Il 25 aprile di Salvini a Corleone

Il 25 aprile di Salvini a Corleone

Il ministro dell'Interno inaugura un commissariato di polizia e lancia messaggi contro la mafia. Ma la data scelta continua a provocare polemiche.

25 Aprile 2019 09.29

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Mentre il presidente della Repubblica, quello del Consiglio, il suo colleva vicepremier e tutti i rappresentanti delle istituzioni celebravano il 74esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il ministro dell'Interno Matteo Salvini era impegnato a Corleone, come se fosse un giorno qualunque, per inaugurare un commissariato di polizia. Il ministro dell'Interno è stato accolto nel piazzale dal capo della polizia Franco Gabrielli, dal prefetto di Palermo Antonella De Miro e dal questore di Palermo Renato Cortese. Monsignor Michele Pennisi ha celebrato la benedizione del commissariato.

UN ACCENNO AL 25 APRILE

«Mi piacerebbe che il 25 aprile sia la giornata dell'unione e della pacificazione nel nome dell'Italia che verrà», ha detto il leader leghista, «poi ognuno si tiene proprie idee, distanze, e obiettivi: ho scelto Corleone per dire ai giovani che vince lo Stato». E ai cronisti che incalzavano sulle domande sul caso Siri, dopo aver confermato la linea garantista della Lega e la conferma della fiducia al sottosegretario, ha replicato: «È il 25 aprile, ricordiamo morti passate e spero vittorie future. Se vogliamo parlare di Corleone va bene, le polemiche politiche le lascio ad altri».

DI MAIO ATTACCA SU SIRI

La scelta di Salvini non ha mancato di sollevare polemiche alla vigilia ma anche nel corso della giornata del 25 aprile. «Puoi anche andare a Corleone a dire che vuoi liberare il Paese dalla mafia, ma per farlo devi evitare che la politica abbia anche solo un'ombra legata a inchieste su corruzione e mafia», ha detto Luigi Di Maio proprio nei giorni della battaglia tutta interna alla maggioranza sul destino del sottosegretario leghista Armando Siri, di cui il Movimento 5 stelle continua a invocare le dimissioni dopo le accuse per corruzione.

L'ANPI CRITICA LA SCELTA

L'Anpi ha voluto invece porre l'accento proprio sulla data scelta da Salvini per recarsi a Corleone: «Oggi manifestare per qualcos'altro è illegittimo, significa non voler celebrare la resistenza e la guerra di liberazione e inoltre si fa anche un'operazione strumentale», ha attaccato il presidente dei Partigiani di Roma Fabrizio De Sanctis, «la lotta alla mafia si fa tutti i giorni e questa lotta titanica del popolo italiano che non va messa in contrapposizione con la liberazione dalla dittatura».

FICO: «NESSUNA SFIDA LIBERAZIONE-LOTTA ALLA MAFIA»

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Camera Roberto Fico: «Ognuno decide ciò che fa delle sue giornate. Non ho niente da rispondere», ha detto a Napoli, dove si trovava per le celebrazioni della Liberazione, «dico solo che la lotta alla mafia si fa ogni giorno. Il 25 aprile si festeggia il 25 aprile. Devono festeggiare tutti, ognuno fa come vuole. Quelli del 25 aprile sono principi, valori costituzionali che non vanno mai messi in discussione. Non c'è nessuna sfida festa della Liberazione e liberazione dalla mafia. Sono due cose che non possono essere messe sullo stesso piano. Noi siamo qui: il 25 aprile e va ricordato, va affermato e festeggiato perchè siamo una Repubblica fondata su quei valori. La lotta alla mafia purtroppo è un cancro dal quale ci dobbiamo liberare e dobbiamo essere tutti uniti per farlo».

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