per il Partito Democratico la dichiarazione di voto è affidata ad Andrea Marcucci che accusa il governo di «aver ridicolizzato il Paese davanti all'Europa» e ha parlato di «una giornata triste per la nostra storia e per il nostro Paese». Il PD, ha annunciato Marcucci, non parteciperà al voto.

00.39 – CONTE IN SENATO

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è giunto nell'Aula del Senato dove sono in corso le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra. Ai banchi del governo ci sono anche i ministri Tria (ha assistito all'intera discussione generale) Centinaio, Bongiorno, Fraccaro, Lezzi e Stefani, ed il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti, oltre ad una pattuglia di sottosegretari.

00.24 – AL VIA LE DICHIARAZIONI DI VOTO

Al via nell'Aula del Senato le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla Manovra. Voto contrario da parte del gruppo delle Autonomie. Vasco Errani, per Leu, parla di «umiliazione della volontà popolare». Luca Ciriani, Fratelli d'Italia: «I contenuti di questa manovra li conoscono nei particolari Juncker, Moscovici, non noi qui in Senato».

00.12 – SALVINI IN SENATO: STANCHI MA CONTENTI

«Siamo stanchi ma contenti». Lo dice il vicepremier Matteo Salvini tornato in Senato per il voto di fiducia sulla manovra. In realtà la tensione all'interno della maggioranza sarebbe molto alta: il taglio delle risorse per il reddito di cittadinanza potrebbe portare al taglio della platea che ne beneficierà, rischia di slittare ancora la riforma delle pensioni, la cosiddetta quota 100. Dagli Ncc al "saldo e stralcio", inoltre, si sono susseguite le misure cambiate all'ultimo minuto perché i due partiti erano in disaccordo. Nuove accuse, inoltre, nei confronti dei tecnici da parte del M5S.

23.00 – TAXI FERMI A ROMA E MILANO

Intanto, mentre in Aula prosegue la manovra, i tassisti sospendono i servizi da Linate, Stazione Centrale e, nella capitale, Fiumicino e Termini. Protestano contro il dietrofront sulle norme per la regolamentazione dei servizi di noleggio con conducente: i particolari qui.

21.50 – FORZA ITALIA SBEFFEGGIA IL "FATTO" DI DI MAIO

«Più povertà per tutti, fatto!». Sono i cartelli esposti in Aula al Senato da Forza Italia, nel corso della discussione generale sulla manovra, sulla quale il governo ha posto la fiducia. La capogruppo Annamaria Bernini sta elencando una serie di interventi, negativi a giudizio di Fi, contenuti nella manovra e negativi, facendo 'il verso' alla lista delle cose fatte pubblicata su Fb dal vicepremier Luigi Di Maio e sui banchi di Forza Italia compaiono i cartelli, subito riposti dai senatori dopo l'intervento del presidente di turno, Roberto Calderoli.

21.20 – RENZI: OGGI FINISCE IL GOVERNO DEI POPULISTI

«A Natale ci sono i doni. Questa legge di bilancio porta solo i condoni» ha detto Matteo Renzi (Pd) in discussione generale. Rivolto ai banchi del M5S, Renzi dice: «Voi siete il partito di maggioranza. Avete il diritto e dovere di portare a casa risultati, ma siete stati trattati come il pubblico dei talk: capaci di applaudire ma non di fare altro. Con oggi è finito il governo dei populisti. La manovra del popolo è diventata la retromarcia dei populisti. La maggioranza ha mentito agli italiani e li ha truffati il 4 marzo».

20.35 – SFIORATA LA RISSA, MALPEZZI CONTRO BOTTICI

Clima infuocato con Pd e Forza Italia che chiedono di spostare voto e discussione nei prossimi giorni per evitare la notturna e avere il tempo di leggere e studiare il testo. Poi iniziano le urla, con la senatrice Malpezzi (Pd) che accusa la collega dei Cinque Stelle Bottici di averla spintonata, ma lei smentisce. La presidente Casellati costretta a sospendere i lavori, che poi ripartono.

20.30 – IL PD: RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE

«Viste le gravissime violazioni dell'articolo 72 della Costituzione, il gruppo parlamentare del Pd esprime la volontà di sollevare ai sensi dell'art. 134 della Costituzione il ricorso diretto alla Consulta affinchè si pronunci sulla enormità che si sono compiute sotto i nostri occhi e sotto quelli del Paese da parte di questo governo violento che se ne frega dei diritti del Parlamento». Lo ha annunciato nell'Aula del Senato il capogruppo Andrea Marcucci.

20.05 – VOTO DOPO MEZZANOTTE, SI VA A OLTRANZA

Le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla manovra nell'Aula del Senato dovrebbero iniziare intorno alle 23.30. E' quanto emerge dalla conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama appena conclusasi. La votazione sulla fiducia, di conseguenza, dovrebbe avvenire dopo la mezzanotte. «La maggioranza – spiega il capogruppo del Pd Andrea Marcucci – ha deciso di andare avanti ad oltranza, fino a notte fonda. Per cui dopo che verrà approvata in Aula la proposta di calendario ci sarà una discussione generale che durerà 3 ore e mezza, visto che la maggioranza ha rinunciato ad intervenire in quella fase per guadagnare tempo. Dopodichè si passerà alla chiama per approvare ogni cosa di notte». Alla ripresa dei lavori dell'Aula, la presidente Elisabetta Alberti Casellati ha annunciato che le dichiarazioni di voto verranno trasmesse in diretta tv.

19.25 – IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUL NUOVO TESTO

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro ha posto la fiducia sul maxiemendamento alla manovra. È bagarre in Aula. I deputati Pd lanciano fogli in aria e urlano «Vergogna!». La voce del ministro Fraccaro è stata letteralmente surclassata dalle urla dei senatori di opposizione. Mentre parlava dai banchi del Pd volavano fogli e fascicoli verso il centro dell'Emiciclo.

19.23 – RENZI: COMBATTIAMO TUTTA LA NOTTE

«Non c'è nessun Aventino delle opposizioni. Combatteremo in Aula tutta la notte» ha detto l'ex premier Matteo Renzi, parlando con i cronisti in transatlantico al Senato. Renzi si incarica di "coordinare" la comunicazione dei senatori Dem e spiega che il Pd ha abbandonato la commissione in dissenso e denunciato alla presidente Casellati una violazione del regolamento. «Ma niente Aventino», precisa.

LA MANOVRA ALLA CAMERA IL 28 PER IL VARO DEFINITIVO IL GIORNO SEGUENTE

La legge di Bilancio dovrebbe essere all'esame della commissione il 27 dicembre, per approdare in Aula il 28 ed essere varata entro sabato 29. Ma anche in questo caso il condizionale è d'obbligo.

FUNZIONARI PREALLERTATI ANCHE PER IL 26 DICEMBRE

Il calendario votato a maggioranza, senza l'ok dell'opposizione, prevedeva che durante la giornata del 21 la discussione avesse luogo in Senato. Alle 22 erano in programma le dichiarazioni di voto e poi la fiducia, ma il programma ha subito l'ennesimo rallentamento. Tanto che Palazzo Madama funzionari e dipendenti sono in preallarme anche per il 26 dicembre.

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