41 milioni per Capello

Delia Cosereanu
06/10/2010

Il ct è l'allenatore più ricco d’Inghilterra.

41 milioni per Capello

«Per me il divertimento è solo la vittoria», ha confessato una volta Fabio Capello ai giornalisti. Non si sarà granché divertito durante i campionati mondiali di calcio in Sudafrica, ma oggi il commissario tecnico (ct) della nazionale inglese può prendersi la rivincita. La sua vittoria non riguarda le sue doti da allenatore, ma le sue tasche.
Il ct italiano è il tecnico più ricco d’Inghilterra, con un patrimonio personale di oltre 41 milioni di euro. Almeno secondo la classifica Rich List 2009 stilata dal mensile FourFourTwo. Secondo il periodico inglese, il secondo gradino del podio è, a grande sorpresa, di Roy Keane, allenatore dell’Ipswich Town, club di seconda divisione con oltre 32 milioni di euro.
Terzo posto per il decano dei manager di Premier League, Sir Alex Ferguson, con 25 milioni di euro. Ai piedi del podio ancora un tecnico italiano, l’allenatore del Chelsea, Carlo Ancelotti che segue con un patrimonio di 24 milioni di euro.

Mi sento un Mondrian

Anche se la popolarità di Capello nel Regno Unito è sempre in calo, il tecnico ha comunque qualcosa per cui essere felice. La sua fortuna non deriva  certo solo dal contratto da record con la nazionale britannica (circa 7,5 milioni di euro). «L’italiano», si legge sul sito del giornale London Evening Standard, «era già benestante prima di iniziare a lavorare in Inghilterra, grazie ai suoi passati contratti con Ac Milan, Roma, Juventus e Real Madrid».
Ma il suo portafoglio si è gonfiato anche grazie alla pubblicità: il ct della nazionale inglese ha infatti un contratto con Zerorh+ per sponsorizzare  gli occhiali da vista. Nei suoi 45 anni di carriera ha archiviato: 11 scudetti (4 da calciatore e 7 da allenatore), due Lighe spagnole, una Champions League. Ma il primo posto nella classifica dei “paperoni” dipende anche, o forse soprattutto, dalla sua «collezione d’ arte da 18,4 milioni di euro», come si legge su FourFourTwo. «Capello» dice il periodico, «ama l’arte e ammira le opere di Chagall, Kandinsky e del suo amico Piero Pizzi Cannella».
Una passione per l’arte che Capello non ha mai nascosto.  «Ho visitato i musei di mezzo mondo e decine e decine di siti archeologici» ha dichiarato al mensile femminile Marie Clare. «Ma l’arte contemporanea racconta meglio di qualsiasi altra cosa il nostro tempo». La sua galleria preferita è la Tate Modern di Londra. E se fosse un pittore, sarebbe «molto geometrico. Stile Mondrian».

Profumo di evasione

I maligni potrebbero suggerire, però, che sul fronte matematico non ha lo stesso fiuto. Nel 2004, infatti, il tecnico ha costituito una holding lussemburghese «Sport 3000» il cui scopo sociale era «la produzione di articoli di profumeria». Il marchio «Don Fabio», registrato dallo stesso Capello, valeva, nei bilanci della società, circa 170 mila euro.
Peccato che una eau de toilette griffata Don Fabio, da dove in teoria avrebbe dovuto arrivare la maggior parte delle entrate della Sport 3000, non sia mai arrivata sugli scaffali delle profumerie. Nè in Italia, nè altrove. Nel 2008 la cosa ha insospettito l’Agenzia delle entrate che ha voluto vederci chiaro nei compensi dell’allenatore della nazionale inglese. Gli ispettori sono infatti riusciti a disegnare i confini dell’impero finanziario del mister, scovando tra le pieghe di trust e società off-shore un’evasione fiscale da 16 milioni (multe comprese).
Beccato sul fatto, Capello ha voluto chiudere i conti in fretta, firmando all’Agenzia un assegno da 5 milioni. Una somma record. Quasi un intero anno di stipendio da coach dell’Inghilterra. Non si strapperà i capelli, visto che è uno degli allenatori più pagati del mondo.