A letto con l’infedele

Alessandro Giberti
04/10/2010

Un'ebrea doc agente dei servizi. Ma fin dove può spingersi?

A letto con l’infedele

Il dilemma è di quelli gravi: può un’agente donna del Mossad dividere il letto, in senso biblico, con un infedele se in gioco c’è la salvezza di Israele?
Questo il problema teo-politico capitato al rabbino Ari Yitzhak Shevet di Tel Aviv. Sul punto si è aperta una disputa teologica da chiudersi in sinagoga per un paio d’anni, tante sono le implicazioni da studiare, approfondire, dibattere e confutare.
Ma rabbi Yitzhak non deve essere una mammoletta. Ha recepito il quesito e, senza fare una piega, si è messo a squadernare i testi sacri alla ricerca della soluzione. Intanto, ecco i precedenti: le vicende di Esther, la consorte ebrea del re persiano Assuero, di Dalila, la filistea che tagliò le chiome di Sansone, e della israelita Yael, che trafisse con un paletto di legno la testa del generale Sisara, nemico del suo popolo, sono state un buon punto di partenza. Ma insufficiente.

Scusi 007, ma è nubile o sposata?

La situazione presentava trappole teologiche da tutte le parti. Per venirne a capo, rabbi Yitzhak è partito dalla distinzione primaria tra agente nubile e agente sposata.
Nel primo caso, per la salvezza di Israele, poche storie: l’ufficiale-donna dei servizi segreti può, anzi deve, concedersi al nemico. Nella seconda ipotesi, i problemi aumentano considerevolmente, ma in aiuto del rabbino sono arrivati i maestri dell’antica ortodossia.
Proprio Yael, quella del paletto di legno, si scopre essersi appartata per “sette volte” con il generale Sisara, proprio allo scopo di fiaccarne l’esuberanza fisica (che non deve essere stata da sottovalutare in effetti) alla vigilia di una battaglia con l’esercito degli israeliti.
E si dà il caso che Yael fosse accasata, essendo la moglie di Hever ha-Kayini. Ma nonostante tutto, gli antichi interpreti della religione la assolsero completamente. Yael è, e resta, una figura esemplare per il mondo ebraico.
In forza di queste indubitabili testimonianze, il peso per rabbi Yitzhak si è alleggerito di colpo. Anche l’agente sposata può andare a letto con l’infedele, ovviamente solo in casi di estrema gravità per il suo Paese.
In quel caso, per la religione ebraica, basterà compilare un ripudio temporaneo del consorte, in modo che ci si possa ricongiungere senza problema al termine della missione tra le file avverse. Ecco, questa è la soluzione del dilemma. Come la pensino i poveri mariti israeliani è tutt’altra questione. E non esattamente teologica.