Barbara Ciolli

Perché il 9 novembre è un giorno maledetto per la Germania

Perché il 9 novembre è un giorno maledetto per la Germania

09 Novembre 2018 13.45
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Come ogni 9 novembre ormai, l'Occidente celebra la caduta del Muro di Berlino, avvenuta nell'autunno del 1989. Ma quest'anno in Germania ci sono altre priorità, meno note all'estero ma fondanti per i tedeschi: il 9 novembre 2018 ricorrono i 100 anni dalla nascita della repubblica sulle macerie della Prima guerra mondiale e cadono anche gli 80 anni dalla Notte dei cristalli, il pogrom contro gli ebrei dei nazisti compiuto tra il 9 e il 10 novembre. La coincidenza non è, con ogni probabilità, una casualità: dal 9 novembre 1918, e sul quel che rappresentava la turbolenta Repubblica di Weimar, sarebbe verosimilmente scaturita, per opposte ragioni, la scelta delle altre due date. Quasi una maledizione, per i tedeschi, che non cessano i fare i conti con la loro storia: si può festeggiare l'inizio della riunificazione – 30 anni nel 2019 – nel giorno in cui prese vita l'esperimento socialista nel cuore dell'Europa, finito in tragedia, che poi è lo stesso in cui le truppe hitleriane cominciarono ufficilamente lo sterminio degli ebrei?

1918, L'ANNO DEI SOVIET TEDESCHI

La Germania della disfatta del 1918 era uno Stato fallito spazzato dagli opposti estremismi: ai tempi odierni, un parallelismo che mette paura. Giusto l'8 novembre scorso sono ricorsi anche i 100 anni della Repubblica sovietica proclamata a Monaco di Baviera. Le rivolte militari e civili dilagavano, e mentre Guglielmo II fuggiva e dal Reichstag i socialdemocratici divisi istituivano la «repubblica», dal Castello reale di Berlino (ancora in ricostruzione) lo spartachista Karl Liebknecht annunciava la «repubblica socialista» del popolo. La rivoluzione bolscevica del 1917 faceva breccia in Europa attraverso la Germania: militari ammutinati e reduci armati delle trincee si univano agli operai per eleggere in diverse città tedesche i consigli dei lavoratori dei soviet. Durarono poco più di una stagione: a Berlino come nella Ruhr si sparava in strada, le milizie della destra prussiana e poi di Hitler tentavano i putsch al governo riparato a Weimar.

Il 9 novembre riccorrono luci e ombre della nostra storia, una data ambivalente

80 ANNI DOPO I POGROM NAZISTI

Traditi dai socialdemocratici, Karl Liebknecht e la compagna rivoluzionaria Rosa Luxemburg erano intanto stati torturati e uccisi. Mentre, negli anni che avrebbero aperto la strada al rogo del Reichstag nel 1933, l'economia della Germania sconfitta e umiliata dai vincitori collassava a livelli inauditi. Una catastrofe economico-finanziaria che sarebbe sfociata appunto nel nazismo e, il 9 novembre del 1938, nei pogrom della Notte dei cristalli. Secondo gli storici tedeschi, le vittime delle violenze anti-ebraiche in Germania, Austria e Cecoslovacchia furono tra le 1300 e le 1500, le sinagoghe distrutte oltre 1.400 e 30 mila gli ebrei deportati nei campi di concentramento e poi di sterminio. Fu l'inizio dell'abisso che avrebbe portato all'Olocausto. «Il 9 novembre ricordiamo luci e ombre della nostra storia, una data marcata dall'ambivalenza» ha dichiarato il capo dello Stato tedesco, il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, chiamato al duro compito di commemorarla.

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