Lo studio che spiega come le Olimpiadi Milano-Cortina fanno crescere il Pil di 2,3 miliardi

Redazione

Lo studio che spiega come le Olimpiadi Milano-Cortina fanno crescere il Pil di 2,3 miliardi

Secondo La Sapienza i Giochi sono una spesa per l'amministrazione centrale da 415 milioni di euro. Ma portano un aumento di oltre 600 milioni di entrate fiscali. Più di 8 mila posti di lavoro. E in generale più entrate per 80-90 milioni l'anno.

24 Giugno 2019 18.56
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La corsa di Milano-Cortina per i giochi invernali 2026 ha tagliato felicemente il traguardo. A Losanna il Cio ha decretato il successo italiano sulla candidatura svedese Stoccolma-Aare. Un’edizione che, in linea con i dettami della Carta olimpica, sarà all’insegna del rispetto della politica ambientale e dello sviluppo sostenibile. E su quest’ultimo fronte ci sarà un saldo economico chiaramente positivo per lo Stato. Almeno stando allo Studio sull’analisi di impatto economico-finanziario commissionato lo scorso inverno dal governo all’Università ‘La Sapienza‘, secondo cui «i Giochi invernali contribuiranno positivamente alla crescita dell’economia: gli incrementi del Pil tra il 2020 e il 2028 vanno da 93 a 81 milioni di euro annui. La crescita cumulata del prodotto raggiunge un massimo di circa 2,3 miliardi nel 2028».

epa07670928 Mayor of Milan Giuseppe Sala (R) and members of Milan-Cortina 2026 Winter Olympic Games bid delegation celebrate after winning the bid to host the 2026 Winter Olympic Games during the first day of the 134th Session of the International Olympic Committee (IOC), at the SwissTech Convention Centre, in Lausanne, Switzerland, 24 June 2019. EPA/PHILIPPE LOPEZ / POOL

LA CRESCITA CONCENTRATA TRA 2024 E 2026

Lo studio ha «ampiamente verificato che le uscite dell‘Amministrazione Centrale per finanziare i Giochi 2026 sarebbero compensate dagli introiti diretti e indiretti connessi alle attività sviluppate attorno ai Giochi nel periodo 2020/2028». Nello specifico, «i Giochi invernali contribuiranno positivamente alla crescita dell’ economia nel suo complesso. Rispetto agli andamenti tendenziali, la maggiore crescita è concentrata negli anni 2024 e 2026 e tende ad esaurirsi nel 2028. Tra il 2020 e il 2028, si rilevano variazioni positive sostanziali dell’occupazione (il picco massimo si registra alla fine del 2026 con un aumento di oltre 8.500 unità di lavoro a tempo pieno». Ancora, «l’aumento cumulato delle entrate fiscali prodotto dall’evento, dovrebbe essere pari a circa 600 milioni di euro».

COSTI DI GESTIONE A 1.170 MILIONI PIÙ 415 MLN DI SPESA PER LO STATO

Gli investimenti previsti sono pari a circa 346 milioni per la realizzazione dei villaggi olimpici e dei media center, nonché per gli interventi specifici su impianti sportivi esistenti e la realizzazione di nuovi impianti. I costi di gestione previsti per la realizzazione dell’evento sono pari a 1.170 milioni. Il costo contabilizzato per le Olimpiadi invernali organizzate a Torino nel 2006 era stato di 1.229 milioni. Ai costi di gestione vanno sommati 415 milioni a carico dell’amministrazione centrale, di cui 402 milioni per le spese in materia di sicurezza.

OCCUPAZIONE: 8.500 POSTI DI LAVORO IN PIÙ

Già a partire dal 2020 si registrano aumenti significativi del prodotto e dell’occupazione. Il picco in termini di Pil si registra nel biennio 2025-2026, con un aumento medio pari a 350 milioni annuali. Al 2028, il Pil cumulato aggiuntivo prodotto dall’evento risulta pari a circa 2.300 milioni di euro. Rispetto al tendenziale, l’organizzazione delle Olimpiadi produce un aumento medio di circa 5.500 unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, con un picco nel 2026 pari ad oltre 8.500 unità.

LE ENTRATE FISCALI A PIÙ 601,9 MILIONI

Le entrate fiscali connesse all’organizzazione dei Giochi olimpici sono superiori alle spese negli anni precedenti all’evento e poco al di sotto del totale delle somme stanziate dopo due anni dall’evento. In particolare, la stima delle entrate fiscali cumulate nel 2028 è pari a 601,9 milioni, mentre il totale delle spese previste per le amministrazioni centrali è pari a 415 milioni, con un saldo positivo pari a 186,8 milioni.

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